Gli intellettuali più snob del mondo

Gli intellettuali italiani hanno tutti la puzza sotto il naso. Certo, probabilmente anche molti intellettuali stranieri ce l’hanno, ma da noi di più. Lo snobismo è conditio sine qua non: o ce l’hai o non sei un vero intellettuale. Questo snobismo agisce come un presidio occhiuto delle aree “sacre”.

È prima di tutto controllo della lingua. Concetti come “scrittore” o “letteratura” devono essere vigilati molto attentamente dai sacri Guardiani. Guai se vi accedesse un comune mortale!

Questo atteggiamento ridicolo meriterebbe una sana pernacchia via satira, se da noi la satira non fosse totalmente e volontariamente sottomessa agli intellettuali snob. Intendo quella satira che fa battute e battute su Fabio Volo scrittore, ah ah che ridere, Fabio Volo scrittore, ah ah, ma non ha il coraggio di tirare mai in ballo i mostri sacri, come il noiosissimo Magris, il prolisso Eco eccetera.

Sia chiaro, una graduatoria di valore è giusto e naturale che esista, ma chi pubblica è uno scrittore. Punto. E chi è scrittore entra di fatto nella letteratura. Punto. La letteratura è una cosa viva, come vivi sono gli scrittori, anche quelli morti. Il resto sono seghe di segaioli snob.

Purtroppo, tra gli effetti deleteri di questo snobismo c’è la sudditanza. Della satira, ma non solo. Anche degli scrittori stessi, che soffrono se non gli viene riconosciuto il rango di “vero scrittore”, nemmeno alla milionesima copia venduta. Anzi, lì si rinforza il sospetto dei Guardiani.

È esattamente come il “cinema d’autore”, che viene spacciato come l’unico “vero cinema”. Da questo penoso equivoco nascono sterili diatribe su che cosa è cinema e cosa non lo è. Transformers non è cinema, i mattonazzi neorealisti sì. Vacanze di Natale non è cinema, Sorrentino sì. Ma quando mai! Anche il cinema, come la letteratura, è una cosa viva.

Si potrebbe, poi, stilare anche una bella classifica dello snobismo, di cui porto un ottimo esempio: Curzio Maltese, che riunisce tutto in una sola frase, “Volo non è letteratura, Zalone non è cinema” (qui). Un esempio di chi invece è sulla via giusta è tale Filloley, segnalato da Christian Rocca (qui).

(Ah, per la cronaca: non ho visto Masterpiece, ho letto l’articolo di Volo ma non i suoi libri, e ho letto solo un pezzo dell’articolo di Curzio Maltese, prima di stracciare la Repubblica.)

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6 commenti su “Gli intellettuali più snob del mondo

  1. peppone ha detto:

    Sei un masochista, hai proprio bisogno di leggere Repubblica ?
    Sul fatto che gli snob siano personaggi ridicoli sono d’accordo, anche se quanto a snobismo presuntuoso e saccente il Foglio sia sui livelli di Repubblica, semplicemente sventola un altra bandiera.
    L’unica cosa su cui non sono assolutamente d’accordo è la snobistica affermazione che Magrsi sia “noioso” io trovo molto più noiosa la scrittura fatta al 99% di luoghi comuni e clichè modaioli di Volo, di cui sono riuscito a leggere una cinquantina di pagine, di un libro divertente, interessante e appassionato come “Danubio” di Magris ( http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/danubio.htm ).

  2. Anonimo ha detto:

    Noioso Magris. Ehi ha recensito il mio libro in prima sul corriere tanti anni fa. E’ un santo, altroché. E Danubio un gran libro.

  3. vincenzillo ha detto:

    peppone, “Sei un masochista, hai proprio bisogno di leggere Repubblica ?”

    E’ pur sempre il giornale più venduto in assoluto, e “trendmaker” tra le fighette italiane. Per una ragione o per l’altra, che io lo voglia o no, mi capita sempre sottomano, vivendo io circondato da tali fighette. Per evitarlo, dovrei andare a vivere nei boschi, il che mi farebbe ricadere in uno dei cliché di Repubblica, tipo “Into the wild”, e per me sarebbe anche peggio.

  4. vincenzillo ha detto:

    ferro, “Noioso Magris. Ehi ha recensito il mio libro in prima sul corriere tanti anni fa. E’ un santo, altroché. E Danubio un gran libro.”

    Allora facciamo così: è noioso, tranne quando recensisce i libri di ferro. I suoi, però, sono di piombo.
    Poi è ovvio che non lo siano tutti dalla prima all’ultima pagina, ma una satira degna di questo nome li dovrebbe trattare così, come minimo. E non, invece, limitarsi a colpire sempre, pigramente e paraculamente, i soliti noti.

  5. mauro ha detto:

    l’altra sera ho rivisto un vecchio film,”lo sport preferito dall’uomo”.
    non vorrei sembrarti snob,ma lo preferisco mille volte a sorrentino a zalone e a tutti i cinepanettoni degli ultimi ventanni.
    poi,oh,i gusti sono come l’ombelico,ognuno c’ha il suo.

  6. vincenzillo ha detto:

    mauro, “l’altra sera ho rivisto un vecchio film,”lo sport preferito dall’uomo”.
    non vorrei sembrarti snob,ma lo preferisco mille volte a sorrentino a zalone e a tutti i cinepanettoni degli ultimi ventanni.
    poi,oh,i gusti sono come l’ombelico,ognuno c’ha il suo.”

    Ci mancherebbe altro. Benedetti siano i gusti. Maledetto sia lo snobismo, tranne in casi particolari.
    E’ profondamente umano avere dei gusti, è un diritto inalienabile, direi. E’ sanissimo e fruttuoso usarli per orientarsi nel mondo, come prima forma di “adesione” o “rifiuto” delle cose. Coltivarli, o anche cambiarli. L’importante, però, è che si conservi la consapevolezza che sono, appunto, gusti soggettivi. Gli intellettuali snob non mi irritano per i loro gusti, ma perché vorrebbero rendere indegni, illeciti, illegittimi, i gusti degli altri e ciò verso cui si orientano. Questo mi irrita da pazzi.
    Poi, come dicevo, una gerarchia di valore è naturale che ci sia, ma l’elemento soggettivo, il gusto, non deve accecare il giudizio. In questo senso, è chiaro che alcune commedie sono migliori di altre, e ti assicuro che i più sani di mente fra gli sceneggiatori di oggi lo sanno benissimo, e le tengono come fari nella notte.

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