Di Pietro e il muflone della Maiella

mufloneBettino Craxi si è preso le monetine, George W. Bush una scarpa, Giuliano Ferrara pomodori e botte, Berlusconi una statuetta, il Papa uno spintone. Se Antonio Di Pietro non riesce a farsi tirare addosso almeno una manciata di sterco di muflone della Maiella, rischia di cadere nell’insignificanza.

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Clamoroso: Nobel per la pace a George W. Bush

obama-bushOttima provocazione corredata da analisi di Christian Rocca sull’assegnazione del Nobel a Obama, che non avendo ritirato "nemmeno un soldato dall’Iraq", avendo raddoppiatoil contingente in Afghanistan e avendo già bombardato il Pakistan (anche villaggi civili) una quarantina di volte, "si sta limitando a continuare l’ottima politica estera del suo predecessore Bush".
Qui il video
Qui il link alla copertina di una rivista di sinistra che in copertina fonde le facce dei due presidenti (giochino visivo che anche Rocca porta avanti da mesi sul suo blog, in polemica con chi ha fatto di Obama un Messia politico).

Bush e le donne del Kuwait

kwVi ricordate il Kuwait, il paese che fu liberato da George Bush senior con la prima guerra del Golfo, dopo l’invasione da parte di Saddam Hussein? Per certi detrattori, quella guerra fu fatta unicamente per gli schifosi interessi petroliferi dei Bush. Gli stessi schifosi interessi che avrebbero causato la guerra cominciata nel 2003 da Bush junior e non ancora terminata, purtroppo. La guerra che ha portato alla caduta del dittatore e alla nascita della ancora fragilissima democrazia irachena.

Ecco, non sarà tutto oro quel che luccica, ma l’oro nero del Kuwait comincia a luccicare. Infatti oggi in quel paese, sempre retto da una dinastia islamica ma non più confinante con una dittatura sanguinaria, sono state elette per la prima volta 4 donne. Il Corriere nota: "Dal voto di ieri è emersa anche un’importante perdita di consenso dei fondamentalisti musulmani, che sono passati da 24 seggi ai 16 attuali". Gli integralisti sono dei signori che sostengono un pensiero da loro attribuito* a Maometto: "un paese non può prosperare se guidato da donne". Infatti, "votarle è peccato". Riassumendo, crollo degli integralisti e prima vittoria delle donne. Secondo voi il merito di tutto ciò va più ad Ahmadinejad, a Saddam o a quegli schifosi dei Bush?

*update 25 maggio: grazie a Ivan per la segnalazione.

Berlusconi Silvio, Saviano Roberto, Obama Barack

scolarettoUna volta erano uomini, ora non più.
E’ impossibile parlare di loro con misura, formulare giudizi che tengano conto di luci e ombre.
Berlusconi è il male, per i suoi detrattori. Il messia per certi suoi sostenitori.
Obama e Saviano, invece, sono il bene. E – buon per loro – pare che di detrattori non ne abbiano.
Qualche futuro studente di comunicazione potrà fare una bella tesi e stabilire quanto di certi fenomeni dipenda dal personaggio stesso, quanto dal suo modo di porsi, quanto dal suo ambito d’azione, quanto dai media, quanto dalle condizioni storiche generali.
Io registro con un certo divertimento il fenomeno. Mi colpisce perché in Italia è talmente diffuso, talmente intenso, talmente accettato, da far sembrare quei 3 personaggi qualcosa di realmente soprannaturale.
Forse, per recuperare un po’ di distanza e di lucidità, può aiutare un espediente abbastanza idiota: leggere il loro nome al contrario, come si faceva nell’appello a scuola. Perché tutti saremo d’accordo che, almeno dietro i banchi di scuola, anche loro 3 fossero dei semplici esseri umani.
Si scopre così che Berlusconi Silvio fa errori ed è pieno di difetti, errori e difetti potenziati da una natura dirompente. Ciò, tuttavia, non toglie nulla ai suoi enormi meriti storici, sia come imprenditore sia come politico.
Saviano Roberto ha l’enorme merito di aver risvegliato l’attenzione di tutta l’Italia sul problema camorra. Ma lo ha fatto usando anche lo strumento assai scorretto del plagio. Come la mettiamo su questo punto?
Obama Barack è il simbolo di un possibile cambiamento positivo per l’America e per il mondo. Ma ha già bombardato 4 volte il Pakistan, proprio come avrebbe fatto Gorge W. Bush. E si è genuflesso davanti al re saudita, cosa che non avrebbe mai fatto nemmeno il petroliere George W. Bush.
O dovrei dire Bush George W.?

Il diritto di avere paura

pauraC’è una scuola di pensiero secondo cui la paura sarebbe costruita ad arte dal potere, allo scopo di tenerci sotto controllo. Il potere ti dice: io ti proteggo, ma tu devi piegarti alle mie regole autoritarie. La libertà in cambio della sicurezza. Ora, in questo pensiero un fondo di verità c’è, ma se applicato senza senso della realtà diventa fuorviante, ridicolo, ma soprattutto pericoloso.
Prendiamo due casi: il terrorismo islamico e la delinquenza Rom.

