“I lavoratori senza lavoro”. Il discorso dell’abbazia di E.Letta

Tramite i miei preziosi contatti dentro il Palazzo, mi sono procurato in esclusiva mondiale la bozza segreta del discorso che Enrico Letta terrà ai suoi domenica, nell’abbazia di Spineto, dopo un pranzo frugale con i monaci.

Signore e signori, ministre e ministri, la vera priorità del nostro governo è il lavoro. Non ci possono essere dubbi, in proposito. Lo dice anche la costituzione. Per questo, dobbiamo aumentare la produttività. Quindi, la produttività sarà la nostra vera priorità. Solo così, infatti, ci sarà la crescita. Sì, amici, la vera priorità del governo è la crescita. E il Pil. Il Pil è ciò che più conta, in questa difficile fase dell’economia mondiale, quindi sarà il Pil la nostra vera priorità. Ma torniamo al lavoro. No, non vi preoccupate, intendevo il lavoro come tema, il lavoro come priorità, non che noi dobbiamo metterci a lavorare. Io credo che, in una contingenza globale così confusa, dobbiamo guardare all’Europa. Come si crea il lavoro, in Europa? Lì non sono le industrie e le imprese, a creare posti di lavoro. Nossignori! E’ direttamente il governo, a crearli. Ma noi faremo ancora meglio. Infatti, noi abbiamo un’arma in più: il made in Italy. Quel made in Italy tanto caro a Luca Cordero di Montezemolo. E, in tema di lavoro, chi rappresenta il made in Italy meglio di Confindustria e sindacati? E allora ecco l’idea, ispirata a loro: dare soldi a quei lavoratori che sono senza lavoro, e a quelle industrie che non danno lavoro. Capite la mossa geniale? Noi andiamo oltre la creazione del lavoro: noi creiamo direttamente gli stipendi! Pensate che io stia esagerando? Andate a vedere come Confindustria e sindacati ci stanno già spianando la strada (qui). Infine, consentitemi di spiegare la filosofia che sta alla base di tutto. Noi abbiamo il sacro dovere di prenderci cura di una razza unica al mondo, che abbiamo ereditato dai precedenti governi: i lavoratori senza lavoro. Sì, perché non è il lavoro a fare il lavoratore, ma il lavoratore a fare il lavoro. Del resto, se in Italia ci si ostinasse ancora a voler creare lavoro nel senso antico, come veniva inteso nell’era pre-twitter, prima o poi i nostri lavoratori senza lavoro finirebbero per rischiare seriamente di avere un lavoro, e quindi si ridurrebbero a essere lavoratori come gli altri. Giammai! Signore e signori, io credo che glielo dobbiamo, come governo, come stato e come società civile. E ora, tutti nel chiostro per l’ora di tonificazione con fra’ Pilates!

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2 commenti su ““I lavoratori senza lavoro”. Il discorso dell’abbazia di E.Letta

  1. peppone ha detto:

    Sarà ma Montezemolo è alla fine un buon esempio di imprenditore privato che SENZA nessuna aiuto statale crea ricchezza profitti e posti di lavoro, lo so che l’antipatia legata a misere considerazioni di convenienza di partito rende difficile considerare importante una cosa del genere, e fa credere alle stupidaggini in malafede scritte dai giornalucoli di partito. Ne ho avuto la prova quando il sedicente liberale Zamax ha pesantemente criticato Montezemolo perchè si era permesso con i suoi soldi di rendere pubblica una porcata fatta della ferrovie dello stato per impedire a viaggiatori di raggiungere i treni dell società di Montezemolo mettendo una bella inferriata tra la biglietteria e il marciapiede di acceso ai treni.

    Il lavoro si crea lasciando lavorare chi ha buone idee e facendo fallire chi non sa lavorare, i fatto che si cerchi di tenere in piedi la cassa integrazione in deroga togliedo soldi ai fondi per la formazione è una assurdità e una scelta criminale , fatta illudendosi di comperare così il mitico CONSENSO, il sottointeso è che il popolo non capisce niente di economia e di crescita, spendere soldi per tenere in piedi aziende decotte e che nel 100% dei casi non hanno nessuna possibilità di salvarsi tagliando i fondi che potrebbero permettere ad una significativa percentuale dei lavoratori di dette aziende di imparare un nuovo lavoro e trovare un occupazione più sicura è l’esempio di che penosa e irresponsabile classe politica ci troviamo.

  2. vincenzillo ha detto:

    peppone, “i fatto che si cerchi di tenere in piedi la cassa integrazione in deroga togliedo soldi ai fondi per la formazione è una assurdità e una scelta criminale , fatta illudendosi di comperare così il mitico CONSENSO, il sottointeso è che il popolo non capisce niente di economia e di crescita”

    No, il sottinteso è che si possa continuare tranquillamente con la politica da stato para-socialista, che mette d’accordo tutti i politici e tutti i cittadini: il consenso in cambio del posto fisso per tutti. La grande bugia che, per comodità, convenienza reciproca, pace sociale, si sta portando avanti dagli anni 80, frutto del compromesso storico, e continuo oggetto di fraintendimenti, reticenze, falsità, connivenze. Che altrove ho chiamato “inerzia”.

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