Agli amici del Pd, dopo le europee

Dopo le europee, mi rivolgo agli amici del Pd. Qualche appunto per il dopo sbornia:

1. Che dite, l’”uomo forte” che vi fa vincere non è poi così male, eh?

2. Soprattutto, non è affatto la morte della democrazia, come dicevate tutti in coro appena un anno fa.

3. Nemmeno Silvio è poi così male, per voi, se avete votato in massa il personaggio più simile a lui.

4. Prendo atto che per voi Renzi non è più il pericoloso “cavallo di Troia della destra”, a meno che non vi siate suicidati tutti in massa, il che è sempre possibile.

5. Dopo l’ennesimo flop del “centro”, sarebbe ora che ammetteste due semplici verità di fatto: il centro non esiste e la destra è Forza Italia. E già che ci siete, comunicatelo ai media.

6. Superato il record di Berlinguer, ora siete forse più vicini a superare anche il suo grande equivoco: la “questione morale”.

7. Quando avrete superato la “questione morale”, vedrete che in Italia l’anti-politica si sgonfierà di colpo e Grillo sarà solo un brutto ricordo, come oggi è Di Pietro.

8. Questa grande vittoria in solitaria può aiutarvi a liberare il vostro cuore romantico dal fantasma deleterio della presunta “sinistra vera”, Tsipras e simili.

9. Mi sarebbe piaciuto di più se Silvio fosse stato in campo e non in tribuna grazie ai magistrati, ma coi se e coi ma…

10. Occhio a non montarvi troppo la testa, perché non è sempre domenica, non sono sempre europee, e l’elettore di destra non è sempre al mare.

11. Dal basso del mio provvisorio 16.8%, vi saluto e alla prossima.

Ah, se vince Grillo! (Profezia che lascia il tempo che trova)

Pare che alle europee supererà anche il Pd. Può darsi. Tutto è possibile, perché tanto l’Europa chi la conosce, dov’è, chi è? Più che un voto, quindi, potrebbe essere un libero sfogo. Rivelatore. Ma rivelatore di che? I meglio commentatori si scateneranno e tireranno fuori all’unisono i soliti argomenti preconfezionati: “un paese sfiancato dalla crisi, stanco di promesse non mantenute, Renzi è troppo lento a fare le riforme, l’Italia si allinea all’Europa peggiore, dove vincono i populismi…” e vai di paragoni, profezie, apocalissi e bla bla bla. Tutte balle. L’unica cosa che non diranno è quella vera: per la sinistra, potrebbe essere l’ultima grande vittoria. Dico per la sinistra “quella vera”, quella a cui Renzi ha appena dato in pasto un deputato, quella “berlingueriana”, e cioè settaria, moralista e populista (qui). Quella che ha partorito Grillo. Eh sì, perché la sinistra non lo ammetterà mai, ma Grillo è sangue del suo sangue. Sete di sangue della sua sete di sangue. Infatti, se a Grillo togli le parolacce e gli abbassi il volume, eccoti un bell’editoriale di Repubblica; se all’editorialista di Repubblica togli 35 anni, eccoti Enrico Berlinguer; se a Berlinguer togli i residui del comunismo, eccoti Robespierre. Sarebbe l’ultima vittoria, dico, perché prima o poi anche loro cresceranno, Renzi smetterà i braghini corti, quella sinistra scenderà sotto il livello di guardia e nascerà una sinistra nuova, che può puntare a vincere anche in Italia. Magari già alle prossime politiche? Chissà.

Certificato antimafia? Occhio, che la carne è debole

Da qualche tempo, di tanto in tanto, torna fuori sto “certificato antimafia”. I burocrati lo sventolano con grande compiacimento, come una trovata formidabile; i vari don Ciotti lo citano come un’indispensabile conquista di civiltà. Eppure, a quanto pare, perfino un fuoriclasse dell’antimafia come Piero Grasso ha detto che è del tutto inutile (qui). A me, d’istinto, come tutti i certificati di questo mondo, non suscita alcuna simpatia. Anzi, mi ispira scetticismo e mi puzza di burocrazia: moduli, procedure, competenze, timbri, bolli, cioè tempo perso e soldi buttati.

