Silvio, Fabio, la setta e molto altro

Fine settimana ricco di spunti, ma con poco tempo per organizzarli decentemente. Quindi, un bel post confusionario, o fore solo apparentemente.

1. Fabio Volo scrive sul Corriere della Sera, la setta si indigna. Succo dell’articolo di Fabio Volo: “Io vendo milioni di copie raccontando quello che mi pare. Dovrei vergognarmi?” Succo degli insulti via Twitter: “La cultura è morta.” In questo modo, gli adepti di una cosa che potremmo chiamare “cultura alta”, dimostrano di idolatrare non solo questa “cultura alta”, ma anche le pagine culturali delle gazzette come il Corriere, da loro erette a spazio sacro per un rito tra pochi eletti.

2. Angelino Alfano lascia Berlusconi, la setta tifa per lui. Succo delle intenzioni di Alfano: radunare tutto il centro-destra in un unico grande soggetto. Succo di ciò che realisticamente potrebbe avvenire: radunare un po’ di ex democristiani “risucchiandoli” (copyright zamax) dal centro e dalla sinistra. Succo di ciò che spinge la sinistra politica e mediatica a fare spudoratamente il tifo per Alfano: il sogno giacobino di deberlusconizzare la destra, la politica, l’Italia e la Galassia.

3. A dimostrazione di quale sia il reale respiro dell’operazione di Alfano, arriva il sostegno di Luca Cordero di Montezemolo, l’eterno scendo-non-scendo, che dopo l’adesione-non-adesione al partito di Mario Monti è diventato salgo-non-salgo. E infatti, sempre al 4% è rimasto.

4. Ieri mi capita sott’occhio la prima pagina di Repubblica (giuro, non l’ho comprata io) e scopro il primo miracolo di Alfano: riuscire a far scrivere a Eugenio Scalfari la parola “socialista” senza associarvi le classiche monetine. E’ bastato poco, perché il maestro dei maestri cominciasse a sognare, per l’Italia, una destra fatta di “moderati e liberali” e una sinistra fatta di “liberal-socialisti”. Certo, si potrebbero fare altre considerazioni, ma io oggi voglio solo pensare positivo come Jovanotti, e quindi trovare il termine “socialista” censurato per vent’anni, in un editoriale del censore maximo, mi ridà qualche speranza che anche da noi prima o poi la sinistra comincerà a fare politica come nel resto d’Europa. Repubblica, Renzi e cattocomunisti permettendo.

5. Sempre prima pagina di Repubblica. Curzio Maltese è uno di quelli che per 20 anni ha dipinto un Berlusconi inesistente. Per l’ennesima volta Silvio ha dimostrato di che pasta è fatto davvero, mediatore e “costruttivo” (copyright zamax), e lui che fa? Siccome non può insultarlo dandogli del “Mussolini”, lo insulta dandogli del “democristiano”. Un caso di psichiatria politica.

6. E per finire, il caso Cancellieri dimostra chi detta la linea, nel Pd. Forse i 4 candidati alla segreteria? Ce lo dice l’Andrea’s Version di sabato (qui).

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6 commenti su “Silvio, Fabio, la setta e molto altro

  1. Frank77 ha detto:

    Marcenaro col suo articolo dimostra di non capire ne quale sia la linea dei candidati PD ne quale sia quella di Repubblica.

  2. vincenzillo ha detto:

    Frank77, “Marcenaro col suo articolo dimostra di non capire ne quale sia la linea dei candidati PD ne quale sia quella di Repubblica.”

    Cioè, mi stai dicendo che i 4 non hanno abbracciato per puro interesse elettorale la collaudata linea del giornalismo giacobino, che si articola in sfiducia, dimissioni, game over, kaputt?

  3. peppone ha detto:

    Sta dicendo che semplificare in malafede e demonizzare il nemico è stupido sia se lo fanno quelli di Repubblica che se lo fanno quelli del Foglio.
    Io trovo abbastanza mediocri tutti i candidati alla guida del PD, ma l’evidenza di differenze mastodontiche tra i 4 rende surreale la posizione del militante che ha bisogno di leggere la sua “pravda” per convincersi che sono solo burattini manovrati dalla “spectre” di Repubblica.
    Per quanto riguarda la grandezza del Berlusconi “mediatore e costruttivo” è la solita storia, mettere insieme una armata composta da posizioni inconciliabili e poi lamentarsi se poi quando hai qualche responsabilità lo scontro tra le fazioni interne ti impedisce di fare qualsasi cosa.
    Nel caso di Volo merita lo stesso rispetto di Repubblica, se il Foglio vende un centesimo della copie di Repubblica c’è poco da fare gli snob presuntuosi, si deve vergognare chi non trova un cane dipsosto apagare per comperare quel che scrive e deve vivere di parassitismo come quella zecca di Ferrara e i suoi galoppini come Marcenaro.

  4. vincenzillo ha detto:

    peppone, “l’evidenza di differenze mastodontiche tra i 4 rende surreale la posizione del militante che ha bisogno di leggere la sua “pravda” per convincersi che sono solo burattini manovrati dalla “spectre” di Repubblica.”

    Mastodontiche non lo so. Di certo si assottigliano fino a scomparire, sul caso che serve a raggranellare i voti dei giustizialisti, la “pancia” del Pd.

  5. Frank77 ha detto:

    “Cioè, mi stai dicendo che i 4 non hanno abbracciato per puro interesse elettorale la collaudata linea del giornalismo giacobino, che si articola in sfiducia, dimissioni, game over, kaputt?”

    Intanto Cuperlo non ha mai detto che la Cancellieri deve dimettersi. La decisione delle dimissioni è semplicemente quella di un paese civile,la Idem per molto meno si è dimessa.
    Repubblica sul caso Cancellieri non ha una linea,visto che Scalfari e Merlo si son pronunciati a favore della Cancellieri mentre Mauro contro.

  6. vincenzillo ha detto:

    frank77, “La decisione delle dimissioni è semplicemente quella di un paese civile,la Idem per molto meno si è dimessa.”

    Eh, anche a me piacerebbe molto viverci, in un paese civile. Tipo uno in cui le intercettazioni vengono pubblicate con un’accortezza infinitamente maggiore che in Italia, sulle colonne dei maggiori quotidiani. Confido che prima o poi lo diventeremo. Nel frattempo, io prendo atto del grado attuale di civiltà e infatti ero contrario anche alle dimissioni della Idem.
    Quanto a Marcenaro, è chiaro che è un po’ sommario, ma la sostanza è quella, dai (Cuperlo si differenzia solo nella misura, non nella sostanza. E di solito la linea la incarna il direttore, cioè Mauro.)

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