NCD. Troppo nuovi, troppo oltre

Nella mia meschinità, preferisco sempre schivare i miei problemi, e occuparmi di quelli che stanno peggio di me. Non per magnanimità, eh, ma solo per consolarmi. Politicamente parlando, NCD sta peggio di FI. Molto peggio. E il bello è che sembrano non rendersene conto. Tranne, forse, Nunzia Di Girolamo, che a caldo, dopo avere assistito con un broncio lungo così alla conferenza stampa trionfante e dunque delirante del suo capo Alfano, disse la verità alla stampa: “Qui l’unico vero vincitore è Renzi.” Oggi, nel post elezioni, mentre tutti i perdenti sono giustamente impegnati a parlare di possibili future alleanze e a gestire le possibili fughe di chi ha una voglia matta di abbandonarli per salire sul carro dei vincitori, è stata sempre lei, stavolta involontariamente, ad illuminarmi, quando ha dichiarato, perentoria: “Bisogna andare oltre il centrodestra!” Come, “oltre”? “Oltre” dove? NCD non ha molte alternative: o sta di qua, in quel centrodestra inventato da Silvio Berlusconi insieme al bipolarismo, o sta di là, nel centrosinistra. A meno di non voler fondare, dopo NCD, Nuovo Centro Destra, anche il CDCS, Centro-Destra-Centro-Sinistra, o il DCS, Destra-Centro-Sinistra, o il suo opposto e coincidente SCD, Sinistra Centro Destra. Oppure, un bel militaresco Dest-Sinist-Dest-Sinist-Dest-Sinist. Una botta qua e una botta là, alla Follini-Casini, per intenderci. Un bel salto nel futuro, non c’è che dire. Nessuno ci capirà una cippa, tranne i loro elettori di riferimento, che non a caso da anni e anni rimangono sempre gli stessi: 5%. Ma determinanti, eh, come amano ricordarci ad ogni elezione, anzi ad ogni tg e Porta a Porta.

Bonaiuti e gli altri: topi o zavorra?

Non c’è dubbio, oggi Bonaiuti e gli altri sembrano i topi che abbandonano la nave che affonda. Ma se poi, a lungo termine, si scopre che invece erano solo la zavorra di una grande mongolfiera?

Update 16-4-14: pubblicata su Hyde Park Corner del Foglio online in data 15-4-14 (qui).

Il coltello che apre gli occhi

Forse, finalmente, i soliti intelligentoni apriranno gli occhi. Ora che non c’è una motivazione puramente “materiale” per il male, forse capiranno che non è nelle “cose”, che devono guardare, ma nell’animo umano. Infatti, il ragazzino americano che ha ferito i suoi compagni di scuola non ha usato armi da fuoco, pistole, fucili o altri gingilli prodotti dai cattivoni delle industrie delle armi, tanto odiate dalle buone coscienze progressiste. E questo è spiazzante, per loro. Ieri sera il servizio di Giovanna Botteri suonava monco, senza il solito pistolotto contro i cattivoni delle industrie delle armi. Oggi Repubblica.it non ne parla nemmeno. Tireranno fuori che amava i videogiochi violenti? Un parente repubblicano? Un nonno del KKK? Un bisnonno bovaro del Texas? O forse, per una volta, andranno più in profondità.

Corriere (qui).

Riflessi condizionati di un destrorso

L’altra sera ho sentito al tg che c’è un quartiere di Roma nord che rimarrà senz’acqua per un anno intero (qui). Caspita, mi son detto, chissà che casino verrà fuori, povero sindaco di Roma. E invece, niente. Poi ho visto che ci sono stati altri crolli a Pompei e mi sono detto caspita, il ministro del nuovo governo o di quello vecchio verranno crocifissi. E invece, niente. Poi ho sentito che si pensa di mettere mano alla costituzione, e mi sono detto caspita, povero capo del governo, mò insorgeranno tutte le migliori coscienze civili del paese, e chi li sente a quelli! E invece, niente. Poi mi sono detto: sveglia, vincenzillo, in quei posti di potere non c’è più la destra! Non c’è più Alemanno, Bondi, Berlusconi… Ecco perché il clima è così felpato. Ma sii sincero, non è meglio questo clima? Molto meglio. Anzi, è quello che ho sempre invocato, quando c’era la destra. E allora? E allora non mi resta che una speranza: perdere tutte le prossime elezioni.

