Amnesty, come la mettiamo con il terrorismo islamico?

Giulio Meotti sul Foglio segnala un libro interessante contro le reticenze (per non dire altro) di Amnesty International a proposito di terrorismo islamico (qui). In particolare, su come l’argomento “discriminazione” venga usato in quegli ambienti tanto ma taaanto umanitari, contro ogni buon senso:

“Raccomandammo l’organizzazione di commemorare l’anniversario dell’11 settembre. Il board di Amnesty rifiutò la proposta, perché un evento simile avrebbe contribuito a discriminare i musulmani. Allora pensai a mio cugino Ahcene, un soldato contadino e illetterato, ucciso nel 1994 dai terroristi di fronte ai figli”.

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4 commenti su “Amnesty, come la mettiamo con il terrorismo islamico?

  1. peppone ha detto:

    Reticenza come quella del Foglio e del Giornale, quando di fronte alla commemorazione delle Foibe un politico ha commentato che i centomila morti civili fatti dei fascisti nell’invasione dell’ Jugoslavia e della Grecia sono degni di memoria quanto il migliaio di morti delle foibe per non irritare i camerati compagni di governo hanno evitato accuratamente la cosa.
    Negli anni 70 ho conosciuto ragazzi che guadagnavano bene facendo i picchiatori pagati da missini attualmente parlamentari berlusconiani, mi dispiace ma finchè avrete bisogno di terene buona gente del genere molti moderati veri non avranno la forza di tapparsi il naso a sufficenza, il pericolo comunista non esiste più.
    In fondo ormai i fascisti sono morti tutti, se la polica italiana non fosse una gerontocrazia in cui gli ottantenni stanno con il sedere incollato alla poltrona e non un lavoro per quarantenni come il TUTTO il mondo questo sarebbe un argomento irrilevante e lo sdoganamento dei fascistelli sarebbe un inutile residuo del passato.

  2. vincenzillo ha detto:

    peppone, “il pericolo comunista non esiste più.”

    Hanno solo cambiato etichetta, dopo le lacrime di Occhetto. Al posto dell’ideologia, hanno messo altro, tipo l’antimafia, la cultura, i diritti umani, l’ambiente, l’omofobia etc, ma come mentalità sempre quelli sono.

    Invece, il pericolo fascista riguarda solo bande di idioti allo sbaraglio, senza più peso politico, parlamentare e mediatico. La loro unica funzione reale, ormai, è fare da spauracchio per gli editorialisti di Repubblica & soci.

  3. Lugh ha detto:

    A Peppone.
    “il pericolo comunista non esiste più.” Se non consideri ovviamente le migliaia di esaltati che non perdono occasione di far casino nelle piazze sventolando bandiere rosse falcemartellute, che imbrattano le città (a Teramo ci sono più falci e martello che in tutto l’ex blocco sovietico) e che inneggiano a Stalin e altri “brave persone” e prontamente supportati dall’intellighenzia del paese e dal popolo del web.

    A Vincenzillo.
    L’antimafia, la cultura (quando non ridotta a soprammobile da radical chic che pensano di essere superiori solo perché c’hanno la laurea in filosofia del Buch-de-cul), l’ambiente e (fino a un certo punto, quando riguarda gente onesta e non i soliti fanatici tagliagole) i diritti umani sono temi sacrosanti. L’omofobia invece è proprio il solito spauracchio della sinistra.
    “Invece, il pericolo fascista riguarda solo bande di idioti allo sbaraglio, senza più peso politico, parlamentare e mediatico. La loro unica funzione reale, ormai, è fare da spauracchio per gli editorialisti di Repubblica & soci.”
    E QUI TI DO RAGIONE IN PIENO!!! Da far ripetere minimo centomila volte al giorno ai “giapponesi rossi” (riferimento a quei soldati nipponici che negli anni ’70 ancora pensavano di essere in guerra con gli Usa) e ai partigiani sedicenni dell’Anpi, mentre sono ginocchioni sui ceci all’angolino.

  4. vincenzillo ha detto:

    Lugh, “L’antimafia, la cultura (quando non ridotta a soprammobile da radical chic che pensano di essere superiori solo perché c’hanno la laurea in filosofia del Buch-de-cul), l’ambiente e (fino a un certo punto, quando riguarda gente onesta e non i soliti fanatici tagliagole) i diritti umani sono temi sacrosanti.”

    Appunto, laddove non vengano trasformate in cieca ideologia. Cosa che a sinistra accade davvero troppo spesso, e soprattutto sotto i riflettori dei media. A danno della lotta alla mafia, della cultura e dell’ambiente.

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