Ridere per il gay pride

Pare che il nuovo sindaco di Roma, il Pd Ignazio Marino, sabato scorso non sia andato al gay pride della sua nuova città. Apriti cielo! Il suscettibile “comitato” ha subito fatto sapere che lo ritiene “irrispettoso e offensivo”. Ma questo è niente: sentite la sua ardita giustificazione: “Avevo un impegno con la famiglia” (qui). Ha proprio detto “famiglia”?? Ma questo è parlare di corda in casa dell’impiccato!! Da uno dei massimi cultori del politicamente corretto, e per di più de sinistra, non me lo aspettavo. Molto meglio le zelanti Josefa Idem e Laura Boldrini, che ci sono andate con tanto di libro e moschetto (qui). Quanto al “comitato”, visto che il nome della loro ideologia significa “gaio”, “allegro”, sono sicuro che non se la prenderanno per i miei lazzi innocenti. Comunque, li devo ringraziare, perché non ridevo così dai tempi dello spot Somatoline (qui) e del funerale di Franca Rame (qui).

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3 commenti su “Ridere per il gay pride

  1. vincenzillo ha detto:

    E ridere ancora di più, per commenti di questo tenore:

    “La ministra Josefa Idem ha dato qualche bel segnale nei suoi primi 50 giorni di attività, recandosi per esempio al Gay Pride, una novità piuttosto significativa per un paese così arretrato sui diritti civili.”

    E ancora:

    “Le dimissioni della Idem sarebbero opportune anche per evidenziare la diversità del suo partito, il Pd, rispetto al suo nuovo alleato di governo.”

    http://www.giornalettismo.com/archives/993173/idem-sbagliare-idem-andare-via/

  2. Vuk ha detto:

    “Le dimissioni della Idem sarebbero opportune anche per evidenziare la diversità del suo partito, il Pd, rispetto al suo nuovo alleato di governo.”

    Tipico esempio di piede (sinistro) in due scarpe.

    Ma come fanno a praticare così bene il bipensiero nel PD (e nei vari partitini di invasati che da quarant’anni rompono i maroni)?

  3. vincenzillo ha detto:

    Vuk, “Ma come fanno a praticare così bene il bipensiero nel PD (e nei vari partitini di invasati che da quarant’anni rompono i maroni)?”

    Tenere il piede in due scarpe, governo e lotta, in parte lo sta facendo anche il Pdl. Certo, con minore maestria, bisogna riconoscerlo. Ma il vero maestro insuperabile è il grandissimo Pierferdinando Casini, tornato in questi giorni alla ribalta per aver lasciato Monti, la “terza scarpa”.

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