Chiudere una tv si può. O no?

Venerdì sera, sul tardi, scanalavo pigramente e capitavo su “L’ultima parola”, programma di Rai2 in quota Lega Nord. Il conduttore, Gianluigi Paragone, è di Varese, come me, e abbiamo anche fatto un periodo negli scout insieme, o all’oratorio, non ricordo, e mi stava pure simpatico. Tra gli invitati, un giornalista della ERT, la tv greca che pare stia per essere chiusa. Premetto che non conoscevo minimamente né la ERT né altra tv greca, né stavo minimamente seguendo il caso. Essendo però una tv pubblica, mi permettevo di coltivare il pregiudizio che fosse piena di sprechi e di spreconi, come e più di una tv privata. Ed essendo il conduttore Paragone leghista, e dunque contro gli sprechi, mi aspettavo una bella messa in discussione della suddetta tv, né più né meno di come fanno tutti i Paragoni d’Italia, quando si tratta della politica e dei politici. E magari anche qualche bella frecciatina sulla stessa Rai, comportamento non elegantissimo, eh, ma i leghisti non è che siano famosi per l’eleganza. Invece, il programma cominciava con una bella stretta di mano di solidarietà con il giornalista greco. Ahia. Seguiva un giro di commenti degli ospiti su altri argomenti, e poi, prima dello stacco pubblicitario, la bomba di Paragone:

“Se il governo greco vuole chiudere una tv, significa che ha paura. Ha paura di chi racconta la crisi, ha paura della verità.”

Ed eccoci improvvisamente catapultati dal 2013 alla terrificante Grecia dei colonnelli. Ecco quel canale diventare l’ultimo baluardo della libera informazione, con i fascisti che tentano di sfondare in portineria. Ed ecco un gruppo di colleghi a rischio licenziamento, da difendere per spirito corporativo. La fonte di sprechi, invece, non esiste più. Non devo nemmeno aggiungere che ho mollato istantaneamente Paragone e ho continuato tranquillamente a scanalare, ma ecco che oggi, come mi aspettavo, salta fuori che quegli sprechi sono documentati (qui). Morale: per i nostri giornalisti coraggio, il corporativismo e la falsa retorica della crisi sono ampiamente sufficienti a passare sopra qualunque cosa, compresi gli sprechi. Invece, con i politici e solo con i politici, nessuna pietà.

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10 commenti su “Chiudere una tv si può. O no?

  1. Lugh ha detto:

    Se Paragone avesse condotto il suo programma secondo la sua posizione politica non credo sarebbe arrivato alla seconda puntata… mica è Santoro.
    Sulla questione degli sprechi della tv pubblica, poi, la Rai non solo chiude volentieri tutt’e due gli occhi, ma li difende con la scusa del buon investimento. Hai mica visto la puntata dell’Arena dedicata ai super-stipendi degli ospiti di Sanremo?

  2. Frank77 ha detto:

    Non sono d’accordo.
    L’opposizione di Paragone non deriva da corporativismo,ma da opposizione ai provvedimenti della Troika Europea.

    Fra l’altro lui non è più leghista e la Lega è sempre stata contro gli sprechi del Sud,mica contro gli sprechi in generale 🙂

  3. peppone ha detto:

    Paragone non è un “semplice giornalsta” è stato anche vicedirettore di rai uno, è un “politico” al 100% e come tale è l’apoteosi dell’opportunismo.
    Il suo voltafaccia è avvenuto quando è passato da Libero alla Rai,nel 2009 e improvvisamente il giornalista che faceva articoli infuocati contro il canone Rai è diventato uno dei massimi difensori del servizio pubblico.

  4. vincenzillo ha detto:

    Lugh, “Sulla questione degli sprechi della tv pubblica, poi, la Rai non solo chiude volentieri tutt’e due gli occhi, ma li difende con la scusa del buon investimento. Hai mica visto la puntata dell’Arena dedicata ai super-stipendi degli ospiti di Sanremo?”

    No, Giletti è un po’ che mi procura l’orticaria solo a vederlo. Il cachè degli ospiti, però, vorrei capire come lo si definisce. Cioè, sono abbastanza certo che nella realtà funzioni che le star e gli amici degli amici abbiano tutto ciò che vogliono, tanto paga pantalone. E siccome in quell’ambiente esistono solo quelle due categorie… Il bel Giletti, invece, che diceva?

  5. vincenzillo ha detto:

    frank77, “Non sono d’accordo.
    L’opposizione di Paragone non deriva da corporativismo,ma da opposizione ai provvedimenti della Troika Europea.”

    Giusto, dimenticavo questo elemento della falsa retorica anti-europea (a cui indulge anche il mio caro Silvio, sia detto per peppone che se no mi fa le pulci). Ma non lo vedo in opposizione a quanto dicevo io, semmai in accordo, per cementare la totale solidarietà con i poveri kompagni oppressi dalla terribile frau Merkel!! (A cui segue nitrito di cavallo imbizzarrito, tipo Frankenstein Junior).

    “Fra l’altro lui non è più leghista e la Lega è sempre stata contro gli sprechi del Sud,mica contro gli sprechi in generale :-)”

    LOL

  6. vincenzillo ha detto:

    peppone, “Il suo voltafaccia è avvenuto quando è passato da Libero alla Rai,nel 2009 e improvvisamente il giornalista che faceva articoli infuocati contro il canone Rai è diventato uno dei massimi difensori del servizio pubblico.”

    Questa non me la ricordavo. peppone il terribile ha colpito ancora!

  7. Lugh ha detto:

    “Il bel Giletti, invece, che diceva?”

    Che valeva la pena pagar profumatamente (oscenamente, secondo il mio modesto parere) gli ospiti di Sanremo, perché almeno con quelli si facevano gli ascolti.

  8. vincenzillo ha detto:

    Lugh, ““Il bel Giletti, invece, che diceva?”

    Che valeva la pena pagar profumatamente (oscenamente, secondo il mio modesto parere) gli ospiti di Sanremo, perché almeno con quelli si facevano gli ascolti.”

    Che gli ospiti facciano gli ascolti è fuor di dubbio. Ma per me anche le tv hanno un loro peso da far valere nella trattativa, perché l’ospite ha bisogno di loro, per farsi vedere.

  9. peppone ha detto:

    Forse è una questione di “mercato”, il 99% degli ospiti che si fanno pagare profumatamente non hanno bisogno di Sanremo o della TV che ormai è un media in declino continuo ( rispetto a 10 anni fa i telespettatori della tv generalista sono dimezzati ), a me è sembrato molto più osceno pagare 3 miliioni di euro Ferrara per quella buffonata chiusa per mancanza di spettatori che era Qui Radio Londra.
    L’idea che la gente sia interessata ai contenuti e se ne freghi del contenitore è alla base delle innumerevoli trasmissiioni televisive fatte per dare una vetrina a raccomandati incapaci che poi chiudono dopo poche puntate.
    Comunque tu porti sfiga http://www.daw-blog.com/2013/06/21/la-rai-cancella-lultimaparola-di-paragone-alti-ascolti-ma-scomodo-politicamente/

  10. peppone ha detto:

    Ovviamente intendevo dire “è alla base del fallimento ” di dette trasmissioni

Per 6 mesi questo blog assume la presidenza dell'Ue. Sono ammessi solo commenti sinceramente europeisti

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