Nicola Porro e le domande giuste

Ho visto solo uno spezzone del nuovo programma di Nicola Porro, “Virus”, ma a pelle mi è sembrato meglio di tanti altri, almeno per due aspetti fondamentali: la qualità delle domande e il linguaggio. Eh, sì, perché le domande non sono tutte uguali. Ci sono alcune domande che nessuno dei tanto celebrati santori e flori e formigli fa mai. Nessuno. Sono le domande veramente scomode, che possono aprire una discussione vera, perché mettono a nudo i capisaldi inamovibili del pensiero dominante, tra cui statalismo, corporativismo, antipolitica e moralismo. Tra i pochissimi che già facevano le domande giuste, c’era un Giuliano Ferrara, un Vespa, un Giuseppe Cruciani. Invece, nei programmi dei soliti noti, si fanno altre domande, utili solo a dirottare il discorso invariabilmente verso le comodissime verità di regime, tipo “è colpa di Berlusconi”, oppure “è colpa dei politici”. Altro elemento molto importante: il linguaggio. Da quel poco che ho sentito, mi pare che non si indulga troppo a quel linguaggio corrivo che domina in tv e sulla stampa, e che nasconde le cose e i nomi e i cognomi, per sostituirli con una serie di parole vuote, tipo “classe dirigente”, “casta” etc. Non male. Durerà? Spero di sì. Qui c’è anche il punto di vista di Giuliano Ferrara (qui).

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4 commenti su “Nicola Porro e le domande giuste

  1. peppone ha detto:

    La trasmissione di ieri è stata un apoteosi del pensiero unico protezionista molto di moda tra i berlusconiani, con quel buffone di Tremonti che presentava l’aperura dei commerci internazionali come “troppo veloce” ( è avvenuta in base ad un accordo del 1974 ne corso di 35 anni) e presentava senza che Porro sedicente liberale avesse le palle per rispodergli l’idea imbecille per cui mettere dazi sulle produzioni altrui fa crescere l’economia, per un paese come l’Italia che in questo momento si regge in piedi solo grazie alle esportazioni far credere sia possibile sopravvivere alle inevitabili ritorsioni che seguirebbero ad una politica protezionista è pura malafede.
    Quando c’era da fare domande “scomode” Porro le ha evitate accuratamente.

  2. vincenzillo ha detto:

    peppone, “La trasmissione di ieri è stata un apoteosi del pensiero unico protezionista”

    Eh, ieri sera avevo di meglio da guardare, knockout – la resa dei conti
    http://www.mymovies.it/film/2011/haywire/

  3. mauro ha detto:

    “ieri sera avevo di meglio da guardare”
    mi ricordi i miei compagni di classe al liceo,sarà stato il 77,78,tutti presi dalle lotte studentesche,i ciclostile,le bandiere rosse,i picchettaggi davanti ai portoni…
    poi,dopo averti fatto perdere la giornata scolastica,li trovavi infrattati in qualche bar a offrire cioccolata con panna alla bella della classe.

  4. vincenzillo ha detto:

    mauro, ““ieri sera avevo di meglio da guardare”
    mi ricordi i miei compagni di classe al liceo,sarà stato il 77,78,tutti presi dalle lotte studentesche,i ciclostile,le bandiere rosse,i picchettaggi davanti ai portoni…
    poi,dopo averti fatto perdere la giornata scolastica,li trovavi infrattati in qualche bar a offrire cioccolata con panna alla bella della classe.”

    🙂
    Io appartengo alla generazione successiva, quella in cui le “lotte studentesche” erano delle scopiazzature di quelle dei tuoi compagni, compreso il linguaggio, picchetti, assemblee… roba piuttosto triste, insomma. Sarà per questo che io saltavo la prima fase e passavo direttamente a invaghirmi della più bella della classe.

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