“L’ufficiale e la spia” di Robert Harris

Romanzo storico divorato durante la vacanza in Croazia, grazie alla scelta di muoverci sempre e solo in traghetto e lasciar perdere l’auto. Argomento: il caso giudiziario di Alfred Dreyfus, ufficiale ebreo dell’esercito francese condannato per spionaggio nel 1894 e imprigionato 4 anni sull’isola del Diavolo in condizioni disumane, malgrado la sua assoluta innocenza. Il punto di vista e’ quello di un altro ufficiale, Georges Picquart, che indagando su un altro caso di spionaggio capisce che in realtà la spia e’ una sola, e non è Dreyfus. Da qui i suoi tentativi di riaprire il caso, malgrado l’ostilità dei vertici militari e politici, che gliela fanno pagare cara. A ostacolarlo c’è l’ottusità, l’orgoglio, l’eccesso di ambizione, il servilismo, l’antisemitismo, ma anche il patriottismo, dentro e fuori l’esercito (essere una spia dei tedeschi che avevano appena umiliato la Francia a Sedan nel 1870 era peccato mortale!!). Altro fattore importante sono i media dell’epoca, cioè la stampa, decisiva nel muovere l’opinione del popolo: prima nel fomentare lo sdegno e la gogna, poi nella riabilitazione, compresa la famosa campagna di Zola contro le autorita’, con il suo J’accuse. Insomma, gran brutta storia, gran bel libro.

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