Berlusconiani Anonimi (ovvero: ma perché, invece di buttarla in politica, la si butta sul personale?)

-Ciao, sono Gerardo.

-Ciao, Gerardo. Alzati pure in piedi, in modo che ti vedano tutti.

-Ok. Beh, a dir la verità non è proprio il mio vero nome, ma per ora preferisco così, se per voi va bene.

-Nessun problema. Che ti è successo, Gerardo?

-L’altro giorno stavo parlando di politica con una persona che ritenevo un amico, ma è stato piuttosto sgradevole…

-Sgradevole quanto? Tipo una zanzara nell’orecchio?

-Direi più le balle nel frullatore.

-Ahia.

-Comunque non è stato tanto per i contenuti o per i toni, ma perché lui l’ha buttata sul personale, con un giudizio morale pesante su di me.

-Come si chiama?

-Chiamiamolo Igor, per ora. Io lo consideravo diverso dalla masnada di fanatici dissennati che affollano la rete, il cui unico scopo è l’insulto gratuito. E invece… Certo, non mi ha dato del ladro, del corrotto o del mafioso, ma ha detto che sono una persona senza princìpi, senza dignità e senza onore.

-Ma dai. E perché?

-Perché la penso diversamente da lui sulla politica.

-Ma tipo?

-Le mie ragioni politiche e storiche gliele ho spiegate non una ma mille volte. Posso capire che non le condivida, ci mancherebbe altro. Ma mi aspetto quantomeno il livello minimo, e cioè la parità morale tra me e lui.

-Giusto, la parità morale è il minimo.

-Insomma, quando parlo di parità morale intendo che io ho le mie idee e lui le sue. E di quello dovremmo parlare, giusto?

-Giusto.

-A me possono far cagare le sue idee, a lui le mie. Giusto?

-Giusto.

-Ma non c’è alcun bisogno di tirare in ballo la dignità e l’onore.

-No.

-Infatti, io risalgo sempre alle radici politiche delle sue idee.

-E quali sono?

-Sono idee giacobine e azioniste, in salsa progressista, vagamente protestante e decisamente apocalittica, con un bello strato di “questione morale”, il tutto spruzzato con abbondante “romanzo criminale”. Lui, invece, non accetta che le mie idee politiche siano davvero idee. Io, secondo lui, sarei praticamente teleguidato, tipo Ambra Angiolini.

-Pesante.

-E non è tutto. Non accetta nemmeno la mia visione della storia degli ultimi sessant’anni. Anzi, peggio, ritiene del tutto inutile parlarne. Motivo: la storia ognuno se la può rigirare come vuole. Perfetto, questa è la sua idea. Ma io, invece, credo che la storia serva a farsi un’idea complessiva delle cose.

-A noi sembra sensato. C’è altro che vuoi dirci?

-Oltre ad avere delle mie idee sulla storia, in politica sono conservatore e liberale, e come religione, cattolico. Da tutto questo nasce una mia idea di fondo, e questa idea è alla base del mio giudizio sulla politica, sui media, sulla magistratura, sui sindacati, sulle burocrazie. E va oltre i singoli nomi, i singoli cognomi, il gossip giudiziario, e naturalmente sta alla base anche del mio voto.

-Chiaro. E tu ci tieni, a questa tua idea di fondo.

-Abbastanza.

-Ma hai mai pensato che, invece, a lui non interessi, o che non la capisca?

-Come fa a non interessargli? È così intelligente.

-Lui?

-No, l’idea!

-Sai, Gerardo, la gente ha molte cose a cui pensare, che le interessano molto di più delle tue idee. Tu magari ci hai pensato a lungo, te la sei meditata per bene, ma forse lui non ha voglia, o, come dicono gli insegnanti, non ha gli strumenti.

-Ma almeno riconoscerla come idea…

-Sì, sarebbe molto carino, ma non puoi obbligare nessuno. Non è che tutti hanno i tuoi stessi interessi e le tue stesse capacità.

-Anche questo è vero. Ma perché tirare in ballo la dignità e l’onore?

-Beh, l’hai detto tu stesso, quando hai nominato giacobini e azionisti.

-Ahhh, ho capito. Il vero interesse dei giacobini e degli azionisti non è la politica, ma la morale. La politica è solo un pretesto per chiamare il popolo alla “riscossa morale”.

-E dunque, che altro ti puoi aspettare, da loro, se non quello?

-E così io, per loro, rappresento solo un ostacolo sulla via dell’insediamento della Virtù a Palazzo Chigi.

-Sì. Sai, Gerardo, bisogna sempre capire bene chi si ha davanti.

-Mi sembra un ottimo consiglio, da ora in poi cercherò di capire sempre chi ho davanti. Che altro dire, grazie, mi siete stati molto d’aiuto, e sono felice che mi abbiate accettato nei Berlusconiani Anonimi.

-Hai detto Berlusconiani?

-Sì, perché?

-I Berlusconiani sono tra un’ora, noi siamo i Cattolici Anonimi.

-Ops, scusate allora. Ciao a tutti, e grazie per l’ascolto.

-Ciao Gerardo.

Annunci

Amici di Israele

Italy_flagBandiera_Israele

Prima visita in Europa di Benjiamin Netanyahu come primo ministro israeliano. Dove? In Italia, dall'amico Silvio (qui). Per ricambiare la visita dell'anno scorso, di cui questo blog ha già parlato (qui). Memo: per conoscere l'unica democrazia in medio-oriente, la sua storia, il suo spirito, le sue contraddizioni e la sua vitalità, tanti eventi e incontri a Milano, questa settimana (qui) e (qui).

