Pronostico (un filo scaramantico)

Col Costa Rica dormiamo e con l’Uruguay usciamo per un goal all’ultimo minuto. Ma i nostri moviolisti ci assolvono: “Colpa del guardalinee! Suarez aveva gli incisivi nettamente in fuorigioco!”

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Il giorno dopo, tutti fenomeni

Copincollo due miei post pubblicati ieri e oggi su facebook.

Il giorno dopo son tutti bravi. Per esempio questi (qui), a urne ancora calde, hanno già tirato fuori 7 motivi per il flop di Grillo. Non 1, ben 7. Eppure solo ieri, dico ieri, tutti lo davano alla pari o sopra il Pd. E scommetto che questi, ieri, avrebbero trovato 7 motivi, come minimo, per spiegarci il perché di un successo annunciato (qui).

Un altro che il giorno dopo le elezioni è un fenomeno è Paolo Mieli. Ieri, scanalando, l’ho sentito con le mie orecchie prendere nettamente le distanze dai fessi che si erano fatti infinocchiare dal “sorpasso” di Grillo su Renzi. “Parli per lei” ha detto, risentito, a Formigli. “Io ho il polso del paese e avevo già capito che il sorpasso di Grillo era completamente inventato.” Sì sì, come no. Infatti, 13 giorni fa a Ballarò, non solo stava al gioco dei sondaggi, ma addirittura motivava il sorpasso con la lentezza di Renzi (qui). E dire che basterebbe un po’ di sana prudenza, per non perdere la faccia.

Quesito per quelli che bisogna uscire dall’Europa

Ok destre, ok Giorgia, ok Lega, ok Salvini, ok Grillo, domani mattina usciamo dall’euro e dall’Europa. Ma scusate la domanda: per andare dove? In Africa, dato che è primavera? In America, per allargare il quartiere Little Italy e fondare il 51esimo stato, Big Italy? In Oceania, che da piccolo rimasi affascinato nello scoprire che c’è una Roma in mezzo all’Australia? O ci annettiamo direttamente alla Russia via referendum, tipo Crimea? Ultima ipotesi, fare tutto da soli, in uno splendido isolamento tipo “one man band” (qui). Ah, mi raccomando, l’elemosina rigorosamente in lire, eh, che l’euro se no poi la banca, centrale o no, ci frega!

Nel Renzi dipinto di blu

Giuliano Ferrara prende posizione contro il moralismo ipocrita di Repubblica, e contro tutto il casino che hanno fatto per l’innocente canzoncina degli studenti pro-Renzi (qui). E allora ecco che, in odio alla loro cupezza insopportabile e alla loro macchina del fango sempre all’opera, anche il vostro vincenzillo si è prodotto in una sagacissima canzoncina, sulle note immortali di Domenico Modugno. Chissà se il Giulianone oserà profanarle cantandoci sopra il seguente testo, che gli ho appena inviato.

Titolo: Nel Renzi dipinto di blu

Penso che un premier così

non ritorni mai più.

Anche se molti al Pidì

non la mandano giù.

Solo quei geni di Rep. non lo hanno capito.

Io me lo godo sto Renzi, sto Renzi infinito.

Volare, oh oh

Con Renzi oooh oooh

Nel Renzi ci credo di più

Mi piace vederlo lassù

E sognavo sognavo un governo più in alto del sole ed ancora più su

E la macchina piena di fango spariva laggiù

Le riforme faceva con Silvio alla faccia di Rep.

Volare, oh oh

Con Renzi oooh oooh

Nel Renzi ci credo di più

Mi piace vederlo lassù

Idioti digitali

Sul blog di Piero Vietti del Foglio ho letto un commento su certe dinamiche della rete, che sottoscrivo:

“La fregola di far sapere a tutti che si sa o si è vista una certa cosa (fosse anche un’idiozia) è più forte della fatica di cliccare, leggere, dare un giudizio e poi, eventualmente, condividere. E questo vale molto anche per i giornalisti, spesso i primi veicolatori di bufale in rete.”

Mio commento disincantato:

“Non c’è grado di istruzione, grado di digitalizzazione o albo dei giornalisti che tenga: da che mondo è mondo, l’uomo è l’uomo, gli idioti sono idioti.”

Post completo (qui).

Alfano e il nuovo centro (destra?)

Ieri sera ho sentito Angelino Alfano dire tutto contento: “Siamo decisivi per le sorti del centrodestra.” Siccome ero un po’ distratto da altre cose, posso essermi sbagliato, e magari invece ha detto: “Siamo decisivi per le sorti del governo.” Può essere. Ma a me, in ogni caso, quando uno che ha il 5 o il 6% sente il bisogno di dire che è decisivo, vengono in mente due cose. Primo, è disperato. Secondo, il pentapartito anni 80. In pratica, Pierferdinando Casini.