Balotelli, Barilla e il ricatto dei media

La si pensi come si vuole su Mario Balotelli, come calciatore e come uomo. Quello che mi ha colpito in questi giorni è il trattamento che gli ha riservato la Gazzetta dello Sport. Prima lo nomina, senza interpellarlo, “calciatore anti-camorra”. Poi, quando lui si defila da questo ruolo, lo copre di sospetto. Per me, una persona ha tutto il diritto di non accettare un ruolo che gli attribuiscono gli altri. Specie se è un ragazzo di vent’anni. Come ha scritto lui stesso nel famoso tweet in cui si è defilato, lui vuole solo giocare a pallone, e si augura che tutti i ragazzi lo possano fare dove gli pare. Non ha altri “messaggi” da dare. Non vuole essere un simbolo. Che c’è di sbagliato, in questo? Per me, è abbastanza normale. Essere un’icona è un compito che non tutti vogliono assumersi. Certo, la società è a caccia di buoni esempi, ci mancherebbe altro, ma se uno non se la sente, non se la sente e basta. Perché bisogna per forza insospettirsi? La Gazzetta, invece, sospetta. Perché si è defilato? Copre i camorristi? Naturalmente, la cosa va ben oltre Balotelli e la Gazzetta, e riguarda tanti altri “Balotelli” e tante altre gazzette. Se uno ha occhi per vedere, questo stesso meccanismo viene applicato a tutte quelle battaglie ideologiche di cui i media si sono fatti alfieri. Tutte battaglie di segno progressista. Tutte battaglie che o aderisci, o sei “sospettabile”.

Vedi anche il recente caso Barilla/omofobia. Guido Barilla ha espresso una sua preferenza, e ha parlato solo delle campagne dei suoi prodotti. Risultato: crocifisso in sala mensa, come direbbe Fantozzi. Campagne mondiali di boicottaggio (ma anche molte adesioni alla sua posizione, “laicate” su facebook, che però guarda caso non hanno fatto notizia). Tra gli effetti più assurdi, c’è stato anche il ritiro della sua candidatura dall’Ambrogino d’Oro, premio meneghino ai migliori imprenditori. Una mossa astutissima del PDL di Milano, che ha motivato dicendo che lo faceva per “preservare la sua libertà”. Bel modo di preservare la libertà di qualcuno, toglierlo di mezzo (e il discorso non cambia, anche se fosse stato lui stesso a volersi defilare: bella libertà, non potere esprimere la propria opinione senza temere boicottaggi e campagne infamanti).

Altro che “neutralità”. I media creano un’atmosfera di ricatto “soft” a cui è molto difficile sottrarsi. Lode, quindi, ai pochissimi che ci riescono.

Annunci

7 commenti su “Balotelli, Barilla e il ricatto dei media

  1. io vorrei che questo blog decadesse e fosse mandato ai servizi sociali!! No scherzo…volevo invece dirti che secondo me hai fatto centro…son daccordo con te in pieno…in questo pauese dove c’è un vuoto della politica enorme ci si aspetta che questo vuoti venga colmato da industriali o addirittura da calciatori di 20 anni…è assurdo!!

  2. vincenzillo ha detto:

    michiamoblogjamesblog, “io vorrei che questo blog decadesse e fosse mandato ai servizi sociali!!”

    Sotto sotto, anch’io, ma ormai è più forte di me.

    “in questo pauese dove c’è un vuoto della politica enorme ci si aspetta che questo vuoti venga colmato da industriali o addirittura da calciatori di 20 anni…è assurdo!!”

    Sul “vuoto della politica” non mi trovi molto d’accordo. Non perché io pensi che abbiamo dei grandi politici, eh, tutt’altro. Ma perché penso che dicendo così, si dia implicitamente alla politica un ruolo che non le compete. Di “vuoti” da colmare ce n’è parecchi, in Italia, specie in certe teste, ma per me non è certo la politica a doverlo fare. Piuttosto, l’educazione, la famiglia, la scuola. Inoltre, con l’aria che tira oggi da noi, se si assegna un ruolo così spiccatamente “morale” alla politica c’è il rischio di arrivare a fraintenderla, a scambiarla per organo morale, faro di moralizzazione, e per questo sottoposta alla magistratura. Errore madornale, in cui cadono troppi. (Tanto per non fare nomi, tutti quelli che si riconoscono nelle posizioni giacobine di Repubblica e del Fatto. Senza distinzioni di età, sesso, etnia, religione, censo, cultura.)

  3. Lugh ha detto:

    “Piuttosto, l’educazione, la famiglia, la scuola”

    E infatti grazie ad anni di marciume “progressista” la famiglia è diventata la parodia di se stessa e la scuola è okkupata da centrisocialati da ambo le parti della cattedra.

    La storia dell’ambrogino d’oro poi! Che scusa del cazzo è quella del PDL (ormai partito di busoni anche questo)! Sembravano meno deficienti quando sostenevano la versione delle cene eleganti ad Arcore.

  4. leftheleft ha detto:

    eh no!
    se la Grande Alleanza Moralizzatrice chiama alle armi uno ha l’obbligo di scendere in campo!
    Non saranno ammesse diserzioni!
    Pena la fucilazione mediatica.

  5. vincenzillo ha detto:

    Lugh, ““Piuttosto, l’educazione, la famiglia, la scuola”

    E infatti grazie ad anni di marciume “progressista” la famiglia è diventata la parodia di se stessa e la scuola è okkupata da centrisocialati da ambo le parti della cattedra.”

    Nessuno di coloro che ha causato il disastro ammetterà mai le sue colpe. Ma credo che tra i nuovi entrati ci sia interesse a reintrodurre la disciplina, se non altro per puro e sano egoismo. Insomma, speriamo che dopo la generazione degli insegnanti del “è tutta colpa della Dc clerico-fascista” trapassi anche quella del “è tutta colpa delle tv di Berlusconi”.

  6. vincenzillo ha detto:

    leftheleft, “eh no!
    se la Grande Alleanza Moralizzatrice chiama alle armi uno ha l’obbligo di scendere in campo!”

    Già, e noi telespettatori di fare il tifo per la squadra “migliore”.

  7. Vuk ha detto:

    ormai partito di busoni anche questo

    —-

    Lugh, posso dire che si vede che sei emiliano?
    Quando te la prenderai coi terroni sarà la prova definitiva…

    Per dire, mio nonno, pur votando pci (per contingenza, non credeva nella rivoluzione, ma nel lavoro duro), aveva due paletti fissi.

    I terroni e i “fassisti”. E non era neppure emiliano, ma solo un lombardo della bassa mantovana (zona verso Brescia), ai tempi zone abbastanza rosse con vicinanze culturali all’emilia (rispetto Varese di sicuro).
    Ora, mio nonno è morto nel 2001, ma dai racconti di emiliani mi par di capire che dei “fassisti” importi sempre meno alla gente, mentre dei finocchi scassaballe sempre di più. Dei terroni uguale.

    Ti saluto con la frase di battaglia di mio nonno quando guardava il telegiornale (spero di ricordarmi bene).

    “Cancher! Daghel dele stangade!”

    O nel caso degli albanesi…

    “LADER! CANCHER!”

Per 6 mesi questo blog assume la presidenza dell'Ue. Sono ammessi solo commenti sinceramente europeisti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...