Lotta comunista

Oggi ho comprato “Lotta comunista”. Sì, esiste ancora. I contenuti sono aggiornati alle dispute tra Marx, Engels e Lassalle, ma fa niente. Mi ha fatto simpatia il bravo ragazzo in camicia bianca alla fermata del tram. Mi sono ricordato i vecchi tempi della Statale, roccaforte della sinistra fighetta di Milano, dove sviluppai gli anticorpi contro tutto quel fighettume. Gli ho pure dato 2,50 per l’autofinanziamento. Mi sono sentito come Batman che va a trovare Joker nel reparto malati terminali.

Buon compleanno, fratello Paperino

Negli anni 70 imparai a leggere sui topolini che mio padre proiettava sul muro con un aggeggio chiamato videorama. Il mio preferito era l’intelligente, vincente e saccente Topolino, ma anche i paperi mi erano simpatici: il riccastro Paperone, gli scaltri nipotini e lo sfortunato e collerico Paperino. Con gli anni, è a lui che mi sono accorto di somigliare in modo preoccupante. Auguri, fratello.

Segnalo il numero speciale di Topolino dedicato a lui (qui) e un paio di articoli del Foglio (qui) e (qui).

La storia? Chi ha studiato se ne frega

Negli ultimi anni, mi è capitato di discutere con un mio ex compagno del liceo. Oggi la vediamo in modo molto diverso sulla politica, ma al di là della divergenza, una delle cose che più mi ha impressionato è stata la sua posizione sulla storia degli ultimi decenni. Per lui non alcun senso tenerla in considerazione, quando si parla di politica. Motivo: sulla storia, ognuno la può vedere come vuole, quindi è solo una perdita di tempo. Ciò che mi impressiona è che a dirlo non sia un ignorantone che ha preso a malapena la licenza elementare, ma uno che ha fatto l’università. Credo che, nel suo caso, il motivo sia da ricercare in un eccesso di pragmatismo. Per lui in politica contano solo ed esclusivamente le leggi fatte, i provvedimenti presi. Nient’altro. Ah no, dimenticavo l’altra faccia della medaglia: l’ossessione per le magagne giudiziarie e morali. E il suo non è affatto un caso isolato. Anzi, direi che è la norma, per chi ha studiato. Quanto a me, io non sono tra quelli che credono che la storia, di per sé, possa davvero essere “maestra”. Presa di per sé, la storia è solo un cumulo di “fatti”. Per essere davvero “maestra”, ha bisogno di un’idea dell’uomo, del mondo e di Dio che non sia relativista o nichilista. Bisogna credere che esista una verità, per credere che esista anche una verità storica. E per farsi un’idea politica anche in base a quella verità. In mancanza di questo, a dominare sarà l’opinione del momento, o il chiacchiericcio dei media, o la leggina approvata, o lo scandaletto del giorno, o i ciechi “fatti”, o l’interesse, o di tutto un po’. Va beh, tutto sto pippozzo per dire che conoscere la storia ti permette anche di smascherare tante bufale, tipo quella di Amato sul debito pubblico, come ci ricorda soltanto il solito Zamarion (qui).

Katy vs Miley. Musica batte trasgressione

Recentemente mi ha colpito la trasformazione radicale dell’immagine di una cantante americana, Miley Cirus, da brava ragazza a ragazza trasgressiva. Da volto della Disney al quasi porno. Mi ha fatto un po’ di tristezza pensare alla riunione in cui lei, il suo agente e i dirigenti della sua etichetta discografica hanno deciso che non avrebbe più leccato innocenti coni gelato multicolori, vestita come una scolaretta tutta casa e chiesa, ma un ambiguo martello di ferro, in biancheria bianca, tra moine arrapanti, come fa nel suo ultimo videoclip (qui). A me, comunque, piace molto di più un’altra cantante americana, Katy Perry, che invece la butta sulla freschezza, sulla simpatia e sul divertimento. Questo è il suo ultimo video (qui).

Berlusconiani Anonimi (ovvero: ma perché, invece di buttarla in politica, la si butta sul personale?)

-Ciao, sono Gerardo.

-Ciao, Gerardo. Alzati pure in piedi, in modo che ti vedano tutti.

-Ok. Beh, a dir la verità non è proprio il mio vero nome, ma per ora preferisco così, se per voi va bene.

-Nessun problema. Che ti è successo, Gerardo?

-L’altro giorno stavo parlando di politica con una persona che ritenevo un amico, ma è stato piuttosto sgradevole…

-Sgradevole quanto? Tipo una zanzara nell’orecchio?

