Il lunedì sera trionfa la tv democratica

Lascio a mia moglie il telecomando.

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ESCLUSIVA! Intercettazione Saviano-Fazio

La seguente conversazione tra Roberto Saviano (RS) e Fabio Fazio (FF) è trascritta parola per parola da un brogliaccio originale della baldanzosa Procura di Omissis, l'unica sul territorio della Repubblica Italica che sia interessata a tenere occhi e orecchie bene aperti sugli inappuntabili personaggi della sinistra chic e sui loro innocenti e democratici tic. La fonte non potrei rivelarla, ma è un amico del fratello del cugino della sorella di un mio compagno delle elementari.

RS: Pronto.
FF: Buongiorno, parlo con Roberto Saviano?
RS: Sì, chi è?
FF: Sono Fabio Fazio.
RS: Ma Fazio il banchiere?
FF: No, Fazio il presentatore. Hai presente la trasmissione che stiamo provando insieme alla Rai?
RS: Non sei il banchiere?
FF: No.
RS: No perché io il problema delle banche lo conosco, se no approfittavo per dirglielo. Eppoi tengo nu probblemino personale, di dove mettere tutt' sti soldi che mi piovono addosso. Non ne hai idea…
FF: E come no?
RS: Ah, stai messo bene pure tu, eh?
FF: Non mi lamento.
RS: E, senti, allora tu, Fazzio, non ce l'hai il numero di quell'altro Fazzio, che gli chiedo un conto aggevolato?
FF: Ma è la Banca d'Italia!
RS: E vabbuò, con tutti i soldi che tengo, in cambio potrei aiutare il debbito pubblico.
FF: Comunque il numero non ce l'ho, ma se vuoi facciamo una puntata anche su quello.
RS: Sul mio conto in banca? Pe' ccarità!
FF: No, sulle banche.
RS: Grande! Già me lo vedo: Saviano racconta le banche. Mi piace, bell'idea, bravo. (rumore incomprensibile) Ah, ma allora tu sei il presentatore, ho capito… quell'ometto insignificante là sul set, alle prove del programma… e io che mi pensavo che fossi l'omino delle bbibbite… Dimmi Fabbio, che mi devi dire?
FF: No, niente, ti ho visto al tg di Enrico Mentana, ieri sera…
RS: Ti sono piaciuto?
FF: Ti ha fatto fare mezzo tg a te, ma…
RS: Ma?
FF: Ma…
RS: Lo so, non vengo tanto bene, ho la testa un po' grossa, gliel'avevo detto di inquadrarmi da sotto…
FF: No, non è questo…
RS: Lo so, Fabbio, e mi dispiace. Ho sorriso. Forse ho addirittura fatto una risata. Ma non lo faccio in trasmissione con te. Prometto! Se no perdo di credibbilità.
FF: No, non è quello.
RS: E cos'è?
FF: Scusa se mi permetto, ma sei stato un po' sul vago, per me…
RS: Beh ma l'ho detto che la Rai ci vuole censurare, no?
FF: Sì, ma il nome…
RS: Che nome?
FF: Il nome non l'hai fatto.
RS: Il nome mio mica lo devo fare io, lo faceva già Mentana, il nome mio.
FF: No, non il tuo nome, il nome… quello importante.
RS: Più importante del mio?
FF: No, no, però… diciamo… il nome che si fa sempre…
RS: Il tuo? L'ho fatto il tuo nome, l'ho fatto.
FF: Non il mio…
RS: Ah, allora il nome del nostro programma. E chi se lo ricordava!
FF: Ma no, dai, quel nome!
RS: (piccola pausa) Ah, quello. Mò ho capito. Dovevo farlo per forza?
FF: L'hai lasciato implicito.
RS: Fabbio, capisci a me, non mi posso esporre troppo: il governo, con Maroni, è stato bravo, mi ha dato la scorta.
FF: Ma in trasmissione lo fai il nome, però. Promesso? Sai, gli ascolti, la pubblicità, il cachet…
RS: Ma allora si fa o no sta trasmissione?
FF: Stiamo cercando ospiti nuovi.
RS: Nuovi?
FF: Nuovissimi.
RS: Che bello, non i soliti che inviti sempre?
FF: Non così nuovi.
RS: E magari uno o due di destra?
FF: (Risatina) No, no (continua la risatina) quelli no. Perché, li vorresti invitare per demolirli?
RS: Guarda che io conosco anche dei poeti e dei filosofi di destra. Ci tengo che si sappia.
FF: Sì, lo so, non ti offendere. Il problema è che sono tutti morti, se no li inviterei.
RS: Posso leggere io le loro poesie.
FF: La poesia in tv non tira. Sai, se almeno li avesse uccisi la camorra….
RS: Purtroppo no, nemmeno uno.
FF: Beh, allora forse potremmo dire che questa è la prova che c'è stata un'intesa segreta tra la camorra e la poesia di destra.
RS: Mmm… mi sembra un po' debbole.
FF: Va beh, lasciamo perdere.
RS: Però che sfortuna.
FF: Dai, Roby, la prossima serie, magari.
RS: Già sai che si fa un'altra serie?
FF: Garantito. Basta andare a piangere nelle trasmissioni degli amici, dire che Lui ci censura, e ne facciamo dieci, di serie.
RS: Vabbè, Fabbio, mò vado che devo andare al bagno, ciao.
FF: Ma è vero che la scorta ti segue perfino in bagno?
RS: Mi seguiva, ma ora non più.
FF: Perché?
RS: Una volta gli ho fatto certe bbombe chimiche, Fabbio, non so se hai capito, tenevo un'acidità di stomaco, avevo mangiato 'nu chil' e bbabbà! (Ride)
FF: Ho capito… ma mi raccomando, non dire certe cose in trasmissione, eh.
RS: E che sono scemo? Ciao, Fabbio.
FF: Ciao, Roby.
CLiC

