Il peggio è una forma mentis

Conosco persone che sono interiormente devastate dall’eterna ricerca del peggio. Ogni santo giorno ti vogliono convincere che ormai abbiamo toccato il fondo, e non c’è più ritorno. Politicamente, molti sono di sinistra, diciamo a metà strada fra M5s e Sel, qualcuno di destra. Qualche esempio. Ricordate Mastella? Mastella, per costoro, era il peggio possibile, perché comprava i voti ed era un venduto. Poi arrivò Scilipoti, e Scilipoti era il peggio, perché era un ignorante venduto. Poi la Minetti. Ah, la Minetti è il peggio, perché ha venduto il suo corpo! Oggi ce l’hanno con questo Razzi. Razzi è già il peggio, perché ha fatto dichiarazioni improvvide, e secondo loro non sa le lingue. Allora tu gli dici, ma scusa, ma il peggio non era la Minetti e Mastella? E loro: eh, no, ma la Minetti almeno era figa e sapeva le lingue. E Mastella? Mastella almeno prendeva tanti voti. Ho il vaghissimo sospetto che domani arriverà Pincopalla, che sarà il peggio perché gli puzzano le ascelle. E basterà questo a trasformare Minetti, Mastella e Razzi in statisti di prim’ordine, perché a loro, almeno, non gli puzzavano le ascelle.

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6 commenti su “Il peggio è una forma mentis

  1. peppone ha detto:

    Sinceramente il fatto che una Minetti si possa vantare del fatto che in Italia conscere gli argomenti su cui si deve legiferare è inutile, non ha mai trasformato il mercato delle vacche delle pensioni di invalidità e baby pensioni che ci troviamo sulle spalle da pagare in grande politica.
    Ma si sa se il sud parassita e inutile ha una spesa per consumi pari al 125% della ricchezza prodotta questo è colpa di Berlinguer e di Repubblica, non dei grandi politici come Mastella.
    IO penso che peones ignoranti come Razzi e Scilipoti e le belle statuine come la Minetti siano meno dannose di Mastella, è sempre meglio avere a che fare con un incompetente incapace, politici del genere sono schiavi dei burocrati e dei tecnici, non sanno fare un passo senza la guida di una persona con un minimo di competenze, mentre gente come Mastella sa benissmo come mantenere masse di fannulloni riconscenti a spese di chi lavora e produce.

  2. vincenzillo ha detto:

    peppone, “Ma si sa se il sud parassita e inutile ha una spesa per consumi pari al 125% della ricchezza prodotta questo è colpa di Berlinguer e di Repubblica”

    L’aumento abnorme della spesa pubblica ha una precisa origine storica e tanti responsabili politici, direi tutti i principali attori dell’epoca. Nel tempo, però, il problema si è aggravato e complicato. Aggravato, perché la spesa continua ad aumentare come “per inerzia”, e, culturalmente, la parola “tagli” è tabù. Complicato, perché, per fermare questa “inerzia”, il primo passo sarebbe quello di avere il coraggio di riconoscere le proprie responsabilità storiche. Dunque un fatto culturale e morale, oso dire, oltre che politico. Invece, c’è tutto un pezzo d’Italia che falsifica la storia, e lascia intendere che la sinistra non c’entra niente, è tutta colpa della fu Dc e del fu Psi. E’ grazie a questa menzogna, che la sinistra può presentarsi ancora oggi come “immacolata”, e offrirci la sua ricetta magica: tagliare i costi della politica, eliminare la corruzione etc. Certo, come no. E intanto la finanza, le grandi imprese e i sindacati continuano a gonfiare la spesa in allegria. E a finanziare giornali che gonfiano quella grande balla e quella falsa soluzione (da Repubblica al Sole 24 Ore). Ripeto: il primo passo sarebbe quello di dirci pubblicamente la verità. Dopo di che, tutto verrebbe da sé.

