“Dio è come il fiore del mandorlo” (Angelus di ieri)

La nuova stella che apparve ai magi era il segno della nascita di Cristo. Se non avessero visto la stella, quegli uomini non sarebbero partiti. La luce ci precede, la verità ci precede, la bellezza ci precede. Dio ci precede. Il profeta Isaia diceva che Dio è come il fiore del mandorlo. Perché? Perché in quella terra il mandorlo è il primo che fiorisce. E Dio sempre precede, sempre per primo ci cerca, Lui fa il primo passo. Dio ci precede sempre. La sua grazia ci precede e questa grazia è apparsa in Gesù. Lui è l’epifania. Lui, Gesù Cristo, è la manifestazione dell’amore di Dio. E’ con noi.

Angelus completo (qui).

Due perle della madonnina infilzata

La presidenta della Camera, Laura Boldrini, incarnazione della madonnina infilzata (qui) e (qui), ne ha sparate un altro paio delle sue (qui): “In tv solo il 2% delle donne parla, le altre sono tutte mute e svestite.” Repubblica, megafono zelante di ogni stronzata politicamente corretta, rilancia senza commentare. Non so che dati abbia la presidenta, ma anche se fosse suffragata dai più rigorosi dati scientifici, la sua resterebbe ciò che è: una cagata mostruosa. A cui se ne aggiunge subito un’altra: la Rai, decidendo di non trasmettere Miss Italia, “fa una scelta di civiltà.” Di civiltà! Ma come, in nome del politicamente corretto lo avevano già declassato da concorso di bellezza a concorso di “bellezza interiore”, con candidate munite di laurea e impegno nel sociale!! Ora, addirittura, non si porta più nemmeno la bellezza interiore? Ah, Omero, Omero, tu che cantasti la donna più bella, chissà che diresti, di sta madonnina infilzata!!

Il bello e il brutto

Ieri sera il mio ex professore di filosofia Stefano Zecchi ha parlato della sua idea di bellezza a un incontro pubblico (qui). Tra le cose dette, una in particolare mi ha colpito. Al suo figlioletto che gli chiedeva che mestiere facesse, lui ha risposto così: “Dico che cosa è bello e che cosa è brutto.” Il figlio, meravigliato, ha chiesto: “Ma allora tu sai tutto quello che è bello e tutto quello che è brutto?” E lui, per non tradire le aspettative create, ha dovuto rispondere di sì. Il figlio ne è stato immensamente rassicurato. Anche a me rassicura, che ci sia qualcuno che sappia cosa è bello e cosa è brutto, e che non si fermi alla sciocca affermazione “Non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace.” Lo trovo anche coraggioso, in un’epoca sostanzialmente indifferente al bello, se non, appunto, nella sua forma più piatta, anestetizzata, puramente soggettiva. La bellezza, invece, come portatrice di significato, di conoscenza, di valore. E il suo contrario, il brutto, come assenza di significato, negazione del valore della vita. E’ anche per questo che, ai tempi, ho voluto laurearmi con lui.

Medioevo. I secoli luminosi

Ok, non c’era twitter, facebook, le automobili, le compagnie aeree low-cost, la minigonna, il suffragio universale, la Juve. Ma quanta bellezza, nell’arte medievale. Quella bellezza che oggi latita, connessione elementare dell’uomo con Dio e con il mondo. La nostra civiltà ha preso una strada che indubbiamente offre moltissimo di positivo, ma a mio avviso ci sono anche alcuni lati oscuri. Bui, come normalmente diciamo del medioevo. Con la mia consueta tempestività, vi segnalo una serie appena finita, su History Channel, condotta dall’equivalente anglopolacco di Philippe Daverio. Con titolo italiano beppegrillesco, “Te lo do io il medioevo”. Insomma, buona divulgazione, come piace a me. Sul sito vedo un bel tastone “Streaming”, che mi fa pensare che si possa guardare anche in quella modalità (qui).