Poi ci rifletti un attimo e dici: ma che senso ha una scartoffia che dice che uno non è un mafioso? Quanti modi ci sono, per aggirarlo? Intestazioni fittizie, per esempio. E poi, chi è che lo certifica? Di sicuro una bella “commissione”. Come? Di sicuro in base a degli “atti”. O meglio, in base all’assenza di atti, tipo condanne, processi in corso, denunce e roba del genere. Ok, allora diciamo pure che, se uno ha la buona sorte di non essere mai stato denunciato in vita sua, è a posto. Ma come la mettiamo, per esempio, con chi è accusato ingiustamente? E con chi è finito nelle paludi della giustizia più lenta del mondo? Come fa, un’azienda, ad aspettare venti o trent’anni? Conoscendo l’Italia, poi, se io alle medie ho fatto copiare il mio compagno di banco che poi, vent’anni dopo, è stato denunciato per mafia, oggi sono automaticamente sospettato di favoreggiamento o di concorso esterno. Come minimo. Altra cosa: chi impedisce di corrompere la “commissione”?

Sento già l’obiezione: eh ma allora non hai fiducia nelle istituzioni. Diciamo due cose. Primo: non ho fiducia nella proliferazione delle istituzioni e delle burocrazie. Secondo, io guardo con realismo l’uomo, come insegna a fare Gesù. Tipo: “lo spirito è pronto, ma la carne è debole” (Matteo 26,41). Non c’è alcun certificato o commissione che possa cambiare questo. Anzi. Guardiamo in faccia la realtà: il certificato stesso è di per sé un’ulteriore fonte di tentazione, sia da parte di chi lo vuole sia di parte di chi lo rilascia: inganno, corruzione, frode, ricatto. Ma è ovvio, ed è umano: un certificato è una forma di potere. E dove c’è il potere, come dicevo, c’è la tentazione. Sempre e comunque. L’unica soluzione sensata sarebbe semplificare le strutture di potere. Per chi, invece, è affezionato a bolli e controbolli, niente paura: Renzi ha già detto che basta “riformare il certificato antimafia”, e intanto nominare un bel “commissario anticorruzione” (qui). E tutto andrà subito a posto.

Nel Renzi dipinto di blu

Giuliano Ferrara prende posizione contro il moralismo ipocrita di Repubblica, e contro tutto il casino che hanno fatto per l’innocente canzoncina degli studenti pro-Renzi (qui). E allora ecco che, in odio alla loro cupezza insopportabile e alla loro macchina del fango sempre all’opera, anche il vostro vincenzillo si è prodotto in una sagacissima canzoncina, sulle note immortali di Domenico Modugno. Chissà se il Giulianone oserà profanarle cantandoci sopra il seguente testo, che gli ho appena inviato.

Titolo: Nel Renzi dipinto di blu

Penso che un premier così

non ritorni mai più.

Anche se molti al Pidì

non la mandano giù.

Solo quei geni di Rep. non lo hanno capito.

Io me lo godo sto Renzi, sto Renzi infinito.

Volare, oh oh

Con Renzi oooh oooh

Nel Renzi ci credo di più

Mi piace vederlo lassù

E sognavo sognavo un governo più in alto del sole ed ancora più su

E la macchina piena di fango spariva laggiù

Le riforme faceva con Silvio alla faccia di Rep.

