Quel legame un po’ perverso

Due belle donne, in autobus, madre e figlia. Tailleur, professione intellettuale. Tra loro c’è intesa e parlano concitatamente, come se non si vedessero da tanto, e non volessero sprecare nemmeno un secondo. Le noto mentre scendiamo dall’autobus e, nel tragitto verso la metro, mi sorpassano. Rubo queste parole, pronunciate dalla figlia con tono sconcertato: “… lei pensa che nella morale cattolica c’è un legame un po’ perverso tra la sessualità e la fecondità…” La madre scuote la testa. La figlia prosegue: “…E lì ho sentito proprio la differenza generazionale…” Mi immagino che si riferisse a qualche femminista vecchio stampo, modello “l’utero è mio e me lo gestisco io”, atea, abortista, divorzista, insomma una delle vestali di quel progressismo che ormai ha fatto il suo tempo, ma ha lasciato un forte segno nel nostro mondo intellettuale, e un potente condizionamento nella nostra sinistra. Vedi il dovere di essere in prima fila al gay pride, perché oggi non basta più la pacifica accettazione sociale dell’omosessualità, bisogna aderire all’ideologia gay-lesbo etc, e ostentare questa adesione. Con l’automatico applauso dei media. Insomma, tipo la presidente della Camera Laura Boldrini e la ministressa per le pari oppurtunità Josefa Idem, tanto per non fare nomi.

Gli adoratri della grande R

Mi permetto di copincollare da Hyde Park Corner del Foglio online di oggi, 7-6-2013 (qui), il gustoso intervento di un certo Moreno Lupi, a commento della imperdibile festa di Repubblica:

In quel di Fiorenza, convenuti dal monte e dal piano: Natalia Aspesi, Carlo De Benedetti, Ezio Mauro, Dan Brown, Alessandro Baricco, Paolo Rumiz, Andrea Carandini, Tahar Ben Jelloun, Bernardo Valli, Carlo Petrini, Ermanno Olmi, Michela Murgia, Adriano Sofri, Umberto Veronesi, Matteo Renzi, Roberto Saviano, Ilvo Diamanti, Stefano Rodotà, Lucia Annunziata, Gustavo Zagrebelsky, Umberto Eco, Michele Serra, Enrico Deaglio, Timothy Garton Ash, Enrico Franceschini, Eugenio Scalfari e molti altri ancora. Giù il cappello plebei cafoni e analfabeti, topi di fogna di fronte a tanta possanza intellettuale e morale! Sono il concentrato sublime, la crème della conoscenza e della purezza dell’umanità. Sono accomunati dal nobile sentimento della preoccupazione per la nostra sorte, loro devono vegliare su noi, devono evitarci la segregazione nei lager, cosa che accadrebbe se, nel caso passasse il Presidenzialismo il Cav. fosse eletto Capo dello stato, dalla maggioranza del popolo sovrano. Come rimanere insensibili al grido di dolore che erompe severo e incontaminato da quegli indomiti petti, alle loro parole e alle loro azioni tutte finalizzate al nostro massimo bene? Beh, io ci provo.

Moreno Lupi