Matrimoni contro natura

In Europa, il matrimonio gay si avvia a essere universalmente accettato. Sarà per questo che non fa minimamente scalpore nemmeno l’altro matrimonio contro natura, quello che si sta celebrando in Egitto tra l’esercito e la piazza?

Annunci

Nicola Porro e le domande giuste

Ho visto solo uno spezzone del nuovo programma di Nicola Porro, “Virus”, ma a pelle mi è sembrato meglio di tanti altri, almeno per due aspetti fondamentali: la qualità delle domande e il linguaggio. Eh, sì, perché le domande non sono tutte uguali. Ci sono alcune domande che nessuno dei tanto celebrati santori e flori e formigli fa mai. Nessuno. Sono le domande veramente scomode, che possono aprire una discussione vera, perché mettono a nudo i capisaldi inamovibili del pensiero dominante, tra cui statalismo, corporativismo, antipolitica e moralismo. Tra i pochissimi che già facevano le domande giuste, c’era un Giuliano Ferrara, un Vespa, un Giuseppe Cruciani. Invece, nei programmi dei soliti noti, si fanno altre domande, utili solo a dirottare il discorso invariabilmente verso le comodissime verità di regime, tipo “è colpa di Berlusconi”, oppure “è colpa dei politici”. Altro elemento molto importante: il linguaggio. Da quel poco che ho sentito, mi pare che non si indulga troppo a quel linguaggio corrivo che domina in tv e sulla stampa, e che nasconde le cose e i nomi e i cognomi, per sostituirli con una serie di parole vuote, tipo “classe dirigente”, “casta” etc. Non male. Durerà? Spero di sì. Qui c’è anche il punto di vista di Giuliano Ferrara (qui).

Le tasse sono il doping della politica

I più superficiali si fermeranno a commentare la dichiarazione del dirigente del Pd Stefano Fassina (qui), che di fronte alla tassazione salita al 54%, dicesi 54% (qui), dice:

“ci sono ragioni profonde che spingono molti soggetti verso comportamenti di cui farebbero a meno”

I più superficiali vi diranno che finalmente anche a sinistra si sono accorti che le tasse sono troppo alte, o che anche loro cominciano a strizzare l’occhio agli evasori, o che se lo diceva Berlusconi guai, invece loro possono. Ma questa, ripeto, è solo la superficie. C’è di più, molto di più, per chi vuole capire. Per farlo, però, bisogna mettere insieme altre dichiarazioni, sempre di queste ore. Una è del capo del governo, Enrico Letta, che ha paragonato l’evasione al doping, e poi ha aggiunto:

“I soldi recuperati dall’evasione serviranno ad abbassare le tasse.” (qui)

Poi bisogna aggiungere quella di Befera, Agenzia delle Entrate:

“Noi ogni anno recuperiamo dai 2 ai 3 miliardi in più rispetto a quanto previsto nel bilancio preventivo. (…) Quest’anno siamo perfettamente in linea con il trend dell’anno scorso, quindi il risultato a fine anno può essere di 12-13 miliardi” (qui)

Anche a una capra in economia come me, il quadro è chiaro: dato che lo stato sta recuperando sempre più evasione, le tasse dovrebbero diminuire già da tempo. Invece sono salite al 54%. E quindi? Quindi le dichiarazioni di oggi sono solo l’ennesima riproposizione della grande balla originaria, alimentata a reti unificate dalla sinistra, da un pezzo di destra, dalla confindustria nel suo patto scellerato con i sindacati, da tutte le burocrazie e dal 99% dei media, in questa sciagurata nazione para-socialista. Sì, perché puoi recuperare tutta l’evasione fiscale di questo mondo, ma non servirà a niente, finché l’unico rimedio a tutti i problemi sarà uno e soltanto uno, il più facile di tutti: aumentare la spesa e alzare le tasse. Sempre e comunque. Caro Enrico Letta, i veri dopati non sono gli evasori, ma i politici para-socialisti come te, che falsano la politica facendo uso del vero doping: le tasse.

Update 26-7-13, h. 11.58: pubblicato in versione abbreviata come letterina sul Foglio online alla data di oggi (qui).

Nuova linea editoriale / 2

Questo blog ci tiene a dire che ha sempre schifato il porcellum, tanto che già in tempi non sospetti si è attivato in tutte le sedi istituzionali appropriate per farlo abrogare dal regolamento condominiale; oggi, dunque, ha tutte le carte in regola per portare il caso davanti all’Onu e all’alta corte di giustizia per i crimini contro l’umanità, secondo le nuove direttive di Scalfari e Mauro.