Amnesty, come la mettiamo con il terrorismo islamico?

Giulio Meotti sul Foglio segnala un libro interessante contro le reticenze (per non dire altro) di Amnesty International a proposito di terrorismo islamico (qui). In particolare, su come l’argomento “discriminazione” venga usato in quegli ambienti tanto ma taaanto umanitari, contro ogni buon senso:

“Raccomandammo l’organizzazione di commemorare l’anniversario dell’11 settembre. Il board di Amnesty rifiutò la proposta, perché un evento simile avrebbe contribuito a discriminare i musulmani. Allora pensai a mio cugino Ahcene, un soldato contadino e illetterato, ucciso nel 1994 dai terroristi di fronte ai figli”.

Annunci

11 settembre, mezzanotte

Ieri a mezzanotte su canale 5 davano una puntata speciale di Terra!, l'ottimo programma di Toni Capuozzo, con Toni Capuozzo inviato a New York e immagini della commemorazione a Ground Zero (oggi Parco delle rimembranze) con i parenti delle vittime, l'ex presidente Bush e l'attuale presidente Obama. Contemporaneamente, su La7, davano la propaganda anti-bush del mangia-hamburger a tradimento Michael Moore. E L'Espresso, la rivista più importante e più diffusa della sinistra italiana, era appena uscita con il documentario spazzatura di Giulietto Chiesa (qui).

Premio Vincenzillo per la comunicazione

Vincitore: il presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Hussein Obama.
Motivazione: è riuscito a "conquistare o fare fessi" i gangli dell’informazione e della comunicazione mondiale, e a portare avanti con la loro “compiacenza ideologica e cialtrona” la guerra al terrorismo cominciata da George W. Bush, con la stessa ferocia del cowboy texano. Post di Christian Rocca (qui).

C'è speranza anche per Pisapia

Il presidente degli USA Obama, eletto a furor di popolo in qualità di nuovo messia e Nobel per la pace, ha dovuto già riconoscere che, nel mondo reale, non c'è alternativa migliore al carcere di Guantanamo (qui). Ora rinnova anche il Patriot Act, cioè il provvedimanto varato da Bush dopo l'11 settembre, che i nostri intellettuali salutarono, con la consueta lungimiranza, come l'inizio del fascismo (qui). A questo punto, voglio credere che ci sia speranza anche per Pisapia, l'Obama del Leonka.*

*Per i non milanesi, il Leoncavallo è lo storico centro sociale, affettuosamente soprannominato Leonka. Sì, proprio quello citato nella canzone del gruppo Afterhours: "Come pararsi il culo e la coscienza è un vero sballo, sabato in barca a vela, lunedì al Leoncavallo." Curiosità: oggi gli Afterhours sono tra gli artisti doverosamente e anticonformisticamente schierati con Pisapia, il più radical chic che ci sia.

**Aggiungo una nota che svilupperò in un prossimo post: Pisapia non è Stalin, come dice erroneamente Berlusconi, ma Obama. O, almeno, così lo vedono i patetici rivoluzionari dei salotti buoni milanesi.