Repubblica: “Il Papa è pacifista e dice sì alle nozze gay”

Io sarò anche ossessionato, ma quando su Repubblica, schierata da sempre a favore di certe battaglie progressiste, leggo questo titolo:

Francesco, l’abbraccio alle altre fedi e da cardinale disse: sì alle unioni gay

Ecco, io non riesco a non pensare che sia fatto apposta per essere tradotto così, dagli adepti di quella setta:

Finalmente un Papa pacifista che vuole pure il matrimonio gay

E prima un po’ mi girano, poi mi fanno un po’ pena. Non capirono nulla di Benedetto XVI, tranne il fatto che non potevano in alcun modo arruolarlo. E per questo lo odiarono e lo coprirono di fango. Con Francesco I, invece, ci stanno provando, e alla grande (vedi anche l’equivoco tra la difesa del “creato” e l’ambientalismo). Poveri dementi illusi.

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16 commenti su “Repubblica: “Il Papa è pacifista e dice sì alle nozze gay”

  1. Il solito ha detto:

    “Poveri dementi illusi.”

    Concordo, ma non ti piacerà il mio commento.

    Sono dei poveri dementi illusi perchè credono di poter imbrigliare la Chiesa in qualche battaglicola politica (per via del fatto che dal 1789, data simbolica, la chiesa è scesa dal piedistallo di arbitro ed è identificata come una normale fazione politica).
    Ci credono davvero in quella minchiata figlia della democrazia e dei moti rivoluzionari, per cui “se la base si ribella” (el pueblo unido).
    Credono che siccome la chiesa si è divisa in ale didestra e di sinistra sia davvero nel nome del prgresso.

    Mi viene da ridere. Proiprio non riescono a togliersi l’immondizia dalla testa.
    Tipo quando vince un presidente amercano Democratico e titolano “ha l’appoggio di tal industriale/finanziere”.
    Non riescono proprio, quando si tratta dei temi “di sinistra”, a capire che non sono i politici a dettare la line apolitica della società, ma la società a dettare la linea politica.

    E, appena ce n’è l’opportunità, si montano la testa.
    Credono che Pisapia si un Vladimir Putin, che prende l’appoggio delle ACLI locali e poi picchia i pugni sul tavolo e fa come dice lui.

    Mi viene da ridere, loro credono davvero di avere dei grandi politici, si illudono, forse per via della benevolenza di comici, giornali e magistrati, di essersi sudati il proprio successINO politico.
    E così non vedono nemmeno i fili attaccati alle gambe e alle braccia dei “loro” rappresentanti, che, oh, sono sempre a disposizione della base (AHAHAHAHAHAH!).

    Non riescono a cpaire che se il tal cardinale li appoggia significa che vuole qualcosa in cambio, proprio perchè li sta pubblicizzando agli occhi di tanti credenti invasati e gli sta fornendo l’appoggio delle associazioni che controlla.

    L’unico che in Italia abbia fatto più o meno di testa sua è stato Craxi (grazie alle contingenze particolarti deglli anni 80) e abbiamo visto come sia finito.
    Berlusconi è una pallida imitazione e via con le critiche del partito ad personam.
    Che brutta cosa non essere schiavi di ogni microscopica fazione politica!
    Soprattutta quando ci riescono solo gli altri.

    Ma sì lasciali nella loro illusione (alla milionesima volta dovrtebbero aver capito il gioco, e invece…) di essere loro a tenere il papa al gunzaglio.
    Loro non lo mollano, eh?, si sono legati il guinzaglio stretto al collo, che credi?

  2. Il solito ha detto:

    “ali di destra e di sinistra” ho sbagliato, non so cosa mia isa preso.

  3. vincenzillo ha detto:

    ilsolito, “Credono che siccome la chiesa si è divisa in ali di destra e di sinistra sia davvero nel nome del progresso.”

    “non sono i politici a dettare la line apolitica della società, ma la società a dettare la linea politica.”

    Per me il loro errore è pensare alla Chiesa come a un qualsiasi parlamento, perché non hanno idea di cosa significhi il suo lato spirituale, né che cosa significhi la sua tradizione (il loro sogno, come Papa, è don Gallo!). A questo errore se ne somma un altro, sempre di origine “materialista”: una visione hobbesiana della società (homo homini lupus), o la sua opposta ma altrettanto falsa, cinica e violenta, la “volontà generale” di Rousseau. L’origine profonda di questi errori è che diffidano della libertà dell’individuo, e che non accettano il suo correlato cristiano, il peccato originale, ma nemmeno la sua versione laica: l’imperfezione. Il famoso “legno storto” di Kant, vorrebbero raddrizzarlo a tutti i costi. Per loro, è il mondo a essere sbagliato, non la loro visione ristretta. E’ il Papa che sbaglia, a non essere come don Gallo, non loro che portano avanti un’idea folle della Chiesa. A tutto questo, si somma la retorica dell'”umanitarismo”, e oggi anche “ambientalismo” etc., che spesso tracimano nell’arroganza e nell’intolleranza. Come è ovvio che sia, vista la loro origine illuministica e giacobina.

