Vela. Sport estremo, ma non troppo

Pare che il catamarano Artemis, uno degli  sfidanti della Coppa America, si sia spezzato durante un allenamento, e uno dell’equipaggio sia morto. Uno degli altri sfidanti, l’italiano Bertelli, ha subito alzato la voce per chiedere “garanzie”, altrimenti si ritira (qui). Ora, siccome lo leggo sul Corriere, e non su un giornale specializzato in sport nautici, mi aspetto che mi spieghino a chi le chieda, e che cavolo di garanzie voglia, questo benedett’uomo. Io, nella mia ignoranza, posso ipotizzare che il destinatario sia un qualche organizzatore, che magari è quello che ha vinto l’edizione precedente. Plausibile. Ma sul tipo di garanzie, nebbia totale. Faccio mente locale e mi sovviene che la vela è uno sport estremo, come del resto dice Bertelli stesso. Forse vuole la garanzia che il vento sia forte, sì, ma non eccessivo? Che il mare sia grosso, ma non troppo? Che il sole non gli vada negli occhi? Che il naso non gli si spelli? Che un Kraken, creatura degli abissi, non lo trascini con sé all’inferno? Ne esco frustrato, e mi sorge un dubbio: che la lobby dei velisti usi il Corriere per mandare messaggi cifrati?