Volare, oh oh

Con Renzi oooh oooh

Nel Renzi ci credo di più

Mi piace vederlo lassù

I delusi da Grillo

A sinistra, su Grillo, è tutta una delusione. Dopo i gazzettieri di Corriere e Repubblica, dopo Sel e Rodotà, l’ultimo è Renzi (qui). Io spero che farsi massacrare da Grillo – non ho guardato, ma mi fido del giudizio di Giuliano Ferrara – sia servito ad aprire gli occhi a qualche grillino. Ne dubito, ma si vedrà. Se invece Renzi e gli altri delusi credevano veramente che Grillo avesse qualcosa da dire, come politico, allora sono dei fessi di prima categoria. Bastava vedere lo spirito di fondo che lo ha sempre animato: “Vaffanculo”. La sua idea della politica: “Giovane è bello”. La sua idea di come cambiare le istituzioni italiane: “Reset”. E che dire dell’illustre precedente: #HaipresenteBersani? Chissà se questa volta l’hanno capita.

UPDATE 19/2/14: non ho fatto in tempo a scriverlo, ed ecco che è già arrivata la conferma: tra i delusi da Grillo c’è anche qualche grillino! (Qui):

I DELUSI DA GRILLO CHE «HA FATTO DI TESTA SUA» – Ma non tutti, specialmente nelle pieghe del blog, sembrano essere soddisfatti di quello che hanno visto: in molti rimproverano a Grillo di «esserci andato solo per far contenti quelli che avevano votato sì al sondaggio» ma di non aver né realmente ascoltato quello che Renzi aveva da dire, né aver fatto parlare i due capigruppo del MoVimento, Maurizio Santangelo e Federico D’Incà, presenti all’incontro insieme a Luigi Di Maio. Insomma, in molti sono delusi da come sono andate le cose e qualcuno suggerisce ai parlamentari addirittura di chiedere l’espulsione di Beppe Grillo dal MoVimento, reo di non aver compiuto il volere della base

Mi vengono due domande. Prima: ma Grillo sarà deluso dai delusi? Seconda: i delusi dalla politica cercarono salvezza in Grillo; e i delusi da Grillo, dove cercheranno salvezza?

UPDATE 21/2/14: pubblicato sul Foglio online alla data 20/2/14, in versione abbreviata e rimaneggiata (qui).

Renzi ci porta fuori dalla prima repubblica? Con Silvio, sì

Come dice giustamente Christian Rocca, è grottesco criticare Renzi perché sta diventando presidente del consiglio con un “metodo da prima repubblica” (qui). E’ stata la Consulta, non Renzi, a bocciare il famoso Porcellum, e così a riportarci (temporaneamente) alla prima repubblica e al suo proporzionale. Eh sì, perché quello che gazzettieri e politici hanno chiamato per anni “seconda repubblica”, in realtà era del tutto identica alla prima, con l’unica differenza di una legge elettorale maggioritaria. Una differenza minima nella forma, e aggirabile molto facilmente, come hanno dimostrato diversi “rimpasti”, “governi tecnici” etc. Tolta quella, eccoci tornati ai puri giochetti di palazzo, con i governi decisi non dagli elettori, ma dal parlamento e dai partiti. Ovvio, e non imputabule a Renzi.

Altra cosa grottesca è che questo orrore della prima repubblica venga manifestato proprio da coloro che in questi vent’anni non si sono mai spesi a favore del bipolarismo. Anzi. Memorabile fu quando si profilò all’orizzonte il salvatore della patria Mario Monti, propugnatore del centrismo più spinto, e subito i gazzettieri si scagliarono come un sol uomo contro il bipolarismo, come se fosse l’origine di ogni male. Lo definirono “muscolare”, che peraltro è un difetto solo se si crede che la politica sia una corsetta blanda o un massaggio rilassante. Per non dire della difesa a corpo morto della “costituzione più bella del mondo”, dogma dell’intellettuale italiano.

Ma tornando all’oggi, le domande sono: Renzi si farà risucchiare dalla “palude” o riuscirà a fare qualcosa di utile, su legge elettorale e senato? E con chi la farà, se la farà? Di sicuro, dovrà avere l’appoggio di qualcuno tra quelli che in questi giorni si stanno prendendo a colpi di “idiota”. Tenga conto che il punto di riferimento degli elettori di destra, pur essendo all’opposizione, ha già detto di essere favorevole. Il resto, se il Pd non si imbizzarrisce troppo, verrà da sé.