I chiacchieroni e le guerre civili

In Egitto, centinaia di morti. In occidente, chiacchiere da salotto. In Egitto, quella che si comincia a profilare come una guerra civile. In occidente, sempre e solo chiacchiere. I nostri media mi appaiono sempre di più come un grande salotto “liberal”, pieno di giornalisti, opinionisti e governanti civettuoli e irresponsabili, quando non interessati. Tutta questa bella gente, ai tempi di quella che chiamarono trionfalisticamente “primavera araba”, facevano a gara a chi disprezzava di più i dittatori come Mubarak, e a chi si schierava con più convinzione a fianco dei giovani democratici twittanti, la famosa “piazza”. Nessuno di loro, mai, volle prendere in considerazione le conseguenze. Né l’esistenza degli altri milioni e milioni di arabi che non erano in piazza. Niente realismo, solo isterismo. Per loro, la prima e unica urgenza nel mondo arabo è avere la democrazia “tutto e subito”, una cosa che non esiste se non nelle loro menti bacate ed esaltate. Facile farsi belli ostentando il proprio tesserino di veri democratici, tanto poi le conseguenze le subiscono gli egiziani. Il migliore tra gli italiani, manco a dirlo, fu il solito Gad Lerner, che lamentò che in Italia siamo troppo addormentati per avere una piazza così giovane, così democratica e così twittante. Ebbene, qualche settimana fa, i nostri geni hanno appoggiato senza se e senza ma anche il golpe dei militari, illudendosi ancora una volta che avrebbe portato magicamente la democrazia, la vera democrazia, in Egitto. Oggi si vedono i risultati. Come dite, sto facendo di tutta l’erba un fascio? Avete ragione, sto dimenticando l’unico che ha detto cose ben diverse. Chi? Silvio Berlusconi. Zamax ricorda giustamente la sua cazzutaggine, nell’augurarsi prudenza, gradualità e rispetto per tutti (qui).

“Ci sono gli uomini: come il Pregiudicato, ad esempio, l’unico statista occidentale a non essersi fatto travolgere dall’opportunismo, dal voltagabbanismo, dall’isterismo e dalla mancanza di buon senso quando in Egitto scoppiò la primavera araba. All’inizio di febbraio 2011 Al Tappone era a Bruxelles per il Consiglio Europeo: «Mi auguro», disse, «che in Egitto ci possa essere una continuità di governo. Il presidente Hosni Mubarak ha già annunciato che né lui né i suoi figli si presenteranno alle prossime elezioni e confido, come tutti gli occidentali, che ci possa essere una transizione verso un regime più democratico senza rotture con un presidente come Mubarak che è sempre stato considerato l’uomo più saggio e un punto di riferimento preciso per tutto il Medio Oriente. L’Egitto è un Paese di 80 milioni di abitanti, povero, dove il 40% delle persone vive al di sotto della soglia di povertà e dove c’è stato un forte aumento dei prezzi degli alimentari. A questo si è aggiunto il vento della libertà e della democrazia che quando soffia è contagioso. Questo vento sta soffiando e sta interessando molte persone.» Il Caimano poi, da democratico cazzuto, fece un’osservazione sempre pertinente in tempi rivoluzionari, un’osservazione banale e coraggiosa: «Le persone che sono in piazza rispetto agli 80 milioni della popolazione sono veramente poche, ma al tempo stesso sono espressione di un malessere generale che non c’è solo in Egitto ma anche in altri Paesi come Giordania e Libano.» Per queste parole controcorrente il valoroso Berlusca fu irriso dal gregge delle società civili occidentali, i cui svampiti capetti lavorarono invece a far precipitare gli eventi, con gli splendidi risultati cui stiamo assistendo.”

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5 commenti su “I chiacchieroni e le guerre civili

  1. peppone ha detto:

