Il guizzo di Mara, il dilemma di Saviano

Ieri, su SkyTg24, Mara Carfagna doveva rispondere a una domanda sulle preferenze, sistema di voto che oggi viene spacciato da qualche setta di fanatici, tra cui Movimento 5 Stelle, come l’unico “veramente democratico”. Parentesi storica: vent’anni fa ci fu qualche setta di fanatici della “vera democrazia” che vinse una battaglia referendaria CONTRO le preferenze. Motivo, le preferenze erano in odore di mafia. Segno evidente che, gira e rigira, l’unica cosa a essere veramente ridicola è il fanatismo della “vera democrazia”. Chiusa parentesi. Ma ecco il guizzo di Mara: “Bisognerebbe chiedere a Roberto Saviano che ne pensa delle preferenze. La sua voce non si è sentita, su questo tema importante.” Ed ecco allora una delle attuali icone dell’anti-mafia e del giardino contiguo, la “vera democrazia”, vedi Occupy etc., posto di fronte al drammatico dilemma: dico che le preferenze sono roba mafiosa, dando così del mafioso a mezzo Pd e a M5S, oppure dico che le preferenze sono l’unico voto veramente democratico, dando così del cretino al senso storico e a me stesso? In realtà, il nostro si era già espresso apertamente contro (qui). Ma non credo che oggi lo sentiremo ribadire il concetto “senza se e senza ma”, o “a schiena dritta”, come di solito fanno gli editorialisti di Repubblica-L’Espresso. Anzi, non credo proprio che lo sentiremo esprimersi.

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Aderisco, firmo, rifirmo e strafirmo

A vederli lì, tutti in fila, puoi fare solo due cose: o scoppi a ridere, o li firmi tutti. Naturalmente sto parlando dei 3 appelli 3, sull’homepage di Repubblica.

“Facciamolo!”, governo d’alto profiloAderisci
“Patto per cambiare” appello al M5SFirma

Con Benigni, Saviano, Serra, Jovanotti,100.000 firme
90.000 sì ai sei intellettuali
“Berlusconi ineleggibile”: Micromega a 210.000 firme

Anch’io esigo un governo composto esclusivamente da premi nobel o, al limite, da cantanti! Anch’io voglio che M5s sia responsabile almeno quanto me, e dunque accetti di sostenere Bersani! Anch’io voglio che il Pd sia abbastanza responsabile da non fare mai un governo con il Pdl (ma questo è talmente ovvio che non c’è nemmeno bisogno di fare un appello)! Anch’io voglio che Berlusconi sia democratico almeno quanto me, quindi chiedo di escluderlo dalla competizione elettorale, visto che insiste a non escludersi da solo. Ecco perché ho immediatamente “aderito”, ho subito “firmato” e ho pure “rifirmato”. Però, poi, ho fatto una scoperta: è un po’ come il gioco d’azzardo, adesso ho già voglia di firmarne un altro! Quand’è che lo pubblicateeee???

L’isola degli ignoranti

Ho avuto una grande idea per un nuovo reality. Si tratta di far fuori esseri moralmente e intellettualmente inferiori. Feccia di cui nessuno sentirà mai la mancanza, che per una notte, la sua ultima notte, scopre l’unico senso possibile per la sua vita: diventare occasione di sollazzo e di conforto per esseri superiori. I dettagli li devo ancora definire, tipo quante uccisioni ad ogni puntata, se con la ghigliottina o con metodi più sofisticati, magari suggeriti dal pubblico a casa. Come concorrenti, attingerei al grande bacino di spettatori che non guardano Fazio, Benigni, Saviano, Formigli, Santoro, Report. Milioni di italiani talmente ignoranti che farebbero qualsiasi cosa, pur di comparire in tv. Anche il pubblico ce l’ho già (e quindi ho anche gli investitori pubblicitari): quei 5 milioni di italiani moralmente e intellettualmente superiori, che guardano Fazio, Benigni, Saviano, Formigli, Santoro, Report. Dite che questa divisione dell’Italia è una mia invenzione? Mi sopravvalutate. Se volete sapere chi l’ha inventata, seguite l’appassionante discussione che è seguita a un post di zamax, a cui ho partecipato con la mia consueta arguzia (qui). Ah, come nome del mio reality, mi viene “L’isola degli ignoranti”, “La rupe tarpea”, “I trastulli del giovane Robespierre”, o “Falce e Ghigliottina”. Altri consigli?

