“Se mandi tuo figlio alle scuole private sei una brutta persona”

In Italia, mandare i figli alle scuole private è visto con sospetto. Almeno, negli ambienti dove predomina l’appartenenza a sinistra. Ma attenzione, c’è un sacco di gente di sinistra che manda i propri figli alle scuole private. Perché sono di sinistra, ma mica sono scemi. Ebbene, queste persone devono solo avere l’accortezza di non sbandierarlo ai quattro venti, o, se scoperti, di dirlo con contrizione, con giustificazioni tipo “E’ una scuola speciale”, o “La scuola pubblica fa schifo, ma è ovvio, la destra ha tagliato i fondi!”  In quegli ambienti fa molto figo anche disprezzare chi vuole incentivare le scuole private. Di passaggio, mi piace ricordare il Bersani che sale sul tetto dell’università col sigaro in bocca, icona della lotta contro la presunta “distruzione” della scuola pubblica ad opera della ministra Gelmini. In America, invece, te lo dicono in faccia: “Se mandi tuo figlio alle scuole private sei una brutta persona” (qui).

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8 settembre 1943. Vincenti e mazziati?

Sto leggendo le bozze di un libro molto interessante sull’8 settembre e sulle sue conseguenze storiche, ma soprattutto sul fatto che noi italiani non abbiamo mai fatto i conti con la storia. A me, quando ero studente del liceo e poi universitario, non fu facile capire che la seconda guerra mondiale l’avevamo persa. Sì, persa. E non è stato facile perché la “vulgata”, che viene insegnata nelle aule e tramandata sui libri, dice che abbiamo vinto. Abbiamo vinto contro i tedeschi e contro i fascisti, che erano il male. Perché noi, come popolo, stavamo tutti dalla parte del bene. Milioni e milioni di partigiani. Ma siamo proprio sicuri sicuri? Quando il libro esce, vi dirò qualcosa di più.

La sinistra, il presidente e la Costituzione

Avete presente quell’atteggiamento fiero e intransigente, che hanno moltissimi a sinistra, quando si parla del ruolo del presidente della repubblica? Non solo i politici, eh, anche gli elettori. Sembrano i custodi di un tempio e del suo idolo immutabile: la Costituzione. In realtà, dietro quella ieraticità c’è una gigantesca dose di ipocrisia e di strumentalità: la costituzione è solo un’arma come un’altra, all’interno della loro guerra totale contro il nemico Silvio Berlusconi. La storia lo dimostra, e infatti, in futuro, cose del genere si leggeranno sui libri di testo. Oggi, invece, solo nella rubrica di Massimo Zamarion (qui):

 “Per molti decenni all’Italia progressista piacque la figura del presidente firmaiolo, soprammobile della repubblica. (…) Poi arrivarono i governi Berlusconi, e i presidenti della repubblica si sentirono in dovere di fargli da tutori, e cominciarono a mettere il becco su tutto. E la repubblica – nel pieno rispetto della Costituzione, s’intende – cominciò a diventare presidenziale per far fronte al pericoloso cripto-presidenzialismo berlusconiano, negatore della Costituzione.”

“Solo un uovo di Pasqua”

Donna intervistata dal tg: “Quest’anno c’è la crisi, quindi solo un uovo di Pasqua.” E io mi chiedo: ma vuoi vedere che dove non è arrivato Mario Monti – che fu trasformato dalla propaganda di regime dei giornaloni in apostolo della sobrietà -; dove non arriverebbe mai nemmeno Papa Francesco – perché bello è bello, avere un Papa che dorme nell’ostello, ma signora mia, il bambino chiede l’uovo, non vede che piange, che sarà mai un uovo in più, ne abbiamo già presi nove!! -; insomma, vuoi vedere che quella sobrietà che ai nostri padri aveva dato un po’ l’indigenza millenaria, un po’ il cristianesimo vecchio stampo, un po’ la guerra, un po’ i sani schiaffoni di papà, a noi ce la farà riscoprire questa infausta e provvidenziale crisi?

Perché Grillo ha preso tanti voti

Anni 70: Dc ladra!

Anni 80: Craxi ladro!

Anni 90: Berlusconi ladro!

Anni 2000-2007: Berlusconi ladro!

Anni 2007-2012: Casta ladra!

Un grido unanime, un unico, grande tribunale: Corriere della Sera, Repubblica, Fatto, giornali di destra, tv, scuole, magistratura militante, padania, web.

Tutto questo, alle politiche del 2013, è confluito dove doveva confluire, prima o poi. Eppure c’è ancora chi cade dal pero.

E intanto, il processo continua…

Tempi duri per Bersani e Repubblica

Ve lo ricordate il Bersani sigaromunito che saliva sui tetti contro la Gelmini? E ve la ricordate la Repubblica che sparava titoli come bombe carta contro la Gelmini? Io sì, e molto chiaramente. Ebbene, chissà che colpo gli sarà preso, l’altra sera, al subcomandante segretario del Pd e alla redazione del quotidiano di riferimento del radicalismo di massa, quando hanno ascoltato la lode che Monti ha riservato a Brunetta e alla Gelmini. Al Tg1 delle 20! Povero Bersani, prima lodato come ministro dell’economia sotto Prodi, e un attimo dopo accomunato a colei che, a suo dire, avrebbe “distrutto” l’università italiana! E pensate all’imbarazzo di Repubblica: come si fa a spiegare ai propri lettori che il professore “salva-Italia”, il tecnico che si sta incensando da mesi, ha lodato due arcinemici che, su quelle stesse colonne, sono sempre stati fatti apparire come agenti del male, coloro che volevano “distruggere” l’Italia, “rubare il futuro” ai giovani etc.? Era già successo che Monti lodasse l’operato del governo Berlusconi, e succederà ancora. Nel frattempo io me la rido sotto i baffi: alla fine, è tutto fieno in cascina per il centro-destra.

