Steve Jobs, l’ammazzacarriere

Pare che ci fosse un accordo tra le grandi aziende americane di quel mondo noto come Silicon Valley, informatica, web, cartoni animati di culto, Apple, Google, Yahoo, Pixar, e questo accordo era: vietato cercare di acquisire le persone che lavoravano per gli altri. In pratica, toglievano la possibilità a uno bravo di cambiare azienda e, così, di guadagnare di più. Certo, se sei il guru progressista che indica ai giovani più evoluti del pianeta il futuro, le speranze, i sogni etc etc, puoi permetterti di bloccare la carriera dei tuoi. Se, invece, sei uno di quelli che lavorano per un tale guru, che altre ambizioni puoi avere? Mica il vil denaro! Bleah! Puah! O no? Pare di no (qui).

Matrimoni gay: vietato essere contrari

Posso tollerare qualunque opinione, purché coincida con la mia. Così potremmo riassumere l’idea di tolleranza del bel mondo progressista che, in nome della tolleranza, è attivo da anni su diverse battaglie civili. C’era anche quella campagna pubblicitaria, recentemente, che diceva, più o meno: “Ti interessa se il medico che ti salva la vita è omosessuale o no? Se ti interessa, sei uno stronzo intollerante omofobo.” Ebbene, questi professori di tolleranza, cosa fanno con chi ha idee diverse dalle loro? Un bell’esempio è ciò che è successo all’amministratore di Mozilla, un affare elettronico per la navigazione sul web. Tempo fa aveva dato il suo sostegno allo schieramento contro il matrimonio gay. In seguito è stato nominato ad di Mozilla, e allora i progressisti si sono scatenati. Pare che la presidente, all’inizio, lo abbia difeso, ma a un certo punto qualcuno ha minacciato di non usare più Mozilla, e quindi la società ha cambiato idea. A questo punto, diversamente dal nostro Guido Barilla che si è rimangiato tutto, del tipo “ho tanti amici gay e sono molto più sensibili di noi”, il tizio si è dimesso (qui). Notare che il discorso di chi lo ha contestato è l’esatto contrario del messaggio dello spot: “Mi interessa se l’ad del mio aggeggio elettronico è pro o contro i matrimoni gay? Certo che mi interessa, e, se non la pensa come me, lo faccio cacciare. Perché non lo tollero. Ma in nome della tolleranza, eh.” Controprova: avete mai sentito di qualcuno che si è dovuto dimettere perché è a favore dei matrimoni gay?

Ancora sull’eutanasia dei bambini in Belgio

Condivido un articolo di zamax, che coglie un punto fondamentale:

Non capisco però come i sedicenti super-umanisti fautori dell’eutanasia, nel profondo della loro sensibilissima umanità, non riescano a sentire come una profanazione anche il solo atto di prospettare ad un bambino, che da solo “umanamente” non ci arriverebbe mai, l’idea di poter chiedere di essere dolcemente “ucciso”.

Mio commento:

“Profanazione” è la parola giusta. Perché è vero, un bambino, da solo, non ci arriverebbe mai. Non avevo pensato a questo aspetto, ma è davvero un punto importantissimo su cui riflettere.

Articolo completo (qui). Mio vecchio post (qui).

UPDATE 15/2/14: segnalo anche Giulio Meotti (qui).

La Tunisia e i fanatici dei diritti umani

I rivolgimenti politici dei paesi dell’Africa mediterranea sono un’occasione di osservazione molto interessante, per chi è interessato a capire la nostra cultura. Sì, la nostra, oltre che la loro. Perché la via dell’islam verso la libertà si intreccia inevitabilmente con la via già tracciata dall’occidente. Uno dei fenomeni da osservare è la loro politica, con le nascenti costituzioni. Per esempio, quando parlano di “discriminazione”, loro provano a essere semplici e giusti, creando le basi per il rispetto dell’individuo e dei suoi diritti elementari, ma ecco che intervengono lo stesso i nostri fanatici dei diritti umani, tipo Amnesty International, a rovinare tutto. Giuste le osservazioni di zamax sulla Tunisia (qui).

Belgio. E’ legale l’eutanasia sui bambini

Essendo nato in un mondo che riteneva legale e lecito l’aborto, per molto tempo non mi ha fatto troppo effetto. Ora, però, me ne fa. E sentire che in Belgio si può uccidere anche un bambino di 3 anni, me ne fa ancora di più (qui). Ciò che mi fa impressione è che la legge sembra “assecondare” la scelta tragica. Perché di scelta tragica evidentemente si tratta, in casi estremi e disperati. Ma il fatto che ci sia una legge, cambia un po’ le cose. Rende più accettabile quella scelta. Come con l’aborto, si arriva a pensare: “La legge lo permette, perché non lo fai?”

Ops, da dove spuntano i Forconi?

Sono altrettanto confusi degli Indignati e degli Occupy – remember? Protestano per tutto e per il contrario di tutto. Guidano trattori e Jaguar. La loro logica è: siccome io non ho un lavoro, nemmeno tu devi lavorare. Complimenti. L’opposizione li coccola e li vorrebbe cavalcare, come fa sempre l’opposizione, con la piazza. Fin qui, tutto abbastanza nella norma. Invece, la vera differenza, rispetto alle piazze di questi anni, è la reazione inconsulta della sinistra, da Letta a Vendola. I Forconi non le piacciono proprio. Per questo, hanno subito gridato alle infiltrazioni di destra. Solito alibi. Ma se si vuole capire davvero chi siano e da dove arrivino i Forconi, bisogna rispondere a queste domande: 1) chi li ha educati a schifare la politica? 2) Chi li ha educati a schifare la mediazione tra gli interessi, mediazione che la politica incarna? 3) Chi li ha educati alla protesta per la protesta, a pensare che basti spaccare tutto? 4) O a pensare che sia lo stato a dover risolvere tutto? Insomma: 5) chi gli ha messo in bocca i concetti di “casta” e di “assistenzialismo”? Siamo proprio sicuri che sia stata solo l’estrema destra?