Renzi incontra il diavolo, l’Italia incontra l’acqua santa

Se da qualche anno seguo tanto la politica italiana, è per godermi momenti come questo. Momenti che non dicono qualcosa solo ai fanatici delle pagine politiche, ma a tutta l’Italia. E dicono una sola, chiara parola: legittimazione. Legittimazione della destra. Cioè, legittimazione di metà dell’elettorato. Cioè, legittimazione morale di metà dell’Italia. E nello stesso tempo, legittimazione morale della politica nel suo insieme. Sottolineo la parola “morale”, perché è di quello, che si tratta, prima ancora che di sistema elettorale e di riforme costituzionali. 40 anni dopo Berlinguer, il segretario del maggiore partito della sinistra assesta un colpo micidiale alla “questione morale” e alla sua funzione settaria e ricattatoria. Era ora! E’ un bel passo in avanti verso una politica “normale”, cioè bipolare ed europea. Di fronte a questo, i fischi e quell’uovo lanciato contro l’auto di Silvio sono ben poca cosa. Così come la domanda di chi disapprova: Renzi, ma perché l’hai fatto? (Pronta e giusta risposta: “Se voglio parlare con Forza Italia, con chi altro devo parlare, con Dudù?”) Sono gli ultimi giapponesi, la parte più settaria della sinistra. Che non può certo sparire di botto, considerando che fino a ieri era maggioranza. Che non sparirà mai, probabilmente. Ma che si ridurrà a ciò che è nel mondo civile: una sparuta minoranza, quasi ininfluente. Non più vincolante. Non più decisiva. Proprio come accadrà ai centristi, specularmente, a destra. Siamo sempre più vicini al momento in cui l’Italia si porrà la fatidica domanda, come profetava zamax tempo fa, e mi perdonerà se non so in quale “versetto” di quale post. E la domanda è: ma di cosa avevamo paura? Da lì in avanti, la strada sarà in discesa. Per tutti noi. Bene ragazzi, avanti così.

Alfano e il nuovo centro (destra?)

Ieri sera ho sentito Angelino Alfano dire tutto contento: “Siamo decisivi per le sorti del centrodestra.” Siccome ero un po’ distratto da altre cose, posso essermi sbagliato, e magari invece ha detto: “Siamo decisivi per le sorti del governo.” Può essere. Ma a me, in ogni caso, quando uno che ha il 5 o il 6% sente il bisogno di dire che è decisivo, vengono in mente due cose. Primo, è disperato. Secondo, il pentapartito anni 80. In pratica, Pierferdinando Casini.

Napolitano: “L’Anm non blocchi la riforma della giustizia”

Oppure: “La Cgil non blocchi la riforma del lavoro”. Le vere notizie sarebbero state queste, ma purtroppo sono solo un mio sogno. Infatti, con i magistrati e con la loro associazione di categoria, Napolitano non arriverebbe mai e poi mai a essere così esplicito. E nemmeno con la Cgil. E nemmeno con il Pd. L’essere espliciti, diretti, implacabili, e soprattutto audaci, è concesso solo con altri. E infatti la notizia vera, di questi giorni, è l’appello del presidente agli infami “golpisti” di Forza Italia, a non mettersi di traverso sulle riforme (qui).

Ops, da dove spuntano i Forconi?

Sono altrettanto confusi degli Indignati e degli Occupy – remember? Protestano per tutto e per il contrario di tutto. Guidano trattori e Jaguar. La loro logica è: siccome io non ho un lavoro, nemmeno tu devi lavorare. Complimenti. L’opposizione li coccola e li vorrebbe cavalcare, come fa sempre l’opposizione, con la piazza. Fin qui, tutto abbastanza nella norma. Invece, la vera differenza, rispetto alle piazze di questi anni, è la reazione inconsulta della sinistra, da Letta a Vendola. I Forconi non le piacciono proprio. Per questo, hanno subito gridato alle infiltrazioni di destra. Solito alibi. Ma se si vuole capire davvero chi siano e da dove arrivino i Forconi, bisogna rispondere a queste domande: 1) chi li ha educati a schifare la politica? 2) Chi li ha educati a schifare la mediazione tra gli interessi, mediazione che la politica incarna? 3) Chi li ha educati alla protesta per la protesta, a pensare che basti spaccare tutto? 4) O a pensare che sia lo stato a dover risolvere tutto? Insomma: 5) chi gli ha messo in bocca i concetti di “casta” e di “assistenzialismo”? Siamo proprio sicuri che sia stata solo l’estrema destra?

Vedi anche zamax (qui).

