Repubblica surreale

Mi è capitato sotto gli occhi il titolone di Repubblica di qualche giorno fa: “RUBY, LA RIVINCITA DI BERLUSCONI”. Trasecolo. La più grande macchina del fango della storia del giornalismo, che su quel processo ha sobillato legioni di guardoni, bigotti, corpi delle donne etc, ora se ne esce con un titolo che avrebbe potuto scrivere un Sallusti un po’ scarico? Surreale.

(Pubblicato ieri su facebook)

Quanti pregiudizi contro Israele

Quando Israele si ritirò da Gaza, nel 2005, nessuna delle nostre migliori coscienze battè ciglio. Così come non andava bene la precedente “occupazione”, non andava bene nemmeno il ritiro? Per i palestinesi era una grande occasione per darsi da fare, sviluppare qualcosa di vagamente simile a quello che facevano gli israeliani a Gaza fino al giorno prima, e cioè attività varie, lavori normali, cose così. Invece i palestinesi continuarono a fare ciò che sembrano saper fare meglio: ricevere gli aiuti internazionali e lanciare missili su Israele. E anche allora, nessuna delle migliori coscienze battè ciglio. Oggi, che Israele invade Gaza per far fuori i terroristi che mettono a repentaglio le vite dei propri cittadini, ecco che le migliori coscienze si risvegliano di colpo dal torpore e adesso sì, che battono ciglio. E vai di lagna filo-palestinese! Che pena, ragazzi, che pena.

Update h. 12.20: aggiungo mio vecchio post del gennaio 2008 (qui).

Il caldo non fa male ai giocatori, ma ai telecronisti

A questi mondiali è veramente difficile reggere 120 minuti. Non di gioco, ma di telecronaca. Su Sky la solita concitazione esagerata. Su Rai volano certe boiate… 2 esempi a caso. Ieri sera, ho capito qual è il problema di Dossena. Non è l’antipatia, né la supponenza, né la saccenza, ma la pura e semplice logica. “Strano che i tedeschi vadano in difficoltà con gli algerini che gli chiudono gli spazi.” Eh, sì, stranissimo. Di solito, quando ti chiudono gli spazi giochi meglio! Il giorno prima, Olanda-Messico, altro telecronista. Per lui, il portiere messicano è un fenomeno. Può darsi. Ma quando la palla scagliata da un olandese dalla distanza di due metri gli sbatte contro la faccia e poi sul palo, non puoi andare avanti mezz’ora a dire che ha avuto un riflesso “eccezionale”. Dai, dopo 52 replay! Ennesima dimostrazione che il giornalista, come razza, può avere a sua disposizione tutte le telecamere di questo mondo, ma continuerà a vedere solo ciò che vuole vedere. A questo punto, meglio Sky, ma togliendo la telecronaca e lasciando in sottofondo i rumori dello stadio.

NCD. Troppo nuovi, troppo oltre

Nella mia meschinità, preferisco sempre schivare i miei problemi, e occuparmi di quelli che stanno peggio di me. Non per magnanimità, eh, ma solo per consolarmi. Politicamente parlando, NCD sta peggio di FI. Molto peggio. E il bello è che sembrano non rendersene conto. Tranne, forse, Nunzia Di Girolamo, che a caldo, dopo avere assistito con un broncio lungo così alla conferenza stampa trionfante e dunque delirante del suo capo Alfano, disse la verità alla stampa: “Qui l’unico vero vincitore è Renzi.” Oggi, nel post elezioni, mentre tutti i perdenti sono giustamente impegnati a parlare di possibili future alleanze e a gestire le possibili fughe di chi ha una voglia matta di abbandonarli per salire sul carro dei vincitori, è stata sempre lei, stavolta involontariamente, ad illuminarmi, quando ha dichiarato, perentoria: “Bisogna andare oltre il centrodestra!” Come, “oltre”? “Oltre” dove? NCD non ha molte alternative: o sta di qua, in quel centrodestra inventato da Silvio Berlusconi insieme al bipolarismo, o sta di là, nel centrosinistra. A meno di non voler fondare, dopo NCD, Nuovo Centro Destra, anche il CDCS, Centro-Destra-Centro-Sinistra, o il DCS, Destra-Centro-Sinistra, o il suo opposto e coincidente SCD, Sinistra Centro Destra. Oppure, un bel militaresco Dest-Sinist-Dest-Sinist-Dest-Sinist. Una botta qua e una botta là, alla Follini-Casini, per intenderci. Un bel salto nel futuro, non c’è che dire. Nessuno ci capirà una cippa, tranne i loro elettori di riferimento, che non a caso da anni e anni rimangono sempre gli stessi: 5%. Ma determinanti, eh, come amano ricordarci ad ogni elezione, anzi ad ogni tg e Porta a Porta.

Agli amici del Pd, dopo le europee

Dopo le europee, mi rivolgo agli amici del Pd. Qualche appunto per il dopo sbornia:

1. Che dite, l’”uomo forte” che vi fa vincere non è poi così male, eh?

2. Soprattutto, non è affatto la morte della democrazia, come dicevate tutti in coro appena un anno fa.

3. Nemmeno Silvio è poi così male, per voi, se avete votato in massa il personaggio più simile a lui.

4. Prendo atto che per voi Renzi non è più il pericoloso “cavallo di Troia della destra”, a meno che non vi siate suicidati tutti in massa, il che è sempre possibile.

5. Dopo l’ennesimo flop del “centro”, sarebbe ora che ammetteste due semplici verità di fatto: il centro non esiste e la destra è Forza Italia. E già che ci siete, comunicatelo ai media.

6. Superato il record di Berlinguer, ora siete forse più vicini a superare anche il suo grande equivoco: la “questione morale”.

7. Quando avrete superato la “questione morale”, vedrete che in Italia l’anti-politica si sgonfierà di colpo e Grillo sarà solo un brutto ricordo, come oggi è Di Pietro.

8. Questa grande vittoria in solitaria può aiutarvi a liberare il vostro cuore romantico dal fantasma deleterio della presunta “sinistra vera”, Tsipras e simili.

9. Mi sarebbe piaciuto di più se Silvio fosse stato in campo e non in tribuna grazie ai magistrati, ma coi se e coi ma…

10. Occhio a non montarvi troppo la testa, perché non è sempre domenica, non sono sempre europee, e l’elettore di destra non è sempre al mare.

11. Dal basso del mio provvisorio 16.8%, vi saluto e alla prossima.