Contrordine, compagni: ora “socialista” va bene

Ce l’hanno detto e ripetuto in tutte le salse, per 30 o 40 anni, gli Scalfari, i Travagli, i Santori, i Serra, i Crozza, tutti in un coro unanime e assordante: socialista = ladro!!! Con bava alla bocca e monetine. Con questo ricatto morale hanno paralizzato il naturale sviluppo della politica italiana dopo il 1989, tenendo in ostaggio la sinistra, eliminando di fatto l’opzione socialista, forzandola a diventare giacobina come loro (e così paralizzando anche la destra, come dicevo poco fa (qui)). Ma ora, ecco il dietrofront. Michele Serra dice che “socialista” non è uguale a “ladro”. Così, di punto in bianco, come se fosse nato stamattina. Mai stati anti-socialisti, loro! Per fortuna, si è beccato le mazzate da zamax (qui), Vitiello (qui) e Marcenaro (qui).

Il nodo irrisolto della politica italiana

In un post di zamax ho trovato un’espressione che mi sembra particolarmente efficace, per descrivere il vero problema di fondo della politica italiana:

il nodo irrisolto della tragicomica politica italiana: gente incapace di essere politicamente progressista senza piegarsi al giacobinismo, e gente incapace di essere politicamente conservatrice per paura di passare per fascista.” (qui)

Tutto il resto, e cioè tutto ciò che infiamma il nostro folcloristico dibbbattito sui media (legge elettorale, classe dirigggente, precari, crisi, crescita, occupazione, questione morale, corruzione, batman, olgettine, ruby, abolizione province, dimezzamento parlamentari, imu, auto blu, scontrini dei parlamentari, legalità, primarie, evasori, giovani, europeismo, anti-europeismo) appartiene a due categorie: o è fumo negli occhi, o comunque viene dopo.