Bondi, Saviano e il concorso esterno in associazione firmaiola*

Il ministro Sandro Bondi invita lo scrittore Roberto Saviano a non diventare membro effettivo di quella associazione di firmaioli di sinistra, i cui affiliati sono i veri colpevoli dell’attuale clima di odio ideologico. Saviano si difende dicendo che la fame di verità e di giustizia non è solo di sinistra. In pratica, quello di Saviano è solo "concorso esterno" in associazione firmaiola.
Vincenzo Garzillo, via web

*Pubblicata tra le lettere al direttore, sul Foglio di oggi. (E ci hanno fatto pure il titolo della posta!)

Berlusconi Silvio, Saviano Roberto, Obama Barack

scolarettoUna volta erano uomini, ora non più.
E’ impossibile parlare di loro con misura, formulare giudizi che tengano conto di luci e ombre.
Berlusconi è il male, per i suoi detrattori. Il messia per certi suoi sostenitori.
Obama e Saviano, invece, sono il bene. E – buon per loro – pare che di detrattori non ne abbiano.
Qualche futuro studente di comunicazione potrà fare una bella tesi e stabilire quanto di certi fenomeni dipenda dal personaggio stesso, quanto dal suo modo di porsi, quanto dal suo ambito d’azione, quanto dai media, quanto dalle condizioni storiche generali.
Io registro con un certo divertimento il fenomeno. Mi colpisce perché in Italia è talmente diffuso, talmente intenso, talmente accettato, da far sembrare quei 3 personaggi qualcosa di realmente soprannaturale.
Forse, per recuperare un po’ di distanza e di lucidità, può aiutare un espediente abbastanza idiota: leggere il loro nome al contrario, come si faceva nell’appello a scuola. Perché tutti saremo d’accordo che, almeno dietro i banchi di scuola, anche loro 3 fossero dei semplici esseri umani.
Si scopre così che Berlusconi Silvio fa errori ed è pieno di difetti, errori e difetti potenziati da una natura dirompente. Ciò, tuttavia, non toglie nulla ai suoi enormi meriti storici, sia come imprenditore sia come politico.
Saviano Roberto ha l’enorme merito di aver risvegliato l’attenzione di tutta l’Italia sul problema camorra. Ma lo ha fatto usando anche lo strumento assai scorretto del plagio. Come la mettiamo su questo punto?
Obama Barack è il simbolo di un possibile cambiamento positivo per l’America e per il mondo. Ma ha già bombardato 4 volte il Pakistan, proprio come avrebbe fatto Gorge W. Bush. E si è genuflesso davanti al re saudita, cosa che non avrebbe mai fatto nemmeno il petroliere George W. Bush.
O dovrei dire Bush George W.?

