Lotta comunista

Oggi ho comprato “Lotta comunista”. Sì, esiste ancora. I contenuti sono aggiornati alle dispute tra Marx, Engels e Lassalle, ma fa niente. Mi ha fatto simpatia il bravo ragazzo in camicia bianca alla fermata del tram. Mi sono ricordato i vecchi tempi della Statale, roccaforte della sinistra fighetta di Milano, dove sviluppai gli anticorpi contro tutto quel fighettume. Gli ho pure dato 2,50 per l’autofinanziamento. Mi sono sentito come Batman che va a trovare Joker nel reparto malati terminali.

NCD. Troppo nuovi, troppo oltre

Nella mia meschinità, preferisco sempre schivare i miei problemi, e occuparmi di quelli che stanno peggio di me. Non per magnanimità, eh, ma solo per consolarmi. Politicamente parlando, NCD sta peggio di FI. Molto peggio. E il bello è che sembrano non rendersene conto. Tranne, forse, Nunzia Di Girolamo, che a caldo, dopo avere assistito con un broncio lungo così alla conferenza stampa trionfante e dunque delirante del suo capo Alfano, disse la verità alla stampa: “Qui l’unico vero vincitore è Renzi.” Oggi, nel post elezioni, mentre tutti i perdenti sono giustamente impegnati a parlare di possibili future alleanze e a gestire le possibili fughe di chi ha una voglia matta di abbandonarli per salire sul carro dei vincitori, è stata sempre lei, stavolta involontariamente, ad illuminarmi, quando ha dichiarato, perentoria: “Bisogna andare oltre il centrodestra!” Come, “oltre”? “Oltre” dove? NCD non ha molte alternative: o sta di qua, in quel centrodestra inventato da Silvio Berlusconi insieme al bipolarismo, o sta di là, nel centrosinistra. A meno di non voler fondare, dopo NCD, Nuovo Centro Destra, anche il CDCS, Centro-Destra-Centro-Sinistra, o il DCS, Destra-Centro-Sinistra, o il suo opposto e coincidente SCD, Sinistra Centro Destra. Oppure, un bel militaresco Dest-Sinist-Dest-Sinist-Dest-Sinist. Una botta qua e una botta là, alla Follini-Casini, per intenderci. Un bel salto nel futuro, non c’è che dire. Nessuno ci capirà una cippa, tranne i loro elettori di riferimento, che non a caso da anni e anni rimangono sempre gli stessi: 5%. Ma determinanti, eh, come amano ricordarci ad ogni elezione, anzi ad ogni tg e Porta a Porta.

Agli amici del Pd, dopo le europee

Dopo le europee, mi rivolgo agli amici del Pd. Qualche appunto per il dopo sbornia:

1. Che dite, l’”uomo forte” che vi fa vincere non è poi così male, eh?

2. Soprattutto, non è affatto la morte della democrazia, come dicevate tutti in coro appena un anno fa.

3. Nemmeno Silvio è poi così male, per voi, se avete votato in massa il personaggio più simile a lui.

4. Prendo atto che per voi Renzi non è più il pericoloso “cavallo di Troia della destra”, a meno che non vi siate suicidati tutti in massa, il che è sempre possibile.

5. Dopo l’ennesimo flop del “centro”, sarebbe ora che ammetteste due semplici verità di fatto: il centro non esiste e la destra è Forza Italia. E già che ci siete, comunicatelo ai media.

6. Superato il record di Berlinguer, ora siete forse più vicini a superare anche il suo grande equivoco: la “questione morale”.

7. Quando avrete superato la “questione morale”, vedrete che in Italia l’anti-politica si sgonfierà di colpo e Grillo sarà solo un brutto ricordo, come oggi è Di Pietro.

8. Questa grande vittoria in solitaria può aiutarvi a liberare il vostro cuore romantico dal fantasma deleterio della presunta “sinistra vera”, Tsipras e simili.

9. Mi sarebbe piaciuto di più se Silvio fosse stato in campo e non in tribuna grazie ai magistrati, ma coi se e coi ma…

10. Occhio a non montarvi troppo la testa, perché non è sempre domenica, non sono sempre europee, e l’elettore di destra non è sempre al mare.

11. Dal basso del mio provvisorio 16.8%, vi saluto e alla prossima.

Non solo il Cav: anche il Foglio ai servizi sociali!

Prendo in prestito la formula classica di Nove Colonne per rimarcare con gratitudine il ruolo sociale svolto da Radio Elefante e dal Vitiello del sabato: far sentire meno soli noi garantisti, in questa Italia manettara e conformista. Non solo il Cav: anche il Foglio ai servizi sociali.

Vincenzo Garzillo, Milano

Pubblicata su Hyde Park Corner del Foglio online (qui).

Update 20/5/14, h 15.46: pubblicata anche nella posta del Foglio cartaceo di oggi.

