Quella sovrana indifferenza per gli intellettuali

Credo di avere capito che cos’è il popolo, per l’intellettuale di sinistra: il popolo è quell’entità che ha la funzione di ratificare le idee politiche degli intellettuali di sinistra. La versione più completa di questa concezione è che il potere dovrebbe già essere in mano a tali illuminati, che si degnerebbero di convocare il popolo di tanto in tanto, via twitter o facebook, per cliccare o likare su una di queste due opzioni:

Opzione 1: APPROVO LE DECISIONI DEGLI ILLUMINATI

Opzione 2: SONO UNO STRONZO E MERITO LA MORTE

Piccolo problema: gli illuminati non sono al potere. Come mai? Risposta dell’intellettuale di sinistra: ci dev’essere sotto per forza qualche macchinazione. Il grande macchinatore è, naturalmente, il Caimano, che ha messo su una piccola e media impresa chiamata Mediaset non per fare i soldi, ma per togliere al popolo il ben dell’intelletto e trasformarlo in un branco di pecoroni. E, così, usurpare il potere. Voilà, il cerchio è completo. Dite che esagero? Allora rileggetevi cosa scriveva il tipico intellettuale di sinistra, o meglio intellettualessa, nel 2010, ai tempi in cui la sinistra scommise tutto su Fini, e quel fesso ci cascò. A quei tempi, l’illuminato, o illuminatessa, invocava a gran voce una svolta dall’alto, escludendo deliberatamente il popolo, proprio per sbarazzarsi del risultato del voto popolare (qui). E ora rileggetevi invece cosa scrive oggi, meno di tre anni dopo: la sovranità deve assolutamente tornare al popolo, perché il pericolo più grande sono le svolte dall’alto (lo segnalavo già (qui)). Io, invece, a occhio e croce, direi che il popolo è molto più bue che illuminato. Ma per fortuna ha un fiuto infallibile per quegli intellettuali che vogliono guidarlo, educarlo, redimerlo. E, esercitando la sua sovranità, li tratta con la sovrana indifferenza che meritano.