Il dissidente kazako

A giudicare da quanto urla Repubblica, e dai titoloni dei tg sull’affare kazako, sembra quasi che abbiamo espulso dall’Italia la moglie di Nelson Mandela.

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Calderoli e la razza superiore

Mentre il solito branco del politicamente corretto sbranava Calderoli, ma con classe e senso delle istituzioni, eh, qualcun altro si divertiva a ripescare un articolo di Lidia Ravera sull’Unità del 2004, in cui la compagna femminista accostava la repubblicana Condoleeza Rice alle scimmie. Ma con classe e senso delle istituzioni, naturalmente, mica con i modi beceri del buzzurro Calderoli. Secondo loro, essendo ora in politica, la compagna Lidia dovrebbe dimettersi, oltre che vergognarsi. Ma il punto, per me, non è tanto quello. Io me ne sbatto che uno abbia o no un ruolo politico. Trovo sommamente ridicolo nascondere la propria sete di sangue dietro le buone maniere, la cultura e l'”istituzionalmente corretto”, come sta facendo la sinistra italiana. Riporto quindi un mio illuminante commento lasciato poco fa in una discussione generata dall’articolo della Ravera (qui):

C’è molto più della Ravera. La sinistra è riuscita a far credere che “Brunetta nano” o “Calderoli porco” siano battute di classe, e che dare a Berlusconi e ai suoi elettori del “subumano” (Repubblica, credo Scalfari) sia pura antropologia. Ma non è che sono razzisti, è che sono di una razza superiore. Oggettivamente.

(Credevate forse che avrei dato del razzista a Calderoli? Vi ho fregato!)