Salviamo l'antipolitica dall'estinzione! / 2

Dopo il primo (qui), ecco il secondo e ultimo capitolo del manuale di istruzioni per salvaguardare le specie di antipolitica a rischio estinzione dopo l'abbandono di Silvio.

“Casta Meretrix”
Mission: Fornire un capro espiatorio alla belva detta “buona borghesia illuminata”.
Orto botanico: Corriere della Sera, la Stampa, Mentana.
Rovesciando il senso della definizione della Chiesa, la politica in quanto “casta” viene descritta come "meretrix": il gran bordello dove si raccoglie ogni vizio, pubblico e privato. Un ritratto infame, in cui la belva borghese e illuminata può specchiarsi ogni mattina, mentre divora avidamente quintali di libri farciti di dati e di intercettazioni pornografiche. Questa specie tratta ogni minimo cedimento del terreno e ogni pioggerella primaverile come catastrofi bibliche irreversibili. Viceversa, saluta come messia inviati dal cielo i freddi burocrati, i miracolosi tecnici e i soliti giovanotti figli di papà, di magistrati, di avvocati e di banchieri: popoli viola, Indignados e compagnia cantante. Tutto con il dovuto grado di compunzione, di entusiasmo e di giovanilismo, nel penoso tentativo di non rimanere indietro rispetto alla specie “Cyber-Salvezza” (vedi capitolo 1). Pianta pret a porter, perfetta sotto il braccio di tutti: precari e finanzieri, postali e banchieri, omini deboli e poteri forti. Coltiva imprenditori e/o presidenti di confindustria di ceppo non brianzolo, che a loro volta coltivino ambizioni politiche.

"Manetta Salvatrix"
Mission: La società deve essere riformata per via politica, ma prima la politica deve essere riformata per via giudiziaria.
Giardinieri di lungo corso: Di Pietro, Zagrebelsky, Lerner, Santoro, Travaglio, Ingroia, Scalfari, Mauro. Orti: Repubblica, Fatto, Infedele.
Fertilizzante consigliato: Mani Pulite. Spargere i semi del sospetto universale in auditori, adunate, cortei, trasmissioni tv, con sprezzante indignazione, sdegno, odio personale, sinceri o simulati. Da innestare sul tronco macilento dell’azionismo, dell’anti-capitalismo, dell'antimafia e del falso mito del Partigiano Rosso (vedi "Bella politica" nel cap.1). No petrolieri americani, sì finanzieri svizzeri. No OGM, sì eugenetica. Sì sì sì fonti alternative purchessia (vedi in capitolo 1: "Non ti scordar di Lenin"). Cantare ogni mattina e ogni sera “O bella ciao” in coro con i magistrati combattenti e con i pentiti accondiscendenti, per conferire alla linfa profondamente squadrista una pigmentazione sinceramente democratica.
 
“Ampolla Coeltica”
Mission: Riportare al nord i soldi del nord.
Piantumazione: il Bossi da Gemonio.
Luogo d’origine: la foce del Po. Si esprime sempre a muso e a pisello duro. Specie colorita e folcloristica, da nutrire con baracconate periodiche, corna vichinghe, cornamuse celtiche, rituali ancestrali. Promette a vanvera la secessione, porta a casa il federalismo, ma rischia di rovinare tutto allineandosi con Pd e Cgil. Possibilmente, eviti di far cadere il governo sulle pensioni, come quindici anni fa.
 
“Rivoluzione Liberalis”
Mission: Introdurre il liberalismo in un paese para-socialista, governato dalla concertazione.
Giardiniere leader: Silvio Berlusconi.
Da proporsi come specie alternativa sia alla vecchia “politica politicante” sia a molte specie di antipolitica. Le quali, infatti, fanno quadrato per espellerla a tutti i costi dalla loro foresta pietrificata. E' colorita, vitale, ottimista, creativa. Indulge in eccessi "riproduttivi" maschio con femmina, ed è megalomane. E' capace di farsi capire direttamente dalla gente, di saltare le vecchie mediazioni, attirare voti a milioni e insulti a miliardi. Fin dal vivaio, è priva di "etichetta", e questa sua vena anarcoide e anticonformista provoca la stizza delle piante più vetuste e più conservatrici, come Querce e Ulivi, più giuristi e banchieri amici loro. E, naturalmente, dei loro giornali prezzolati, commentatori prezzolati e presentatori prezzolati. E' utile a smascherare i finti riformatori. Da mostrare con parsimonia agli ospiti stranieri, che tanto non ci capiranno nulla. Rimane invischiata nei veti incrociati di burocrazie vegetali e nell’inestirpabile parassitismo sociale (o socialista). Sopporta con sempre meno pazienza certi colpi di mannaia giudiziaria che spaccherebbero la corteccia e i coglioni alla sequoia più resistente. Si fa beffe dei manifesti senza costrutto da parte di imprenditori rampanti e rampicanti sociali di ogni tipo. I suoi buoni frutti si vedranno tra qualche tempo, e presto si arriverà a rimpiangerla. Per rifiorire, oggi ha bisogno di decisioni impopolari di segno liberale, invise perfino al sottobosco amico.
(2.Fine)
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