Matrimoni contro natura

In Europa, il matrimonio gay si avvia a essere universalmente accettato. Sarà per questo che non fa minimamente scalpore nemmeno l’altro matrimonio contro natura, quello che si sta celebrando in Egitto tra l’esercito e la piazza?

2 commenti su “Matrimoni contro natura

  1. peppone ha detto:

    Oggi sono a casa in vacanza per cui ti rompo le scatole più speso del solito, per quello che ho potuto leggere sull’argomento al di là delle grossolane interpretazioni di qualche dilettante, non è affatto contro natura quello che sta accadendo in Egitto.
    Le varie rivolte avvenute nel nordafrica sembrano frutto della miopia di governi corrotti nepotisti e tribali, che sono diventati difficilmente sopportabili da parte di una classe media che si sta sviluppando nonostante la coruzione e la maledizione del petrolio per cui i governi possono comperare consenso con l’assistenzialismo garantito dalle entrate garantite dalle risorse naturali.
    Insomma contutti i loro difetti c’è la concreta possibilità che le rivolte siano nate sotto la spinta di una nascente borghesia, che crede di poter fare meglio di quello che l’elemonsina dei tiranni può garantire.
    In questo senso come è successo per molti anni in Turchia c’è un matrimonio “naturale” tra la borghesia produttiva e l’unica parte della società in cui nepotismo corruzione e parassitismo hanno poca possibilità di successo: l’esercito.
    Perchè nessuna dittatura poteva sopravvivere senza un esercito efficente e capace, ma questo ha fatto si che l’esercito si è costruito iun immagine giustificatissima di baluardo della meritocrazia.
    Insomma se il nordafrica sta entrando con leggero ritardo nella modernità con tutti gli sconquassi che ne possono seguire la nostalgia di sistemi politici che ne hanno bloccato per 40 anni lo sviluppo mi sembra ipocrita ed egoista, per quanto possa fare schifo meglio così degli stati di polizia come il caro Gheddafi che riempiva fosse comuni nel deserto con i cadaveri dei suoi oppositori.

  2. vincenzillo ha detto:

    peppone, al di là dei miei dubbi sull’esercito egiziano come faro di “meritocrazia”, tu dici:

    “la nostalgia di sistemi politici che ne hanno bloccato per 40 anni lo sviluppo mi sembra ipocrita ed egoista, per quanto possa fare schifo meglio così degli stati di polizia come il caro Gheddafi che riempiva fosse comuni nel deserto con i cadaveri dei suoi oppositori.”

    Io non ho affatto nostalgia di Gheddafi & Co. Quello che mi fa specie è la miopia con cui la politica e i media occidentali guardano e giudicano certi fenomeni, e l’isteria che guida la nostra azione. Anche perché, guarda il paradosso in cui si trova oggi l’esercito egiziano: dopo aver cacciato il terribile “tiranno” con la scusa che usava la forza per reprimere le proteste, ecco che oggi si trova a usare la forza per reprimere le proteste della parte politica che aveva vinto le elezioni. Insomma, la “borghesia” ha tutte le ragioni per tentare di farsi spazio a scapito dell’avversario, ma in democrazia l’avversario lo devi battere nelle urne, non con l’esercito. Solo così, i suoi successi politici potranno avere un valore duraturo, e contribuire a cementare la società.

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