Il Re ubbidiente

Il vangelo di questa domenica delle palme (Luca 19, 28-40) ci offre un’immagine abbastanza scandalosa, per i nostri canoni di giudizio abituali. Un’immagine che voglio collegare alle parole di Papa Francesco, “il potere è servizio”, e al primo capitolo del “Gesù di Nazaret” (Vol.II) di Benedetto XVI, da cui prendo i riferimenti biblici di questo post. Quell’immagine, io la esprimerei così: Gesù è un “re ubbidiente”. Non un re che sottomette con la violenza; non un re che esercita il potere come arbitrio, in base ai propri capricci. Eppure, un re. La sua regalità la vediamo prima quando requisisce l’asina, un puledro su cui mai nessuno era montato, secondo un antico diritto regale sui mezzi di trasporto. Poi, quando viene “fatto salire” dai discepoli sull’asina, come era accaduto a Salomone in occasione dell’insediamento sul trono di Davide (1 Re 1,33). Inoltre, vengono stesi mantelli davanti a lui. Eppure, in tutto questo, non agisce per volontà sua, per un suo progetto, né tantomeno per un progetto “rivoluzionario”, come pensavano gli zeloti, che si aspettavano un capo che guidasse la loro insurrezione contro i romani. No, lui, dice Ratzinger, “vive nella parola del padre”. Infatti, non fa altro che realizzare la profezia delle scritture (Zaccaria 9,9), in cui si diceva che il messia sarebbe venuto su un’asina. Si fa “servo” (Filippesi 2,7), e solo per questa sua obbedienza, “obbedienza fino alla morte, e alla morte di croce” (Filippesi 2,8), merita l’obbedienza di tutti i popoli della terra. Ecco, io credo che subito dopo la sua elezione, Francesco I abbia parlato di “servizio” riferendosi a qualcosa di non troppo lontano da questo.