Fiat Lux (pezzo di Mario Sechi sul Foglio)

A me, ignorante conclamato in economia, l’acquisizione di Chrysler da parte della Fiat di Marchionne sembra una buona notizia. Forse addirittura una grande notizia. Sarà per questo, che in Italia nessuno le ha dato importanza. Forse perché qui Marchionne deve apparire come il cattivo padrone delle ferriere, stile 1800. Tranne sul solito Foglio. Gli articoli “tecnici” non li leggo nemmeno. Quello intelligente e divertente di Mario Sechi, invece, sì. Ecco l’inizio:

Il 2014 si apre nel segno di Sergio Marchionne, manager dei due mondi, imported from Chieti e temprato a Toronto. Il primo dell’anno (mercoledì) Fiat fa il botto americano: firma l’accordo con il fondo Veba e acquista il cento per cento di Chrysler, colosso dell’auto made in Usa. In Italia la reazione alla notizia è come il cenone: è ancora in fase digerente e l’accoglienza da parte della classe dirigente, il cosiddetto establishment, appare come l’annuncio della temperatura di Bucarest ai tempi della Rai in bianco e nero: non pervenuta.

Completo (qui).

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13 commenti su “Fiat Lux (pezzo di Mario Sechi sul Foglio)

  1. Frank77 ha detto:

    “Sarà per questo, che in Italia nessuno le ha dato importanza”

    Scusa ma tu e Sechi eravate in Italia in questi giorni?
    Perchè dell’accordo se ne è parlato in tutte le salse.

  2. vincenzillo ha detto:

    frank77, “Scusa ma tu e Sechi eravate in Italia in questi giorni?
    Perchè dell’accordo se ne è parlato in tutte le salse.”

    Veramente il pezzo di Sechi riporta gli argomenti che tenevano banco sulla scena politica, e quello praticamente non figura.

  3. Frank77 ha detto:

    Sechi riporta quel che vuole riportare, e poi per l’Italia mica è una buona notizia.

  4. vincenzillo ha detto:

    frank77, “Sechi riporta quel che vuole riportare, e poi per l’Italia mica è una buona notizia.”

    Sechi riporta più o meno quello che passava come notizia del momento. E perché non sarebbe una bella notizia?

  5. Lugh ha detto:

    “per l’Italia mica è una buona notizia.”

    La Fiat ha capito che è ora di cambiare aria. In Italia non possiamo permetterci di giocare a fare i grandi imprenditori che innalzano i “gloriosi marchi made in Italy” (anche se poi sono fatti in Marocco). Ci è andata di culo cinquant’anni fa, ma da allora abbiamo campato di rendita. Limitiamoci a fare l’olio, il vino e i tarallucci, certe cose lasciamole fare agli americani, che se sono la prima potenza al mondo un motivo ci sara. E inoltre se la Fiat si dovesse trasferire in America l’Italia risparmierebbe un sacco di soldi in sovvenzioni pubbliche, che mi pare di aver capito siano l’unica cosa che teneva in vita artificialmente l’azienda.

  6. peppone ha detto:

    C’è da dire che chi parla di aiuti di stato alla Fiat spesso è così ignorante da contare anche la cassa integrazione ordinaria, che per chi non lo sapesse è una forma di assicurazione che viene ripagata dalle stesse imprese attraverso contributi e quindi non pesa sulle tasche del contribuente, se in Italia non ci si può permettere di fare i grandi imprenditori è per colpa della massa di idioti che hanno portato il vessillo del piccolo è bello, illudendosi che quattro disgraziqti che lavorano in un seminterrato 14 ore al giorno potesero reggere la concorrenza dei paesi in via di sviluppo.
    Avevamo negli anni 70 un industria chimica , elettronica e meccanica di precisione ai primi posti nel mondo, non è stata fortuna 50 anni fa ma idiozia di una classe politica negli anni 70-80 miope e attaccata ai propri privilegi, adesso che i soldi stanno finendo le zecche non mollano, abbiamo ancora la classe politica e i suo seguito nelle banche e nella pubblica amministrazione più esosa del mondo.
    Finchè sarà così le imprese con ancora qualche possibilità di salvarsi fanno benissimo a scappare, e i risparmiatori a mettere una parte significativa dei propri soldi lontano dalle grinfie dei politicanti italiani.
    L’ olio è proprio un esempio di quanto gli italiani siano arretrati e malmessi, in Spagna, Marocco e in altri paesi mediterranei hanno capito che difendere gli ulivi centenari per poi andare a buttare giù le olive a mano è da dementi, hanno piantano uliveti a filari con la raccolta automaztzzata e producono olio di qualtà perfettamente accettabile a costi che sono un quarto dei nostri e ormai chi non produce olio extraverginbe di primissima qualità a 10-15 euro al litro è un morto che cammina senza speranze di sopravvivere, il 90% dell’ oilo che consumiamo arriva da altri paesi.
    L’idea che se un impresa va a portare i propri soldi in America sia da considerare una buona notizia è perfettamente normale in un paese che per tenere in piedi una carrozzone inutile come Alitalia ha buttato nel cesso 5 miliardi di euro.