Per amore di Israele (Un anno dopo)

Libro_meottiDi un libro non è interessante sapere solo ciò che dice, ma anche chi lo legge. O chi non lo legge. La sorte di un libro dice molto sugli artefici di questa sorte. Se il libro è stato scritto per ricordare alcune storie dei 1.723 civili israeliani uccisi dai terroristi islamici, è chiaro che in un paese come il nostro, dove la cultura è stata colonizzata dagli amici dei palestinesi – tra cui si trovano parecchi amici dei terroristi islamici – quel libro non può che suscitare un interesse tiepido. Su questo blog se ne è parlato l'anno scorso, sempre nel giorno della memoria (qui). Oggi, sul Foglio, si parla della sorte di quello stesso libro negli USA (qui).

11 settembre. "Maestri di bellezza contro maestri del sospetto e maestri del terrore"

san-cristoforo

San Cristoforo sul Naviglio, dove ogni anno si celebra una messa per le vittime

Sabato pomeriggio sono andato a una messa per le vittime dell'11 settembre in una bellissima chiesa sul naviglio Grande di Milano, a due passi dalla Canottieri Olona, dedicata a San Cristoforo (qui la leggenda). Pare che la chiesa insista sul basamento di un antico tempio pagano dedicato a Ercole. Scelta non casuale. In quel luogo di traffici e commerci fluviali, infatti, lo spirito cristiano sostituì Ercole, l'eroe pagano delle 12 fatiche che tra le altre cose dovette attraversare un fiume con la moglie Deianira, con San Cristoforo, il gigante che traghettò Cristo al di là di un altro fiume.
La messa è stata voluta dal Consiglio di Zona 6. L'ho scoperta per caso grazie alle affissioni in metropolitana. Ospite, coro Syntagma (qui). Il prete, di cui non conosco il nome, prima di iniziare ne ha dato una definizione memorabile, che fa intuire anche lo stile della successiva omelia: "Maestri di bellezza contro i maestri del sospetto e i maestri del terrore".
Punti focali dell'omelia:
1. La concezione del peccato originale, che lo spirito dei tempi ha preteso di eliminare in nome di un presunto miglioramento dell'uomo. Salvo poi trovarsi spiazzato dal feroce attacco dell'11 settembre.
2. La fede nella vita eterna come unica vera speranza.
San Cristoforo, forzuto protettore dei traffici e dei commerci, dacci la forza di contrastare chi ci ha attaccato distruggendo il World Trade Center (Centro per il Commercio Globale). Scelta non casuale.

Nasce il Giornale delle Buone Notizie

BALLACOICINGHIALI.jpg.1.big

Da ieri sono collaboratore esterno, redattore, caporedattore e direttore di una nuova testata: Il Giornale delle Buone Notizie. Mio editore è un vulcanico collega ligure, ideatore-organizzatore di una manifestazione musical-culturale che si tiene ogni estate vicino a Loano. Roba forte: musica indipendente, o meglio Indy, come dicono loro; ospiti illustrissimi; ma soprattutto birra a fiumi, salamelle e ammennicoli. Come recita il bellissimo slogan: "Come a Woodstock ma si mangia meglio". Roba per giovani, eh, mica per vecchietti attempati come me. Ma torniamo a noi. Siccome c'è anche un sito e l'immancabile pagina su facebook (ballacoicinghiali), ecco che per vivacizzare la pagina il vulcanico collega ligure mi chiede di tenere una mia rubrichina. L'idea è semplice: trovare ogni giorno una notizia "buona" e linkarla. Naturalmente, da buon filosofo dilettante, ho passato ben 5 interi minuti a chiedermi che cosa sia esattamente una notizia "buona". Alla fine ho deciso che si va dalla scarcerazione di un detenuto politico a Cuba alle giornate di visite gratuite per gli animali domestici. No morte di Berlusconi, no morte di Di Pietro. La prima segnalazione è stata per un sito che aiuta le donne stritolate tra carriera e famiglia (qui). Si accettano segnalazioni. Il bene vincerà!

Buonumore

Amico: "Uè, ma te lo conosci il Senza?"
Vincenzillo: "Ma chi è il Senza?"
Amico: "Il Senza. Prima c'aveva i baffi e si chiamava Baffo, poi si è tagliato i baffi e adesso è il Senza".
Geniale!
Non so a voi, ma a me cose del genere mettono di buonumore.

Craxi 1: la scomunica di Berlinguer

craxi

Normal
0
0
1
157
770
15
7
1100
11.1282

0

14
0
0

Dopo la puntata de La storia siamo noi di Minoli dedicata a Craxi – che consiglio a tutti di vedere, quando sarà disponibile sul sito della Rai – la mia amica Nico ha scritto su Facebook: “Craxi visto da Minoli è San Francesco”. Ok, buona la battuta, anche se, in realtà, Minoli non ha minimamente nascosto né edulcorato le stranote vicende giudiziarie di Craxi e non ne ha fatto un uomo pio, casto e puro. Voglio però rispondere alla mia amica smontando con un pizzico di ironia la sua similitudine. C’è una differenza fondamentale tra Craxi e San Francesco. Il santo di Assisi ha avuto un Papa intelligente che alla fine lo ha accolto all’interno della Chiesa. Craxi, invece, è stato scomunicato in via definitiva da Berlinguer, il Papa dei comunisti italiani, che così facendo ha gettato al vento la più grande occasione, finora, di modernizzare la sinistra italiana. E il bello è che i Papi seguenti – politici e intellettuali – vanno ancora orgogliosi di quell’errore fatale.