Saviano, Moody’s e la nostra umile crocetta

Tempi duri, per noi affezionati all’idea delle elezioni democratiche. In Europa sembra che, per aspirare alla presidenza dell’Unione, sia necessario avere in saccoccia la tripla A, che viene gentilmente rilasciata dalle agenzie di rating. Ma anche in Italia non siamo messi meglio, se per aspirare a diventare parlamentare bisogna prima avere il certificato etico anti-mafia rilasciato da Saviano, Santoro, Travaglio, Caselli e Ingroia in seduta congiunta. Io, però, rivendico il diritto di mettere la mia crocetta anche dove non vuole Saviano e le agenzie di rating!

(Pubblicata oggi su Hyde Park Corner del Foglio online (qui).)

Update lunedì 19 marzo 2012: coccardina rossa del Foglio come “gratest hits” della settimana scorsa! (qui).

Habemus critica

Qual era la cosa più impossibile d'Italia? Sistemare la Salerno-Reggio Calabria? No. Debellare la povertà? No. Vedere una donna papa? No. Criticare Roberto Saviano. Avete presente la stampa che conta, la tv che conta, l'editoria che conta? Mai un se, mai un beh, mai un ma, mai un però. Mai. Come la storia della famosa "macchina del fango", pezzo forte di Saviano: un'idea falsa, sbagliata, contraria a ciò che accade nella realtà. Giuseppe Cruciani l'ha detto chiaro e tondo nel suo Tritacarne. Il video completo della puntata dura una mezzoretta e si occupa anche di Italo Bocchino, un altro che se lo tocchi guai, sei un servo di Berlusconi! Per me, vale la pena di guardarlo tutto (qui). Il passo successivo è che qualcuno osi criticare Saviano anche nella tv che conta e nella stampa che conta. Possibilmente prima che la Salerno-Reggio sia pronta.

Sognando Saviano

Stanotte ho sognato che nel 2050 mi capitava tra le mani la tesi di uno studente di una facoltà di comunicazione su un argomento che mi interessava. Sembrava un sogno sereno, da topo di biblioteca, ma ecco che all'improvviso si è fatto confuso – dev’essere stata la peperonata di ieri sera! Comunque mi sono rimaste impresse alcune cose. Il titolo della tesi era:
 
“Roberto Saviano: lo scrittore che diventò un dio.”
 
Inaspettatamente dal ponderoso volume cominciavano a uscire facce gigantesche e inquietanti in rapida successione, Pasolini con gli occhialoni taroccati di Dolce & Gabbana che gridava “Io so!”, Carlo Levi che arrancava su un aspro sentiero di montagna, Sciascia stritolato dal gufo di un orologio a cucù, Saviano stesso che gridava “Io contro la camorra!”, l’auto di Falcone che saltava in aria… poi leggevo l’indice:
 
Parte terza: i media italiani
Cap. 1: la “macchina del fango” dei giornali di destra
Cap. 2: la “macchina del fango” dei giornali di
Cap. 3: la “macchina del fango” dei conduttori di
 
E quei due titoli incompleti? Che cosa ci doveva essere scritto??? Allora correvo disperato in un labirinto, inseguito da altri faccioni enormi e ghignanti: Santoro che gracchiava "Bella ciao", Massimo Ciancimino, la D’Addario, Leoluca Orlando che sbraitava: "Falcone è un venduto!", direttori editorialisti cronisti di Repubblica, dell’Unità, del Fatto… ma alla fine, a pagina 826 della tesi, in carattere minuto, ecco finalmente la doverosa ERRATA CORRIGE:
 
Per un deplorevole errore di stampa, i capitoli 2 e 3 contengono una trascurabile omissione, la parola "sinistra".
 
Poi mi sono svegliato, ma chissà perché mi è rimasto addosso un vaghissimo sospetto: non sarà che, nei confronti di una sinistra perennemente assetata di eroi da contrapporre al Cavaliere di Arcore nella perpetuazione del falso mito resistenziale, quel Saviano lì – bravo è bravo per carità – ma è un po’ paraculo?
 
Ps. Tra le fonti della tesi, c’era questo documentato articolo di Filippo Facci (qui).