  7. Frank77 ha detto:

    “Limitiamoci a fare l’olio, il vino e i tarallucci, certe cose lasciamole fare agli americani, che se sono la prima potenza al mondo un motivo ci sara”

    Non esageriamo:che le Chrysler rispetto alle Fiat eran dei catorci.Non parliamo rispetto a Giapponesi o Tedeschi.

  8. Lugh ha detto:

    Vedi di far poco l’arrogante Peppone, che sai solo insultare.

    http://www.repubblica.it/economia/2013/11/20/news/fiat_riceve_dallo_stato_pi_di_quanto_versa_il_ricorso_alla_cig_superiore_ai_contributi-71420578/

    E sulla storia dell’olio e del vino mi sa che non ci sei arrivato, nonostante fai tanto lo spaccone. Non solo stavo facendo ironia sull’incompetenza italiana in genere (mentre il tuo mi sembrava un discorso nazionalista che cercava facili capri espiatori), ma avevo in mente discorsi simili sentiti da vari sinistrorsi, che fino a oggi infamavano la grande industria e difendevano a spada tratta le aziende prive di speranza.

  9. Lugh ha detto:

    E nei commenti dell’articolo di Repubblica mi pare che abbondino gli “ignoranti” come me.

  10. peppone ha detto:

    Il semplice inconfutabile fatto che la cassa integrazione ordinaria é coperta al 100% da specifici contributi pagati dalle aziende che aumentano automaticamente in base alla utilizzo che se fa ( e che quindi dire che viene pagata dal contribuente é semplicemente falso ) non cambia anche se milioni di persone sono convinte del contrario. In Italia l’ unica impresa che sia mai stata condannata dalla comunitá europea per aver ricevuto illeciti aiuti di stato si chiama Mediaset per il miliardo di euro usato per incentivare quel fallimento imprenditoriale che si chiama Mediaset Premium , in quel caso Silvio ha pagato la multa e fatto finta di niente, non era una bella pubblicità con i suoi elettori.

  11. Lugh ha detto:

    Non mi pare che il pezzo di Repubblica si riferisse solo alla cassa integrazione. E se Mediaset è l’UNICA azienda italiana (addirittura se ne è occupata la SERISSIMA comunità europea? Non solo la cassazione?) che ha ricevuto finanziamenti illeciti dallo stato vuol dire che la situazione del belpaese è migliorata in maniera mostruosa! Magari si accorgono anche che presso le cascate del Niagara c’è un punto dove esce un po’ d’acqua. E come mai adesso difendi l’azienda di quello stesso Marchionne che è stato infamato dalla sinistra negli ultimi anni? Hai delle azioni Fiat?

  12. peppone ha detto:

    Forse perché non sono mai stato di sinistra, ma cerco di usare la mia testa, quando leggo che la cassa integrazione è un aiuto alle imprese pagato dal contribuente lo considero una stupidaggine sia se lo dice Repubblica che se lo dice il Giornale
    L´ astio che accomuna i militanti di sinistra e i militanti di destra nei confronti della Fiat, con tutti i difetti e gli errori che può aver fatto è semplice caso di idolatria della politica, è allergia all’ esistenza di poteri non controllabili dal politicante di turno. Evidentemente non penso che i casi di favori a imprese amiche fatte con soldi pubblici siano rari in Italia, semplicemente penso che criticare la Fiat e poi fingere di non vedere che da quel punto di vista Mediaset sia sta anche peggio è ipocrita.
    Il caso di Mediaset non è poi così piccolo, un miliardo di euro buttati nel cesso non sono briciole.

  13. Lugh ha detto:

    http://www.businesspeople.it/Business/Economia/Gli-aiuti-di-Stato-alla-Fiat-dal-1977-a-oggi_38586

    “è semplice caso di idolatria della politica, è allergia all’ esistenza di poteri non controllabili dal politicante di turno”

    La mia critica alla Fiat non è certo politica, ma puro, becero e semplice anti-italianismo, anche perché sinceramente neanche sapevo dell’ostilità berlusconiana alla Fiat e non me ne frega neanche nulla. Non sarò sicuramente un faro di obiettività, ma mi pare che anche tu non faccia eccezione. Inoltre ti faccio notare che Vincenzillo, berlusconiano doc che ha riportato un articolo de Il foglio, ha difeso Marchionne, quindi ri-sottolineo il mio pregiudizio anti-patriottico e non certo destrorso!

    “e poi fingere di non vedere che da quel punto di vista Mediaset sia sta anche peggio è ipocrita.”

    Di merda sarà messa anche di merda, ma PEGGIO della Fiat no. La Fiat ha ricevuto oltre 7.6 miliardi di euro… perdipiù lecitamente. E a proposito di ipocrisia solo poche settimane fa avevi attaccato i forconi proprio sulla questione di essere formati da contadini e autotrasportatori, ovvero due categorie ampiamente supportate dallo Stato. Inoltre la mia obiezione su Mediaset era sul fatto della presunta unicità di azienda italiana ad aver ricevuto finanziamenti illeciti.

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