    (Ma perché, poi, non dovrebbe “piacermi” il tuo commento?)

  4. Vuk ha detto:

    Ma perché, poi, non dovrebbe “piacermi” il tuo commento?

    Da per scontato che la chiesa giochi sporco.
    E che abbia dei propri fini, ma questo non l’ho nemmeno lasciato ad intendere, che non sono esattamente spirituali. Mi spiego?

    Appoggiando Pisapia hanno fatto il proprio bene.
    Di cosa succederà a Milano a loro non importa minimamente (nel bene e nel male, sia chiaro).
    A loro interessa cosa succederà al loro potere terreno e al loro portafogli.
    E basta.

    A me Russeau, piaceva come _modo_ di pensare ma non molto in certe sue conclusioni. Ma tieni presente che ho giusto un’infarinatura di filosofia. Penso che, pur coi suoi limiti fosse intellettualmente onesto. Che non vuol per forza dire che fosse onesto verso se stesso (l’intelletto NON è l’anima IMO), ma quantomeno non cercava di piegare i fatti alle proprie idee.

    Comunque.
    La cosa che è umanamente ributtante, per me, del pensiero post illuminista (che è poi confluito in quell’oppio dei popoli E degli intellettuali che era il marxismo), è il limite reale vero e tangibile nella vita di tutti i giorni che tu fai notare.
    Trattare le persone come oggetti, e fin qui va bene visto che siamo ANCHE animali, E NIENTE DI PIU’, e questo non va bene.
    L’altro ieri, ad un matrimonio, parlavo con mia cugina e marito (ormai lei ha quarant’anni, io nemmeno venticinque) e ho esposto una mia vercchia convinzione.
    L’Europa dell’Est, quella del blocco sovietico, che pure è etnicamente meno incasinata dei balcani, è molto peggio di luoghi come Marocco, ma anche Brasile e stati poveri affini non (solo) perchè più povera ma anche perchè è stata sostituita la morale con la legge, e la prima è stat distrutta.
    Una volta che ha perso di senso la legge (serve a convivere civilmente CON GLI ALTRI, ha fini solo materiali), quando ad esempio c’è la fame e obbedire alla legge significa morire, tutto quello che rimane è un’idividualismo animalesco e selvaggio.
    Che razza di società puoi costruire su questo?
    Quando cambi la legge non verrà comunque riuspettata da una massa di disperati che ha imparato che “vita mea” presuppone “mors tua”.
    Distruggendo la morale si sono privati del PIANO B, che non è certo perfetto, ma che serve a limitare i danni quando il PIANO A va a farsi… benedire.
    L’idea è sembrata colpirli entrambi, ma c’è da dire che non ho esposto una parte che probabilmente non avrebbero affato gradito, essendo cattolici impegnati (ma che detestano CL, saranno discepoli di dei vari Don Gallo più moderati e bigotti? Boh!).
    E cioè che il moralismo e la moralità sono due cose ben diverse, in certi casi antitetiche, come dimostra l’attuale società italiana.

    C’è comunque da dire che nella distruzione della morale, intesa come “quella roba vecchia che c’era prima e che deve sparire senza lasciare traccia”, i comunisti sovietici non sono stati i primi.
    Ricordiamoci della monolitica convinzione di poter costruire da zero un mondo nuovo, ricordiamoci della cattedrale di Notre Dame trasformata nel tempio della Dea Ragione.
    Ricordiamoci di Brumaio e di tutto quell’umoristico calendario insensato già a pochi kilometri di distanza da dove era stato inventato.
    E, per dirla con Giovanni Lindo Ferretti, ricordiamoci che “Dopo un’assalto al cielo ci si è spiaccicati al suolo.”

    Poveri miserbaili automi del progresso.

  5. Vuk ha detto:

    Ah, sono sempre il Solito, eh?

  6. vincenzillo ha detto:

    Vuk, precedentemente noto come ilsolito, “Da per scontato che la chiesa giochi sporco.
    E che abbia dei propri fini”

    Sul giocare “sporco”, non condivido, se intendi ciò che si potrebbe chiamare il “potere per il potere”. Quella è roba che riguarda la nota ideologia che ha sparso terrore e miseria dovunque abbia attecchito, senza altri lasciti di rilievo. Invece, pensa a cosa ha significato la Chiesa per il mondo, dalla sua origine a oggi, malgrado tutte le sue storture. In termini di diritto, se vuoi, o di estetica, ma anche di quella “morale” di cui tu giustamente stigmatizzi la cancellazione in favore dell’arida e disumana “legge”.
    In proposito, io non ho ancora trovato alcuna idea filosofica laica, che tenga fermo quel punto di fondo, l’imperfezione, senza cadere nel “tutti contro tutti”, o nell’utilitarismo, che senza morale traballa anche lui. Il sogno del “mondo nuovo” ha un suo fascino, per carità, ma anche io, al suo fondo, ho trovato cupezza e disperazione. Quindi, in attesa di trovarla, mi tengo stretto il mio caro vecchio cristianesimo e la mia cara vecchia Chiesa.
    Infine, sul fatto che la Chiesa abbia dei propri “fini”, non c’è dubbio, ma anch’essa, in fondo, è solo uno strumento nelle mani del Signore. Come Pietro, suo primo capo, che rinnegò 3 volte 3 Gesù. E questo, per me, ha un suo significato.

