Pensierini del lunedì / 1

Ok, quindi gli USA spiavano la Merkel, che a sua volta spiava i tedeschi e probabilmente anche gli USA. Tutti spiavano tutti. Ma allora la Germania, che ha appena presentato un appello indignato all’ONU sul diritto alla privacy, lo ha presentato anche contro se stessa?

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Intercettare non è mai bello, ma c’è un ma

-Dice che gli USA ci spiano le telefonate.

-E allora tu non parlare, usa l’alfabeto muto.

-Ah, dici skype, webcam, videochiàmamiii…

-Può essere un’idea, no?

-Sì ma vuoi che non ci spiano anche quelle?

-Via lettera, allora.

-Le aprono col calore, l’ho visto su History.

-Piccioni viaggiatori?

-Il becchime, ormai, è tutto della Monsanto.

-E allora siamo fottuti.

Pausa.

-Ma sai che ti dico?

-Cosa.

-Meglio loro che i pm italiani. Loro, almeno, quando arriva il momento, ci difendono.

Film: Captain Phillips, attacco in mare aperto

La prima mezz’ora, lo schermo è ingombrato da: nuca di Tom Hanks, zigomo di Tom Hanks, lobo di Tom Hanks, profilo dell’occhio di Tom Hanks, più nuche, zigomi, lobi e profili dei disperati somali che organizzano, si fa per dire, l’assalto piratesco. Mentre gli occhi ti vanno insieme e stai decidendo di scrivere una mail al regista Paul Greengrass per chiedergli indietro i soldi del biglietto, e che cavolo di motivo c’è per fare solo inquadrature da dermatologo, ecco che l’azione comincia a tirarti dentro. Poi succede una cosa che non dico, perché odio chi rovina le trame dei film, e da lì in poi il film ti tira proprio dentro. Finalmente anche le inquadrature strette hanno un senso. Fortuna che ci sono i Navy Seals, che in poche ore possono raggiungere qualunque angolo del mondo.

Matteo Renzi, un anno dopo

Lo avevamo lasciato sconfitto nelle urne e dileggiato dai compagni di partito. Oggi lo ritroviamo lanciato verso una vittoria sicura e adorato dai suoi ex dileggiatori. Che cosa è cambiato, rispetto a un anno fa? Primo: alle scorse primarie del Pd ha dimostrato di potercela fare. Secondo: chi lo ha sconfitto, invece, ha dimostrato di non potercela fare. Questi due fattori combinati insieme hanno attirato sul suo carro una grande quantità di prodi (con la “p” minuscola). Terzo: ha preso le distanze dal centro-destra, spostandosi su toni e posizioni antiberlusconiani. Questo gli ha alienato gli scontenti del centro-destra, a cui aveva puntato un anno fa, ma in compenso gli ha fatto guadagnare gli scontenti del centro-sinistra, stracontenti di sentire confermata anche da un giovanotto moderno la loro favola antica, con il principe senza macchia che infilza a morte l’orco di Arcore, o chi ne fa le veci. Quarto: a me sembra un po’ più spompo, più moscetto, un po’ più insipidino, come il pane della sua terra. Ok la battuta, ma dov’è la ciccia? Altra domanda: per la politica italiana questo Renzi porta buone notizie? Come sempre, chi vivrà, vedrà. Ciò che si può dire già adesso, tuttavia, è che il Pd, con questo piccolo Blair alla pappa di pomodoro, passerà da un sogno vago e indistinto made in USA, quello di Veltroni, a un sogno vago e indistinto made in UK. L’incontro del nostro maggiore partito di sinistra con la socialdemocrazia europea, e cioè col suo vero destino, sembra ancora una volta rinviato a data da destinarsi.

Ma è la vita reale o “C’è posta per te”?

Riassumendo, in ordine sparso: Papa Francesco riceve Scalfari, Scalfari intervista Papa Francesco, la lettera di Scalfari, la risposta di Francesco, Ratzinger scrive a Odifreddi, il presidente americano Obama telefona al presidente iraniano Rouhani. Ma è la vita reale o una puntata di “C’è posta per te”?

“Se mandi tuo figlio alle scuole private sei una brutta persona”

In Italia, mandare i figli alle scuole private è visto con sospetto. Almeno, negli ambienti dove predomina l’appartenenza a sinistra. Ma attenzione, c’è un sacco di gente di sinistra che manda i propri figli alle scuole private. Perché sono di sinistra, ma mica sono scemi. Ebbene, queste persone devono solo avere l’accortezza di non sbandierarlo ai quattro venti, o, se scoperti, di dirlo con contrizione, con giustificazioni tipo “E’ una scuola speciale”, o “La scuola pubblica fa schifo, ma è ovvio, la destra ha tagliato i fondi!”  In quegli ambienti fa molto figo anche disprezzare chi vuole incentivare le scuole private. Di passaggio, mi piace ricordare il Bersani che sale sul tetto dell’università col sigaro in bocca, icona della lotta contro la presunta “distruzione” della scuola pubblica ad opera della ministra Gelmini. In America, invece, te lo dicono in faccia: “Se mandi tuo figlio alle scuole private sei una brutta persona” (qui).