Proposta: lasciamo in pace Erich Priebke

Nel 2013, a quasi settant’anni di distanza dai fatti, direi che è venuto il momento di lasciare in pace un signore di 100 anni*, la sua famiglia e i suoi amici. E di smetterla con le pagliacciate. Ostentare oggi il proprio anti-nazismo o anti-fascismo è altrettanto idiota che imbrattare i muri di svastiche e croci celtiche. O no?

*oltretutto già condannato e non accusabile di fare apologia del nazismo (update 31-7-13 h 12.35)

Premio Vincenzillo per la comunicazione

Vincitore: il presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Hussein Obama.
Motivazione: è riuscito a "conquistare o fare fessi" i gangli dell’informazione e della comunicazione mondiale, e a portare avanti con la loro “compiacenza ideologica e cialtrona” la guerra al terrorismo cominciata da George W. Bush, con la stessa ferocia del cowboy texano. Post di Christian Rocca (qui).

Amici di Israele

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Prima visita in Europa di Benjiamin Netanyahu come primo ministro israeliano. Dove? In Italia, dall'amico Silvio (qui). Per ricambiare la visita dell'anno scorso, di cui questo blog ha già parlato (qui). Memo: per conoscere l'unica democrazia in medio-oriente, la sua storia, il suo spirito, le sue contraddizioni e la sua vitalità, tanti eventi e incontri a Milano, questa settimana (qui) e (qui).

Appunti per un film sull'uccisione di Bin Laden

Prima scena, una bella soggettiva di uno dei membri del "Team Six", nome di comodo per il corpo formato dai soldati americani ultra-scelti (che in realtà non ha nome), durante l'irruzione nel "compound" di Bin Laden ad Abbottabad, in Pakistan. Audio originale, linguaggio in codice, respiro concitato. Bella adrenalinica. Seconda scena, "Carcere di Guantanamo, parecchi mesi prima." Un membro dello staff presidenziale tutto bello infighettato arriva a Guantanamo in limousine, entra e assiste da dietro un vetro a un bell'interrogatorio maschio, in cui uno dei terroristi illegalmente detenuti sibila l'informazione chiave, quella che porterà al rifugio di Bin Laden. Protesta: "Ehi, dico, ma non potreste essere un po' più civili, con quegli uomini?" Risposta: "Se vuole invitarli al tè delle cinque, si accomodi pure, ma non so se riuscirà a scucirgli più informazioni di noi." Altre scene che non possono mancare: Bin Laden davanti alla tv l'11 settembre 2001, Bin Laden che taglia e cuce i propri filmati, i pacifisti e le star di Hollywood che protestano coscienziosamente contro Bush. Titoli di coda ambientati nella fabbrica americana dove seguiamo passo dopo passo la produzione della pallottola che ha ammazzato Bin Laden (se è stato ammazzato da una pallottola). Bandiere a stelle e strisce quanto basta.

E se Berlusconi pacifica la Libia?

Prendo al volo e rilancio un'idea di un paio di giorni fa di zamax, a mio parere uno dei più fini conoscitori di cose politiche, dell'uomo in generale e di Berlusconi in particolare. Detto per inciso, per me nemmeno Berlusconi capisce se stesso e sa consigliare se stesso quanto lo capisce e lo consiglia zamax! L'idea è che Berlusconi, in determinate circostanze, possa giocarsi la carta della pacificazione tra Gheddafi e i ribelli (segue citazione).

Di mio, ci aggiungo che in quel caso gli riuscirebbe in Libia ciò che non gli è riuscito in Italia, malgrado il suo atteggiamento iniziale accomodante e le sue straordinarie capacità di mediazione. Sarebbe la dimostrazione che i capi tribù libici sono molto meno belluini dei nostri capi-popolo televisivi e politici, e dei capi-bastone di certe procure (Ilda, Antonino, si fa per scherzare, eh!) E ci aggiungo pure che il giorno dopo mi aspetto che il mondo intero si ricreda su di lui, e che venga nominato presidente della Repubblica Italiana, degli USA, dell'Onu, della Nato e pure dell'Associazione Nazionale Magistrati!

Ma ecco zamax:

"Se poi l’intervento [militare in Libia] si prolungasse senza frutto e tanto sangue, potrebbe consentire ai colossi che per il momento stanno alla finestra, come Russia e Cina, di giocare la parte trionfante del deus ex machina. Per salvare capra e cavoli, all’Italia non rimarrebbe allora che una carta, da giocare con molta decisione e presenza di spirito: anticiparli, facendosi patrocinatrice di una soluzione inter-libica. Cosa impossibile in apparenza, e probabilmente anche in realtà, ma Gheddafi ha un fiuto animalesco e di giravolte ne ha già fatte di incredibili. Berlusconi si è lasciato sfuggire una frase, all’apparenza assurda, ma che segnala, se capisco l’uomo, come credo di capirlo, che questo scenario il presidente del consiglio se l’abbia già prefigurato: “Spero che Gheddafi ci ripensi…”"

Post completo di zamax (qui).
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Ricchi frutti dell'odio

rubina-bonanniVi ricordate lo studente musulmano che meno di un anno fa voleva farsi saltare in aria su un aereo per Detroit con l’esplosivo nelle mutande? Era molto ricco ed educato in occidente. (qui).

E i leader di Hamas, organizzazione terroristica palestinese? Anche loro ricchi, colti e raffinati (qui).
 
Passando all’Italia e facendo un passettino fuori dal terrorismo, ma un passettino nemmeno troppo lungo, eh, troviamo la storia della figlia del magistrato, quella che ha lanciato il fumogeno contro il sindacalista Bonanni. Paradigmatica per capire che aria tira negli ambienti dove si coltivano i semi di ideologie completamente scollegate dalla realtà, tenute in vita artificialmente in barba al più elementare senso storico. Ambienti solo apparentemente lontani tra loro, ma in realtà assai contigui, come dimostra la composizione delle truppe di squadristi democratici: centri sociali e pargoli di agiate famiglie progressiste, (qui) e (qui).
 
Per quanto tempo ancora le buone coscienze ci propineranno la favoletta che violenza e terrorismo sono l’inevitabile frutto di povertà, disperazione e ignoranza?

Inneggiare alla guerra (santa) è pacifismo?

Sulle navi, come si vede in questo video (qui), hanno inneggiato alla guerra santa contro gli ebrei: "Khaybar Khaybar ya yahud, jaish Mohammed saya,ud". Cioè: "Ebrei, ricordate Khaybar, l'esercito di Maometto è tornato". A Khaybar, Maometto annientò una tribù ebraica. Fonte: Foglio di oggi.
Sulla loro cartina geografica non c'è Israele, perché non riconoscono il suo diritto a esistere. Vedere per credere (qui).
Ora, come si fa a dire che questa gente vuole la pace tra Israele e palestinesi quando non riconoscono nemmeno l'esistenza di Israele e il suo diritto a esistere? Bizzarro. E il bello è che in questo clamoroso abbaglio casca sia la stampa italiana e straniera, sia governi e istituzioni internazionali. L'Onu, mica gli ultimi sprovveduti. Se tra i pacifisti c'è ancora gente in buona fede, dovrebbe aprire gli occhi, una volta per tutte. Il problema è che questa gente legge, nel migliore dei casi, solo Repubblica, che abbocca e rilancia alla grande ogni fanfaluca pseudo-pacifista…