Le pensioni e il patto con lo stato

La settimana scorsa, qualche genio ha pensato di recuperare un po’ di soldini tagliando le pensioni. Non è la prima volta, e come ogni volta tirano fuori le solite storie delle baby pensioni, delle pensioni d’oro e tutto il resto. Tutto fumo negli occhi, pura demagogia, che non fa altro che propagare sentimenti di odio sociale: scatenare una parte della società contro un’altra. Il tutto, per mascherare l’eterna incapacità di tagliare la spesa. Tagliare una pensione, sia essa baby, d’oro, di platino o di stagno, significa rompere a posteriori il patto tra il cittadino e lo stato. E proporlo significa mettere in questione quel patto. Vedi alla voce lungimiranza.

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3 commenti su “Le pensioni e il patto con lo stato

  1. peppone ha detto:

    Mi sembra un ragionamento degno di Vendola o della Camusso.
    La dura realtà è che il 90% della differnza tra la spesa pubblica italiana e quella di TUTTI gli stati europei è nelle pensioni.
    Se la spesa per le pensioni in essere è pari al 17% del PIL mentre la media europea è del 11% questo significa che per pagare queste pensioni le imprese e i lavoratori italiani pagano 100 miliardi di tasse in più all’anno.
    Si può tranquillamente proseguire così, senza rompere a posteriori un patto che non è stato tra “i cittadini” è “lo stato”, ma tra politici che hanno comperato il consenso concedendo privilegi insostenibili a milioni di persone e gli stupidi che pensavano che la cuccagna potesse non finire mai.
    Io non ho fatto nessun patto e penso che negare un problema illudendisi che prosaeguire a testa bassa col paraocchi solo per salvare la reputazione di qualche cretino del passato è un suicidio.
    Alla fine come è successo quando la stupidaggine di chi negava la crisi l’ha peggiorata 10 volte il conto arriverà, e i cretini che si sono fidati pagheranno 10 volte di più.
    Fortunatamente la soluzione “all’Italiana” è gia stata trovata, invece di fare i conti bene e intervenire su quelle pensioni molto oltre il minimo vitale che sono regalate in quanto non coperte da contributi sufficenti si sta semplicemente bloccando la rivalutazione di TUTTE le pensioni così trionfa il motto italiano “chi ha avuto, ha avuto , ha avuto, chi ha dato , ha dato , ha dato, scordammoce o passato”.
    Nel frattempo le imprese strozzate dalle tasse chiudono e i contributi che stai pagando finiscono tutti per pagare pensioni in essere, quando sarai vecchio tu i soldi per la tua pensione semplicemente non ci saranno, inizia a risparmiare molto, se hai un minimo di coscenza.

  2. Frank77 ha detto:

    A parte che le pensioni fanno parte della spesa pubblica,anzi sono la voce più rilevante oltre ad essere l’unica che continua a crescere incessantemente,ma tu non eri favorevole alla riforma Fornero e adesso dici che si rompe il patto col cittadino?

  3. peppone ha detto:

    Mi sembra la retorica dei diritti acquisiti, forma banalizzata del contratto sociale di Rosseau, una forma di idolatria dello stato per cui se un datore di lavoro non ha più i soldi per pagarti ti lascia giustamente a casa, mentre lo stato può sempre trovare i soldi impoverendo qualcun altro per mantenere impegni insostenibili.
    Finchè non si capirà che lo stato non può creare ricchezza in nessun modo e quindi qualsiasi forma di generosità da parte dello stato sarà sempre basata sull’impoverimento di qualcun altro e quindi l’unica lungimiranza è nella sostenibilità degli impegni e non nella retorica utile solo a comperare voti di chi difende solo chi già ha divorando il futuro dei giovani.
    Poi i cretini complottisti potranno dare la colpa alla Merkel o a tutti gli altri statisti europei che stanno tirando fuori dalla recessione tutti gli altri stati europei ( comperse Spagna, Iralnda e Portogallo ) se stranamente gli unici che continuano a peggiorare siamo noi.

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