-Direi più le balle nel frullatore.

-Ahia.

-Comunque non è stato tanto per i contenuti o per i toni, ma perché lui l’ha buttata sul personale, con un giudizio morale pesante su di me.

-Come si chiama?

-Chiamiamolo Igor, per ora. Io lo consideravo diverso dalla masnada di fanatici dissennati che affollano la rete, il cui unico scopo è l’insulto gratuito. E invece… Certo, non mi ha dato del ladro, del corrotto o del mafioso, ma ha detto che sono una persona senza princìpi, senza dignità e senza onore.

-Ma dai. E perché?

-Perché la penso diversamente da lui sulla politica.

-Ma tipo?

-Le mie ragioni politiche e storiche gliele ho spiegate non una ma mille volte. Posso capire che non le condivida, ci mancherebbe altro. Ma mi aspetto quantomeno il livello minimo, e cioè la parità morale tra me e lui.

-Giusto, la parità morale è il minimo.

-Insomma, quando parlo di parità morale intendo che io ho le mie idee e lui le sue. E di quello dovremmo parlare, giusto?

-Giusto.

-A me possono far cagare le sue idee, a lui le mie. Giusto?

-Giusto.

-Ma non c’è alcun bisogno di tirare in ballo la dignità e l’onore.

-No.

-Infatti, io risalgo sempre alle radici politiche delle sue idee.

-E quali sono?

-Sono idee giacobine e azioniste, in salsa progressista, vagamente protestante e decisamente apocalittica, con un bello strato di “questione morale”, il tutto spruzzato con abbondante “romanzo criminale”. Lui, invece, non accetta che le mie idee politiche siano davvero idee. Io, secondo lui, sarei praticamente teleguidato, tipo Ambra Angiolini.

-Pesante.

-E non è tutto. Non accetta nemmeno la mia visione della storia degli ultimi sessant’anni. Anzi, peggio, ritiene del tutto inutile parlarne. Motivo: la storia ognuno se la può rigirare come vuole. Perfetto, questa è la sua idea. Ma io, invece, credo che la storia serva a farsi un’idea complessiva delle cose.

-A noi sembra sensato. C’è altro che vuoi dirci?

-Oltre ad avere delle mie idee sulla storia, in politica sono conservatore e liberale, e come religione, cattolico. Da tutto questo nasce una mia idea di fondo, e questa idea è alla base del mio giudizio sulla politica, sui media, sulla magistratura, sui sindacati, sulle burocrazie. E va oltre i singoli nomi, i singoli cognomi, il gossip giudiziario, e naturalmente sta alla base anche del mio voto.

-Chiaro. E tu ci tieni, a questa tua idea di fondo.

-Abbastanza.

-Ma hai mai pensato che, invece, a lui non interessi, o che non la capisca?

-Come fa a non interessargli? È così intelligente.

-Lui?

-No, l’idea!

-Sai, Gerardo, la gente ha molte cose a cui pensare, che le interessano molto di più delle tue idee. Tu magari ci hai pensato a lungo, te la sei meditata per bene, ma forse lui non ha voglia, o, come dicono gli insegnanti, non ha gli strumenti.

-Ma almeno riconoscerla come idea…

-Sì, sarebbe molto carino, ma non puoi obbligare nessuno. Non è che tutti hanno i tuoi stessi interessi e le tue stesse capacità.

-Anche questo è vero. Ma perché tirare in ballo la dignità e l’onore?

-Beh, l’hai detto tu stesso, quando hai nominato giacobini e azionisti.

-Ahhh, ho capito. Il vero interesse dei giacobini e degli azionisti non è la politica, ma la morale. La politica è solo un pretesto per chiamare il popolo alla “riscossa morale”.

-E dunque, che altro ti puoi aspettare, da loro, se non quello?

-E così io, per loro, rappresento solo un ostacolo sulla via dell’insediamento della Virtù a Palazzo Chigi.

-Sì. Sai, Gerardo, bisogna sempre capire bene chi si ha davanti.

-Mi sembra un ottimo consiglio, da ora in poi cercherò di capire sempre chi ho davanti. Che altro dire, grazie, mi siete stati molto d’aiuto, e sono felice che mi abbiate accettato nei Berlusconiani Anonimi.

-Hai detto Berlusconiani?

-Sì, perché?

-I Berlusconiani sono tra un’ora, noi siamo i Cattolici Anonimi.

-Ops, scusate allora. Ciao a tutti, e grazie per l’ascolto.

-Ciao Gerardo.