Gli ultimi 20 anni sono incostituzionali?

Ieri sera, scanalando, mi trovo di fronte al finissimo costituzionalista Michele Ainis. In apparenza, ha l’aria innocente dello studente che, in assenza del prof, è costretto suo malgrado a mantenere ordine e disciplina tra i compagni di classe, scapestrati e negligenti. In realtà, è chiaro che il ruolo gli ha già un po’ dato alla testa. Tradotto in linguaggio veritativo, il suo pensiero è questo: I Sacri Giudici della Sacra Consulta, bocciando quella porcata del Porcellum, hanno sancito una volta per tutte che fare uscire una maggioranza chiara dalle urne va contro la Sacra Costituzione. Lungi dai Sacri Giudici fare le leggi, eh, ma se proprio quei miserabili dei politici dovessero implorarli di fare una nuova legge elettorale, ecco già pronta una bella legge elettorale proporzionale, fresca fresca, l’unica in linea con la Sacra Costituzione.

In un flashback da film dell’orrore, vengo catapultato indietro di 25 anni. Eccomi giovane studentello anni 80, totalmente impolitico, che però ha abbastanza chiare alcune cosette sul sistema proporzionale in Italia: 1) ogni 6 mesi cambia il governo; 2) i politici fanno quel cazzo che gli pare, montano e smontano alleanze dalla sera alla mattina; 3) prima delle elezioni, nessuno dichiara mai agli elettori cosa vuole fare, perché tanto i veri giochi si fanno dopo; 4) la politica, fatta così, è tutto un giochetto, un pallottoliere tra politici.

Piccolo salto in avanti, diciamo anni 90, ed ecco che sento i più avveduti tuonare per la democrazia e la legalità, e contro le preferenze: per loro, le preferenze sono sinonimo di voto di scambio, clientelismo, praticamente mafia. Buuu preferenze buuu.

Poi, anni 2000, maturo la convinzione che ho ancora oggi: bisogna dare più forza al potere esecutivo. In quale forma lo propongano i politici, ma il succo dev’essere quello. E c’è un unico uomo politico che, praticamente da solo, dal 1994 trascina tutto il paese in quella direzione. Due partitoni, uno di dx e uno di sx, sistema maggioritario, cambiare la costituzione. Cambiare intanto la politica, per costringere poi la costituzione ad adeguarsi. Che la forma si adegui alla sostanza, la formula astratta alla realtà, la burocrazia alla vita. La legge elettorale in senso maggioritario è solo uno dei modi di arrivare a quel risultato. Non faccio il nome del politico perché è sconveniente.

Fine del flashback. Oggi non credo che si tornerà davvero al proporzionale, perché mi sa che anche al Pd non sta bene. Ma che spettacolo i grillini che tuonano per la democrazia e la legalità, e per quelle preferenze in odore di mafia. E i centristi che tuonano per la governabilità – tradotto: che loro siano al governo – e per quel proporzionale che da noi è sempre stato la massima instabilità. E tutta la sinistra, politica e mediatica, piena di sessantottini rivoluzionari che volevano abbattere lo stato, e ora è in ginocchio davanti ai Sacri Giudici e alla Sacra Costituzione. Per loro, tutto può cambiare, anzi tutto DEVE cambiare, subito!, immediatamente!, adesso!, tranne ciò che poi, dopo 20 anni, farà tornare tutto come prima: la Sacra Costituzione. E quel famoso uomo politico? Il giorno stesso della sua decadenza da senatore era in piazza a ripetere quelle 3 parole che nessuno vuole sentire: 1) cambiare; 2) la; 3) costituzione.

PS. 1: Ah, poi ci sono anche i giudici che hanno appena fatto decadere quell’uomo politico. Ma non sono mica gli stessi giudici, eh, non è mica un gomblotto! Tutto alla luce del sole, trasparenza, legalità, quindi tutto bene.

PS. 2: Ecco uno dei libri dello zelante guardiano della Sacra Sindo… ops, Costituzione, Michele Ainis (qui) e un suo articolo (qui).

PS. 3: Una parte di questo post è stata pubblicata oggi 5/12/13 sul Foglio online (qui).

PS. 4: Uscita anche sul Foglio cartaceo oggi 6/12/13, tra le lettere al direttore.