Vedi anche zamax (qui).

Voto palese, inganno occulto (ovvero: la coscienza al tempo dei neo-giacobini)

Oggi parlerò di coscienza. Certo, se ne possedessi ancora una, avrei voce in capitolo. Ma purtroppo, come sa già chi segue questo blog, io sono schierato politicamente dalla parte avversa a quella della coscienza morale e civile. Quindi, non mi resta che affidarmi a dei vaghi ricordi. Tipo che la coscienza è individuale e libera. Eppure, seguendo la bagarre intorno alla decadenza di Berlusconi, scopro che oggi non è più così. (Ah, preciso che la decadenza di Silvio è per me fonte di grande angoscia, perché è legata a doppio filo alla decadenza di questo blog, il quale vive solo grazie ai suoi faraonici emolumenti.) Uno degli aspetti nodali è la modalità di votazione. Materia in sé ben poco entusiasmante, se non fosse rivelatrice di qualcosa che riguarda proprio la coscienza.

Voto segreto. Ogni senatore sarebbe libero di votare senza vincoli di partito e senza doverne rispondere all’opinione pubblica. Voterebbe “secondo coscienza”. Cosa accadrebbe? Sel e M5S tutti a favore della decadenza. Nel Pdl, magari qualcuno potrebbe avere un “rigurgito di coscienza” e votare anche lui a favore. Ma la cosa più interessante accadrebbe nel Pd e nel centro, dove secondo me una parte voterebbe contro la decadenza. Sì, contro. Nel segreto dell’urna, infatti, la loro coscienza potrebbe avere un sussulto, tipo: “Posso io avallare un sistema che processa un singolo uomo per 50 volte 50, e che tiene in scacco la politica da 20 anni 20?” Risultato: forse la decadenza non sarebbe assicurata.

Voto palese. Pdl tutto contro. Pd, Sel, M5S tutti a favore. Ogni senatore Pd, M5S e Sel che votasse contro la decadenza di Berlusconi vivrebbe il resto dei suoi giorni braccato da Repubblica, Fatto, Corriere, Stampa, blog di Grillo, Iene, Santoro, Formigli, Ballarò. In questo caso, la sua coscienza avrebbe un altro tipo di sussulto: “Ma chi me lo fa fare?” Risultato: decadenza al 100%.

Et voilà, ecco come il voto palese diventa un inganno occulto. La tattica politica, e cioè la paura che Berlusconi si salvi, si fonde con la strategia di fondo dei neo-giacobini: far pesare sempre di più il ricatto morale, alias “questione morale”, per purgare il parlamento e il governo dalle persone non gradite. E’ già riuscito con altri personaggi del circo berlusconiano, oggi vogliono farlo con l’impresario in persona. Nel nome della moralità, e in perfetta buona coscienza.

Maradona, Fazio e l’applauso rivelatore

L’applauso liberatorio che lo studio di Fabio Fazio ha dedicato al gesto dell’ombrello di Maradona contro Equitalia è impagabile. Ma non perché il moderno eroe dei due mondi abbia offeso Equitalia, le istituzioni o altre fregnacce del genere. Semplicemente perché sgombra il campo dagli equivoci e ci dice una cosa importantissima sull’elettorato di sinistra, di centro e grillino (virtuosamente seduto, si sa, nello studio del virtuoso conduttore): anche lì alberga l’odio viscerale contro le tasse inique e i tassatori iniqui. Anche lì, dunque, ha buon gioco il populismo, perfettamente incarnato dalla “Mano de Dios”. Viva la faccia! E così, io posso tirare un sospiro di sollievo, perché scopro che, moralmente, sono uguale al frequentatore di cinema d’essè, di mostre d’arte contemporanea, nonché firmatore di appelli a sfondo civile e, all’occorrenza, fustigatore o applauditore di evasori fiscali conclamati. Anche lui è un normale cittadino italiano, vessato e dunque un po’ incazzato. Meno male, perché cominciavo a pensare che a sinistra, al centro e da Grillo fossero tutti integerrimi non solo nel comportamento, cosa fin troppo facile, ma anche nei pensieri e nei desideri più reconditi.

“Se mandi tuo figlio alle scuole private sei una brutta persona”

In Italia, mandare i figli alle scuole private è visto con sospetto. Almeno, negli ambienti dove predomina l’appartenenza a sinistra. Ma attenzione, c’è un sacco di gente di sinistra che manda i propri figli alle scuole private. Perché sono di sinistra, ma mica sono scemi. Ebbene, queste persone devono solo avere l’accortezza di non sbandierarlo ai quattro venti, o, se scoperti, di dirlo con contrizione, con giustificazioni tipo “E’ una scuola speciale”, o “La scuola pubblica fa schifo, ma è ovvio, la destra ha tagliato i fondi!”  In quegli ambienti fa molto figo anche disprezzare chi vuole incentivare le scuole private. Di passaggio, mi piace ricordare il Bersani che sale sul tetto dell’università col sigaro in bocca, icona della lotta contro la presunta “distruzione” della scuola pubblica ad opera della ministra Gelmini. In America, invece, te lo dicono in faccia: “Se mandi tuo figlio alle scuole private sei una brutta persona” (qui).