Saviano se ne va. E l'Italia che fa?

savianoPiù di un milione di copie vendute. Gente che lo legge ovunque. Il suo nome spesso in prima pagina, la sua figura ormai leggendaria. Vive sotto scorta una vita d’inferno perché è minacciato dalla camorra, ciò significa che la camorra lo teme. Cosa si può chiedere di più a un ragazzo? Niente. Cosa si può chiedere di più a un simbolo di coraggio e di denuncia? Niente. Io, con la mia consueta arroganza, gli chiederei solo di completare il capolavoro dicendo forte e chiaro che a Napoli serve l’esercito. Ma in fondo, per varie ragioni, non mi aspetterei che lo facesse davvero. Lui ha fatto quello che doveva, ora la palla passa alle istituzioni. Mi auguro che anche il sostegno degli italiani passi alle istituzioni. Chi sostiene Saviano, sostenga le istituzioni nell’opera di bonifica che possono compiere grazie anche all’esercito, come dicevo pochi post fa (qui). Anche perché c’è qualche novità. Le vendite cominciano a scendere. L’onda comincia a calare. Oggi la parola di Saviano vale quanto una retata, la sua figura vale quanto un battaglione dell’esercito. Ma domani? Altra novità. Si dice che Saviano voglia andare a vivere all’estero.

La camorra va a Los Angeles? Occupiamole la casa

savianoRoberto Saviano. La sua coraggiosa denuncia ha fatto il giro del mondo e ora è in lizza per l’Oscar. Ma appoggerebbe mai un intervento risolutore dello Stato?

Per i magistrati napoletani, il vero problema della città è Berlusconi, e infatti dedicano molto più tempo a lui che ai rifiuti e ai camorristi. Per i camorristi il problema è la Lega Nord (memorabile la lezione di patriottismo impartita da Raffaele Cutolo, spietato camorrista, a Bossi nel 1996*). Per gli intellettuali di Napoli – Saviano compreso – un po’ sono gli imprenditori del nord, un po’ è la Lega. Per i giornali di sinistra è la baruffa tra La Russa e Maroni, e infatti in questi giorni si occupano solo di loro. E la camorra? Ma la camorra è già nella pagina spettacoli, con il film di Garrone-Saviano che va agli Oscar… non vorremo mica inflazionarla? Non sia mai. Eppure oggi, alla faccia dei disfattisti, c’è una novità: come ricorda un ottimo editoriale del Foglio di ieri, forse la camorra ora la si può davvero combattere, perché “ora ci sono le condizioni politiche”. Purché si decida che si vuole vincere, e non solo partecipare. Non si va giù per sport, per sparare quattro colpi in aria a scopo dimostrativo, ad uso dei media, e poi si fa dietrofront. No. Si va giù con tutte le forze di ordine pubblico necessarie, con tutti soldati necessari, con tutta l’intelligence necessaria, con tutti i soldi e gli strumenti giuridici e militari. E si sta lì a oltranza. Perché lo scopo finale non può essere altro che uno: conquistare la fiducia della gente. E la fiducia non la acquisisci in un giorno, in una settimana, in un mese. Ci vuole tempo, e quindi ci vuole la disponibilità a rimanere tutto il tempo necessario. Non un giorno di meno. La gente deve poter cominciare a fidarsi più dello Stato che della camorra. Lo Stato deve fare sentire la sua presenza. Deve imparare a “dialogare coi cittadini impauriti”. È inutile ammazzare o mettere in galera i camorristi, se poi la gente continua a fidarsi più di loro che dei poliziotti. È inutile ammazzare quattro camorristi se poi le cosche sono collegate alla politica locale e al mondo economico e finanziario mondiale. Dunque fermezza e perseveranza. Polizia, esercito, intelligence, e dialogo con la gente. Forza Maroni, forza La Russa. E Saviano che dice?

*Dal carcere di Belluno: “L’Unità d’Italia è sacra e non si tocca per nessuna ragione. Il signor Bossi e soci si sono dimenticati della storia del Risorgimento, di Mazzini e di tanti martiri del Sud. Io ho fatto la rivoluzione per il riscatto del Sud e per questo sono in carcere da 32 anni e pago con dignità le mie colpe. Un consiglio a Bossi? Si legga ‘A livella di Totò. Viva l’Italia”. Così parlò Cutolo.