La vera speranza per il Pd (Lettera agli amici di sinistra)

Mi rivolgo a chi, a sinistra, ha ancora la testa sulle spalle. Perché so che anche a sinistra, ce ne sono. Voi che dopo la vittoriosa sconfitta di febbraio 2013 non vi siete disperati. Voi che dopo la sconfitta di Renzi alle primarie 2012 non vi siete disperati. Voi che dopo la vittoria di Renzi alle primarie 2013 non vi state abbandonando al folle entusiasmo. Perché un po’ di entusiasmo va bene, per carità, ma occhio alle facili illusioni. E occhio soprattutto al giacobino che c’è in voi, all’aspettativa della “palingenesi”, della “purificazione”. Concetto brutto, violento, grillino, travagliesco. Fuorviante. Sì, lo so che il vostro giornale, Repubblica, è su quella linea, ma Renzi no. Renzi non si attaccherà alla “questione morale”. Renzi non è giacobino, e questo farà un gran bene sia a voi di sinistra che a noi di destra. A tutti noi italiani.

Ma torniamo a noi. Cercate di non perdere di vista le cose politiche più importanti. Per esempio, che il vero problema del Pd non è che i suoi ex dirigenti sono “vecchi”, o che negli anni 80 erano iscritti al Pci. No. Il vero problema è che dopo il 1989 quei dirigenti non hanno abbracciato la socialdemocrazia. E ancora oggi in Italia non abbiamo un normalissimo Partito Socialdemocratico. Abbiamo, invece, un carrozzone senza né capo né coda che si chiama Pd, manco fosse stato fondato negli USA e non in Italia. Cattolici, comunisti, cattocomunisti, giacobini, socialdemocratici: tutti dentro!

Certo, sono d’accordo con voi, Renzi sembra aver dato una scossa. È giovane, ha verve, le ha già cantate perfino ai sindacati, cosa notevole. Ha detto addio al bicameralismo perfetto, facendo quasi commuovere anche me. Negli anni 80 non era certo iscritto al Pci, al massimo alle Giovani Marmotte. Ok, ma basterà? Cioè, basterà a sciogliere tutti gli equivoci, che tanto male fanno al Pd e che privano l’Italia di una sinistra decente, politicamente presentabile? Basterà a far sì che si recuperino i 20 anni che avete perso a gettare monetine addosso a Craxi e a Berlusconi?

Piccola digressione storica. Dopo il crollo del Muro, nella sinistra avrebbe dovuto succedere questo: i comunisti defluire all’estrema sinistra; i cattolici defluire nella destra, dalle mie parti; i giacobini rimanersene confinati negli editoriali di Repubblica; e un manipolo di politici audaci dettare la linea, dicendo pubblicamente: “Ragazzi, scusate il ritardo, ma ora finalmente diventiamo socialdemocratici”. Invece no. Col tempo, i giacobini di Repubblica presero il potere, e tutti gli altri dietro, ubbidienti come soldatini dell’Armata Rossa. Felici di non essere obbligati a costruirsi una linea politica, tanto c’era il male assoluto da combattere. Fine della digressione storica.

Renzi si presentò come “Rottamatore”. Concetto che a voi è subito apparso grandioso, ma che in realtà ha un orizzonte limitato. Infatti, oggi che ha vinto, non ha già più senso. Oggi, non a caso, è passato al “cambiamento”. Altro concetto che può far sognare, vedi Obama, ma anch’esso è vago, troppo vago. Che cambi? Per andare dove? Vedremo.

Ma intanto, sentite come suona meglio “socialdemocrazia”. Sa di progressismo, come piace a voi. C’è la democrazia, dentro, e c’è quella missione sociale, solidaristica, egualitaria quanto basta, che vi piace così tanto. Ecco, pensate che rivoluzione (rivoluzione, altra parola che vi piace tanto), se cambiaste il nome in Psd. Il giorno dopo, i cattolici, i comunisti e i giacobini se la darebbero a gambe. Ecco, questa è la vera, grande speranza, per la sinistra, per la destra e per l’Italia. Da lì verrebbe tutto il resto.

Io Renzi lo misurerò in quest’ottica. Finora è stato un bravo amministratore locale, un buon affabulatore, è un cattolico, vuole essere il nostro piccolo Blair in braghe corte. Sarà solo l’ennesimo equivoco della sinistra? O riuscirà a fare qualcosa di buono?

Intanto, voi pensate bene in cosa sperare, politicamente parlando. Meglio una speranza difficile, che una facile illusione. O no?