    Come hofato notare a Zamarion le rivoluzioni avvengono dove chi è al potere impedisce per troppo tempo alla popolazione di decidere della propria vita, accorgersi nnel 2011 che i regimi militari del nordafrica erano marci e privi di qualsiasi legittimazione popolare, non è certo dimostrazione di grande intelligenza, se fino a poco prima grazie all’ appoggio miope e interessato di politici di scarsa lungimiranza i tiranni in questione si permettevano di bloccare qualsiasi forma di transizione democratica, acontentandosi di solleticare le masse islamiche con persecuzioni contro i cristiani ( in cui Mubarak era particolarmente efficente ) questo ha SOLO portato ad una rottura violenta, ma si sa pochi mesi prima il lungimirante Berlusconi diceva che i paesi del nordafrica dovevano essere tenuti sotto il tallone di regimi dittatoriali perchè ” era popoli troppo ignioranti per meritarsi la democrazia” ( l’ha detto letteralmente ).
    Insomma la transizione è stata violenta e pericolosa solo perchè è stata impedita troppo a lungo grazie anche all’appoggio dei cretini opportunisti che pensavano di averne un vantaggio personale, tra i queli il SIlvio è stato uno dei più efficenti.
    Parlare come ha fatto il SIlvio DOPO che il bubbone era scoppiato è miserabile ipocrisia.
    La prova che i discrorsi di Zamarion sono pure masturbazioni politico filosofiche fuori dalla realtà è che Berlusconi nei confronti di Gheddafi parlava tanto a vanvera ma poi ha mandato i nostri aerei a bombardarlo ( ma chi ha creduto alla rivoluzione,liberale o all riduzione delle tasse evidentemente non hauna mente molto brillante ).
    Finchè non capirete la differenza tra le stronzate propagandistiche e la realtà dei fatti e che le Berlusconi può cambiare versione dei fatti ogni settimana trovando sempre babbei che lo seguono adoranti potrete credere alla saggezza di Mubarak ( sul quale quel brutto comunista di Magdi Allam ha scritto cose interssanti ).
    Adesso dovete essere contenti perchè in fondo quello attuala è solo una restaurazione della situazione precedente alla caduta di Mubarak, a meno che non siate così ipocriti da considerare il governo dei militari attuale meno legittimo del governo di Mubarak, in cui vinceva le lezioni incarcerado e anche ammazzando tutti gli eventuali candidati a lui contrari e con un buon uso di brogli elettorali.
    La differenza è solo che al posto di una famiglia di parassiti adesso c’è una classe dirigente militare rinnovata.
    Per fare un paragone comprensibile la rivoluzione francese è stata sanguinaria perchè la nobiltà e il Re avevano difeso i propri privilegi troppo a lungo pesando sulla popolazione, casualmente anche in quel caso c’era un ceto produttivo emergente che premeva, in Inghilterra dove l’involuzione del regno in forme assolutistiche si era risolta velocemente con la parentesi di Crommwell tuti i drammi della rivoluzione francese non si erano verificati.
    Insomma L’idea paternalistica e imbecille per cui appoggiando un tiranno si possa favorire la democratizzazione e l’opinione dei cittadini non conta nulla è alla base della stupidaggini che dice Zamx.

  2. peppone ha detto:

    P.S. è abbstanza scorretto parlare di “guerre civili” dato che non ci sono stati scontri tra fazioni o gruppi di cittadini, ma tra una significativa parte della popolazione e le milizie, nella gran parte mercenarie dei vari despoti, non c’è stata NESSUNA parte delle popolzioni dei vari paesi che si è schierata con i vari Gheddafi o Ben Alì. solo i segaioli di casa nostra al riparo delle loro biblioteche.
    Visto che parla tanto il sig Zamarion ci potrebbe dire cons bisognava fare, andare a bombardare gli insorti?
    O mandare i nostri figli a crepare per difendere l’amichetto del SIlvio?
    Facile fare i maestrino come Zamax salvo poi evitare accuratamente di esprimersi sugli asptti “sporchi” della faccenda, a meno di non pensare come qualche idiota chei despoti sono caduti grazie ale estrenazioni dei “giornalisti, opinionisti e governanti civettuoli e irresponsabili” e non perchè travolti dalla STORIA…..
    Ditemi cosa bisognava fare in pratica ?

  3. vincenzillo ha detto:

    peppone, “Ditemi cosa bisognava fare in pratica?”

    Per esempio, cominciare col dire le cose che ha detto Berlusconi. Le uniche che non prescindono dalla realtà di fatto, e non si catapultano nell’iperuranio delle buone intenzioni, del giovanilismo, di un’idea astratta della democrazia “tutto e subito”.

  4. peppone ha detto:

    Putroppo la politica estera non è fatta di chiacchere, ma di azioni, rapporti di forza e decisioni anche impopolari.
    Come sempre quando si passa dalle chiacchere vuote e inconcludenti alla dura realtà il berlusconismo va in crisi.
    Nel mondo REALE “dire le cose che ha detto Berlusconi” non è “fare in pratica”, ma si sa la pagliacciata dell’abolizione dell’IMU sta a mostrare come chi ha promesso di abolirla adesso pretende che qualcunaltro trovi come farlo in pratica non avendo la benchè minima idea di dove trovare i soldi.

  5. vincenzillo ha detto:

    peppone, “la dura realtà”

    Intanto, la dura realtà è presente solo nelle parole di Silvio Berlusconi, mentre è assente da quelle di tutti gli altri. Cominciare col dirsi la verità sarebbe già un primo passo contro l’isterismo e le azioni sbagliate.

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