I terroristi islamici. Il senno suggerirebbe di diffondere a quante più persone possibile un quadro il più possibile completo: chi sono, cosa vogliono, come operano, dove operano, dove prendono i soldi, e magari anche i progetti futuri. Come si fa? Con l’intelligence e coi giornalisti, principalmente. Ora, l’intelligence per fortuna fa la sua parte, tenendo sott’occhio certi sant’uomini come quelli appena arrestati a Milano con l’accusa di voler compiere attentati sotto Natale. I giornalisti invece, a parte rare eccezioni quasi tutte operanti in zona Foglio Giornale Libero Panorama, no. A sentire tanti di Repubblica Espresso Unità Manifesto, il terrorismo è colpa nostra, l’islam è una religione di pace, Bush è uno stronzo, punto e basta. Ma se il vero nemico è Bush, una conseguenza è che bisogna concentrare l’attenzione su di lui e sulle sue malefatte, non sui terroristi, e chi invece continua ad avere paura dei terroristi è un po’ uno stupidotto, un ingenuo, un credulone.

La deliquenza Rom. L’altra sera è andato in onda un servizio delle Iene su un gruppo di Rom stanziati sul greto del fiume Reno. Il quadretto era stucchevole: bambini studiosi, famiglie felici, senso della comunità. Il messaggio era molto chiaro: i Rom sono tutti brava gente che si dà da fare, ma purtroppo hanno un problema, subiscono gli sgomberi della polizia. Ora, da un servizio del genere (ma anche dai commenti di certi dj tipo quelli di radio dj) si deduce che un Rom fa bene ad aver paura della polizia perché la polizia fa gli sgomberi (il perché li faccia è un dettaglio trascurabile), mentre un cittadino non fa bene ad aver paura di quei Rom che delinquono, perché i Rom che delinquono non esistono. Anche in questo caso, l’origine della paura dei Rom sarebbe una manipolazione, attuata da chi vuole farne dei capri espiatori. Voilà, ancora una volta, a dispetto delle statistiche, chi ha paura è uno stupido, uno sprovveduto.

Forse non ne avrò diritto, ma io ho paura dei terroristi islamici e ho paura anche di tutti i delinquenti, anche di quelli Rom.

Fascisti ad Harvard e in Africa. A Milano invece no

Harvard UniversityL’università di Harvard ha sfornato nel tempo molti uomini illustri, tra cui 7 presidenti degli USA, tipo J. F. Kennedy e Gerorge W. Bush. Ci ha studiato anche il pallido Obama. Ebbene, oggi il fascismo strisciante è strisciato perfino in quel gioiello di democrazia, in quella fucina di menti democratiche. Infatti, è stato deciso che in tempi di crisi economica si possono tagliare gli stipendi ai professori. E sono pronti a farlo. Ma come?? E i prof? Che aspettano a ribellarsi, a scendere in piazza, a occupare il McDonald’s, la stazione dei Grey Hound, la strada ferrata per il west? Probabilmente attendono l’arrivo di Di Pietro e di Epifani per rinfrescarsi le idee sulla vera democrazia. Intanto, i fascisti prendono piede anche in Africa, come testimoniato dal messaggio lasciato su un forum da una studentessa africana, una faccetta nera venuta in Italia e già disillusa: "… ho vissuto nel terzo mondo. Uno immagina che tutto sia uno schifo, ma dove vivevo le università pubbliche sono selettive. Se non hai punteggi alti non entri. Visto che è il governo che paga entra solo chi ha voglia e cervello per studiare. Terzo mondo, magari fosse così pure qua". Che brutta gente, eh? Selezionano. Selezionano la razza! Saranno senza dubbio i nipoti dei coloni fascisti d’Abissinia degli anni 30. Unico raggio di luce in questa tenebra reazionaria è la democrazia di chi domani a Milano minaccia di bloccare la stazione Centrale. Che bella gioventù! Sono pronti a impedire a chissà quanta gente di andare a lavorare o di tornare a casa, se non otterranno il biglietto a prezzo "politico" per andare a Roma a protestare. Se ne fregano degli altri cittadini, se ne fregano dei passi avanti nel confronto tra governo e università, se ne fregano dei passi indietro fatti dalla Gelmini. Dio li abbia in gloria. Il Duce sarebbe fiero di loro.

George W. Bush – Verità e menzogne

453px-George-W-BushPerché non si sente più parlare della guerra in Iraq?
Perché, più in generale, in Italia è così raro sentire parlare in termini positivi di guerra al terrorismo?
Non sarà che i progressi degli USA in Iraq sono tanti e tali che i giornalisti anti-Bush si vergognano a raccontarceli?
Non sarà che la guerra al terrorismo è un concetto mai digerito da tutti quei giornalisti-opinionisti schierati pregiudizialmente contro Bush, ma anche da chi non ha il coraggio di uscire dal conformismo pacifista?

Oggi, per chi vuole riequilibrare la bilancia e guardare le cose con un minimo di oggettività senza per forza leggere quotidiani stranieri, non resta che il Foglio, specialmente questo ottimo pezzo di Giuliano Ferrara che riassume la situazione (qui). Non resta che seguire le cronache di Daniele Raineri e di Fausto Biloslavo. E di fronte ai sorrisini degli ignoranti – amici, colleghi, blog dei presunti "spiriti liberi", articoli di guru del mondo dell’editoria, del giornalismo, della cultura – opporre un altrettanto sdegnoso sorrisetto.