  3. peppone ha detto:

    La verità?
    Prima di tutto dire che la spesa pubblica è aumentata “per inerzia” è un falso grossolano, i provvedimenti di spesa addizionali fatti per comperare consenso con i 70 miliardi di euro annui di calo della spesa per interessi che c”è stata del 2000 in poi non sono avvenuti per “inerzia” sono solo malgoverno.
    Se come ha fatto il Belgio fossero stati usati per ridurre il debito non saremmo nella condizione attuale, e Berlusconi sarebbe stato considerato in tutto il mondo un grande statista invece che un cialtrone inaffidabile.
    Ma si sa la realtà è complessa, buttare tutto sull’ astratto, su fumose responsabilità culturali e morali è il miglior modo per evitare di affrontare i problemi concreti nello specifico.
    Le colpe non sono “di tutti” ognuno ha le proprie e le proprie responsabilità, sono i berlusconiani che non hanno mai ammesso le enormi colpe del loro idolo.
    La spesa pubblica non è gonfiata dalla finanza dalle grandi imprese e dai sindacati, sono penose bugie che scrivono i leccapiedi come Porro.
    Le grandi imprese che gonfiano la spesa pubblica sono quelle saldamente in mano agli amici del “CAPO” come ENEL ENI e FS, quelle private stanno scappando grazie ai coglioni sostenitori del “piccolo è bello”, i sindacati fanno ben poco, basta vedere l’andamento dei rinnovi contrattuali degli ultimi anni, gli unici particolarmente generosi sono stati quelli berlusconiani dal 2001 al 2006 al pubblico impiego, la finanza poi non centra una minchia, tirarla im ballo è una affermazione degna dei peggiori grillini.
    Nessuna “verità rivelata” risolverà mai il problema di base, cioè il fatto che ci sono troppi coglioni ignoranti che credono a qualsiasi promessa in malafede, e sia a sinistra che a destra indifferentemente.
    La soluzione è semplice, andarsene via se si è giovani, portare fuori i soldi se si è meno giovani, e ridere dei cretini che vogliono presentare un provvedimento che porterà nelle tasche degli italiani 10 euro mensili ( abolizione IMU prima casa ) come un operazione che rilancerà l’economia italiana, purtroppo la demenza senile precoce di molti impedisce di ricordarsi è una penosa replica degli argomenti sull’abolizione dell’ICI, in seguito alla quale stranamente non c’è stato nessun miracolo economico, ma nell’omertà dei cari governanto il peggior anno per l’ economia italiana dal dopoguerra.

  4. vincenzillo ha detto:

    peppone, “dire che la spesa pubblica è aumentata “per inerzia” è un falso grossolano, i provvedimenti di spesa addizionali fatti per comperare consenso con i 70 miliardi di euro annui di calo della spesa per interessi che c”è stata del 2000 in poi non sono avvenuti per “inerzia” sono solo malgoverno.”

    L’inerzia è fatta di tante decisioni, piccole e grandi. Invece di affrontare i problemi con la giusta prudenza e con la giusta radicalità, per comodità ci si allinea all’andazzo sbagliato. L’inerzia può schiacciare chi le si oppone frontalmente, in modo velleitario, come i liberali “radicali”, alla Giannino. Per avere qualche speranza di invertirla, invece, bisogna usare un contrappeso gigantesco, che in democrazia si chiama consenso. Il consenso è l’unica cosa che può riequilibrare le inevitabili tensioni sociali. Il difficile è che il consenso ha delle leggi imponderabili, ed è fragile, mentre le tensioni sociali sono fortemente manovrabili, eccitabili, difficilmente governabili una volta attivate. Berlusconi ha avuto qualche tentennamento di troppo, nell’invertire l’inerzia, specie sui tagli. Il resto del baraccone, invece, e cioè sinistra, parti sociali, banche, grande stampa, non ha avuto alcun tentennamento: si è opposto sempre e comunque a corpo morto. E continua. Finora hanno vinto loro. Domani, chissà.

  5. Frank77 ha detto:

    Che la grande stampa si sia opposta alle riforme è una fesseria bella grossa.

  6. vincenzillo ha detto:

    frank77, “Che la grande stampa si sia opposta alle riforme è una fesseria bella grossa.”

    La grande stampa è per sua natura serva dei suoi padroni. Molti dei quali, e potenti, sono per loro natura interessati a mantenere tutto com’è. Certo, a parole non c’è un editorialista in Italia, dico uno, che non invochi generiche e indefinite “riforme”. I più comici sono i titoloni alla Sole 24 ore “FATE PRESTO”!!! Sì, come no. Poi, però, quando Confindustria e sindacati annacquano la riforma Fornero, che già di suo era abbastanza annacquata, eccoli salutare con entusiasmo “il buon segnale per le relazioni industriali”.

    http://www.ilfoglio.it/contrarian/264

    http://www.ilfoglio.it/soloqui/18073

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