La lingua finta delle “pari opportunità”

Quando usi una lingua finta, sei condannato a mentire sempre, che tu lo voglia o no. Questo ho pensato, quando ho visto ciò che hanno fatto quelli del nostro zelante ministero delle “pari opportunità” (nome che più finto non si può): le imperdibili istruzioni per i cittadini davvero rispettosi della cosiddetta “comunità lgbt” (altro concetto che più falso non si può). Naturalmente, in nome della libertà di espressione, ma come la intende il progressismo più spinto. Bell’editoriale del Foglio (qui).

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2 commenti su “La lingua finta delle “pari opportunità”

  1. peppone ha detto:

    Dicendo “Quando usi una lingua finta, sei condannato a mentire sempre, che tu lo voglia o no” pensavo che tu parlassi dei cretini bigotti che per evitare di ammettere di adorare un vecchio puttaniere mentalmente disturbato negano l’evidenza.
    Pensate veramente di esser meno ridicoli?
    Ma si sa il vostro politicamente scorretto si ferma sempre e diventa ipocrita opportunismo quando il disordine morale è in casa del Capo.
    Non ho mai sentito fare commenti “scorretti” nei confronti del genero del SIlvio, per esempio, forse perchè se i progressisti hanno le loro idee balzane la cosa che trovo altrettanto ridicola è la consuetudine dei militonti peronosti berlusconiani di abbeverarsi alle pagine di giornalucoli come il Foglio per sapere come devono pensare.
    Poi si prendono sul serio definendole adirittura “la verità” le stronzate di Rocca oppure gli equilibrismi degni di Tartufo di chi si dichara cristiano e poi non ha il coraggio di ammettere che la difesa della mercificazione del corpo umano e della degradazione del sesso fatta per leccare il sederino ad un vecchio frequentatore di baldracche minorenni sono ben peggio di un raporto omosessuale basato su affetto reciproco, e questo l’ha fatto notare anche il Papa , quindi ziiti e a cuccia!
    Insomma siete peggio della Boldrini, proprio perchè il dogmatismo di chi è convinto di possedere la verità vi annebbia la mente come quasiasi ideologia.
    poi quando la chiesa invece di schierarsi in quella che per voi dovrebbe essere la sua posizione “naturale” bada al sodo e alla parola di Cristo vi scandalizzate…..

  2. vincenzillo ha detto:

    peppone, “adorare un vecchio puttaniere mentalmente disturbato”

    “Vecchio” è vecchio, almeno all’anagrafe.
    “Puttaniere” non credo lo sia, in senso tecnico.
    Tuttavia, l’espressione “vecchio puttaniere”, presa nel suo insieme, ha in sé un qualcosa di giocoso che ben gli si addice.
    “Mentalmente disturbato” non c’è dubbio, perché oltre all’evidente megalomania, uno sano di mente avrebbe tranquillamente continuato a fare il Luca Cordero di Montezemolo, che la politica sì ma anche no, nel senso che le protezioni sì ma le urne no.
    L'”adorare”, invece, non te lo passo. Non perché il tipo non sia adorabile, ma perché sarebbe idolatria, e l’idolatria la lascio alle isteriche donnette, maschi e femmine – ecco le vere pari opportunità! – del parlamento, dei media, del web, dei social media etc.

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