Nichi Vendola, da nuovo Che Guevara a zerbino dei potenti

Non voglio nemmeno ascoltarla, l’intercettazione tra Nichi Vendola, nobile difensore degli oppressi targato Sel, e tale Archinà, uomo delle pubbliche relazioni dell’Ilva di Taranto, i capitalisti cattivi. Non mi piace, ascoltare le intercettazioni. Per una volta mi fido della stampa, che parla di “familiarità e osceno servilismo” (qui). Familiarità. Come farà, adesso, il nobile Nichi, a presentarsi ancora come puro? Osceno servilismo. Come farà, adesso, il coraggioso Nichi, a presentarsi come impavido difensore dei deboli? L’ex governatore della Puglia si difende dicendo che quella persona gli serviva per arrivare alla mediazione con l’Ilva. Beh, in un paese civile, la mediazione è l’anima della politica, quindi non ci sarebbe niente di strano. Peccato che nella “narrazione” di Nichi, invece, esistano solo i buoni contro i cattivi, gli operai contro i capitalisti, i puri contro i corrotti, i Vendola contro i politici. Eh, caro Nichi, anche tu hai dato il tuo bel contributo ad accrescere la “familiarità e l’osceno servilismo” tra i giornalisti d’assalto e le procure. Se vuoi proprio querelare tutti i responsabili di questo ignobile attacco, querela per primo te stesso.

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