Ah, se vince Grillo! (Profezia che lascia il tempo che trova)

Pare che alle europee supererà anche il Pd. Può darsi. Tutto è possibile, perché tanto l’Europa chi la conosce, dov’è, chi è? Più che un voto, quindi, potrebbe essere un libero sfogo. Rivelatore. Ma rivelatore di che? I meglio commentatori si scateneranno e tireranno fuori all’unisono i soliti argomenti preconfezionati: “un paese sfiancato dalla crisi, stanco di promesse non mantenute, Renzi è troppo lento a fare le riforme, l’Italia si allinea all’Europa peggiore, dove vincono i populismi…” e vai di paragoni, profezie, apocalissi e bla bla bla. Tutte balle. L’unica cosa che non diranno è quella vera: per la sinistra, potrebbe essere l’ultima grande vittoria. Dico per la sinistra “quella vera”, quella a cui Renzi ha appena dato in pasto un deputato, quella “berlingueriana”, e cioè settaria, moralista e populista (qui). Quella che ha partorito Grillo. Eh sì, perché la sinistra non lo ammetterà mai, ma Grillo è sangue del suo sangue. Sete di sangue della sua sete di sangue. Infatti, se a Grillo togli le parolacce e gli abbassi il volume, eccoti un bell’editoriale di Repubblica; se all’editorialista di Repubblica togli 35 anni, eccoti Enrico Berlinguer; se a Berlinguer togli i residui del comunismo, eccoti Robespierre. Sarebbe l’ultima vittoria, dico, perché prima o poi anche loro cresceranno, Renzi smetterà i braghini corti, quella sinistra scenderà sotto il livello di guardia e nascerà una sinistra nuova, che può puntare a vincere anche in Italia. Magari già alle prossime politiche? Chissà.

Nessun complotto contro Silvio. L’aberrazione fu alla luce del sole

A me ciò che fecero o non fecero gli americani e i “tecnocrati” europei a fine 2011 interessa relativamente. Mi interessa molto, invece, ricordare ciò che fecero i nemici italiani di Berlusconi, non solo durante l’isteria dello spread, ma anche prima. E mi interessa il perché lo fecero: per pulsioni tribali travestite da superiorità morale. Per il loro comportamento è inesatto parlare di “complotto”. Infatti, non ci fu né il nascondimento, né una regia unica. Come dice giustamente Zamarion, fu “tutto talmente spudorato da apparire normale: (…) articoli di giornale, interviste, proposte, appelli.” Già prima dello spread, per loro l’Italia doveva essere assolutamente commissariata, e così, quando a fine 2010 l’inetto Fini fallì miseramente la spallata…

I primi mesi del 2011 videro perciò (…) tutta una schiera di fior di costituzionalisti e di pensosi editorialisti di seriosissime gazzette impegnate a perorare la causa di adeguate soluzioni costituzionali al problema Berlusconi, e non mancarono appelli a entità sovranazionali. Fu questa Italia a negoziare e a preparare con l’Europa la dipartita dell’Impresentabile. Ma furono solo la tempesta finanziaria e la crisi dello spread (che non fu il frutto di un complotto contro Berlusconi ma che allo stesso tempo con Berlusconi non c’entrava nulla) a rendere questo disegno possibile. E Berlusconi fu solo la vittima da offrire al Dio dell’isteria collettiva.

Ecco l’aberrazione. Zamarion lo racconta per bene, includendo anche gli errori della stampa amica del Cavaliere. A futura memoria (qui), (qui) e (qui).

Il nuovo programma di Giulia Innocenzi, pro e contro

Ho sempre pensato che fosse la migliore della scuderia Santoro: garbata, con una bellezza particolare e quell’aria a modino come piace a me. L’altra sera ho scoperto altre sue virtù: è tosta il giusto per farsi affidare una conduzione, furba il giusto per tenere aperto il dibbbattito. Mi piace anche la formula del personaggio noto (Renzi) seduto in cerchio con i ragazzi. Il nome “Announo” è già un passo avanti, rispetto al raggelante “Annozero” di cui è un’appendice. Ho cambiato canale solo durante il pallosissimo diario di Travaglio che, privo del suo osso preferito, Silvio, non sembra più lui. Santoro e Vauro, in chiusura, non li ho guardati. E ora la nota più triste: il secondo ragazzo più votato via social network ha conquistato i voti grazie a uno sfogo vittimista e arrogante, facendo leva sul nostro senso di colpa per un presunto passato “neocolonialista”, tipo: siete voi bianchi che ci avete reso poveri e ignoranti!!! Insomma, le vecchie categorie fuorvianti, come il “neocolonialismo”, non sono ancora defunte. La storia scritta sotto dettatura dell’Unione Sovietica si è reincarnata in un ragazzo probabilmente nato dopo il crollo del comunismo. A cui nessuno si è sognato di ribattere niente, nemmeno “a”. Bah.

Bondi, Bondi, ma dove vai?

Quando il furbo Fabio Fazio gli rovesciò addosso tonnellate di lava, lapilli e altro fango pompeiano, soffrii per lui (qui). Quando scrisse poesie per Silvio, mi divertii. Ora che abbandona Forza Italia, gli chiedo con affetto, tra l’amicale e il paterno: “Sandro, Sandrone, ma dove vai?” E glielo chiedo non perché pensi che senza di lui crolli tutto, ma perché ho l’impressione che sia ancora troppo sprovveduto, troppo cucciolo, per avventurarsi da solo tra i lupi della politica. Almeno, così sembra, da quello che dice. Cioè, davvero credeva che il suo addio non sarebbe stato strumentalizzato da Ncd e da tutta la gioiosa macchina del fango, eternamente attiva nei media, quando si tratta di sparare merda su Berlusconi? Secondo me, sì, ci credeva davvero (qui). Ed è per questo che sono preoccupato per lui. Dopo tutti questi anni di politica, non ha ancora capito come funziona il gioco. Tu parli del centrodestra, delle magagne del centrodestra, dei tubi che perdono nel centrodestra, ma se lo fai proprio mentre esci da Forza Italia, contro chi credi che sarà usato il tuo discorso? Sveglia! Ma forse Bondi pensa di avere finalmente trovato, al centro, gli amici veri, quelli autentici, quelli che non lo lasceranno mai in mutande. Quelli che accolsero Fini, l’eroe Fini, il fondatore del Vero Centrodestra Fini… o forse era il Nuovo Centrodestra? Non ricordo bene. Ma soprattutto, Fini chi?