    (E comunque, so apprezzare anche opinioni diverse dalle mie, e controbatto di gusto. Non sono mica de sinistra, iooo ;-))

  7. peppone ha detto:

    Però l’impressione è che quando c’è da decidere tra la Chiesa e il Partito non hai nessun dubbio:
    https://vincenzillo.wordpress.com/2011/08/30/se-il-nuovo-nasce-gia-decrepito/
    In cui alla sovrana indifferenza per le miserabili gazzarre terrene rispondi ” nascondendosi dietro l’etica e i valori si illude di poter evitare la scelta di fondo tra essere conservatori o progressisti, tra essere liberali o socialisti, tra essere di destra o di sinistra”
    Come se per la Chiesa debba per forza sottomettersi a categorie ottocentesche come quelle di cui parli, mentre proprio il fatto che etica e valori siano per la Chiesa non negoziabili e incommensurabili con le idologie terrene è la sua forza.

  8. Vuk ha detto:

    Peppone
    [Giusto perchè mi stanno sul cazzo le accuse di incoerenza (basate su assunti traballanti, visto che la politica NON è una scienza) che di talk show politici ne ho visti abbastanza da bastarmi per tutta la vita, e di queste vigliaccate viscide e umanamente ributtanti ne ho sentite tante da star male.]

    Quelli che secondo te dovrebbero essere le GIUSTE opinioni di vincenzillo (ma tu CHI CAZZO SEI POI? ah già uno che passa la vita a cercare di far star male l’unico blogger che non ti banni), sono sempre esistite, in diverse forme.
    I primi promotori di tali idee di cui si può avere traccia nel cristianesimo risalgono ai tempi di Gesù di Nazareth. Si chiamavano FARISEI.
    Li avresti trovati persone coerenti e degne di rispetto, probabilmente.

  9. Vuk ha detto:

    Vincenzillo

    Il potere per la sopravvivenza, non per forza per il potere stesso.
    Solitamente ogni forza politica e sociale tende a cercare di conservare se stessa, spesso anche snaturandosi.
    [Il PCI però fu un caso a parte.
    Era mooolto legato al territorio e aveva anche ingenti flussi di capitali che gli passavno per le mani, per questo riuscì a salvarsi come struttura cambiando radicalmente le proprie “convinzioni”, potendo anche contare, questo fu essenziale alla sua tenuta come ente politico _unico e monolitico_ (la DC si spaccò), sul voto “di sinistra” e su tangentopoli.
    Io credo che, dato che era praticamente impossibile che si salvasse con tutti quei casini, che tanti nel PD siano convinti di essere dei MESSIA IMMORTALI.
    Forse anch’io me ne convincerei se mi sparassero e mi risvegliassi illeso ma con la cicatrice del proiettile (mi viene in mente una storia simile di Padre Brown in SUdamerica).
    FU solo culo, casualità storica, quello di trovarsi nel posto giusto al momento giusto e di avere i contatti giusti. Che poi se la siano giocata bene, ok, ma se non avessero avuto un gran culo e un sacco di soldi e militanti moralmente invasati tra le mani, assieme ad una tangentopoli che eliminò la concorrenza a sinistra non sarebbero sopravvissuti neanche per scherzo.]

    Riconosco che la Chiesa abbia anche le proprie tradizioni e una propria teologia, infatti molte sue posizioni sui temi etici sono “talebane”.
    Non parlo dell’aborto per bambini con schiena bifida e simili (a cui sarei favorevole, c’è già abbastanza sofferenza e fatica al mondo, stronchiamola sul nascere, questo è un sogno da mondo nuovo tipo Sparta a cui sono soggetto e che mi rende spietato) ma, insomma, sul preservativo è ridicolo continuare a rispondere a Repubblica.
    L’etica cristiana lo vede come un freno all’amore coniugale (molto hippie e buddista come cosa, ma gli hippy e i buddisti dei porci comodi e/o del politicamente corretto non lo capiranno mai), ok, punto, che cazzo fanno parlare preti, o peggio, politici, che lo fanno apparire come il perno centrale della chiesa?
    O anche, la fecondazione assistita.
    Per quella che è la tua visione perfezionista di un mondo tipo mito dell’età dell’oro arcaica rompi le palle così tanto? C’è una certa arroganza di base allora, anche se non amplificata dall’opinione pubblica, ma questo è lo scotto di una teologia vecchia che, a ragione o a torto, con la coscienza pulita o sporca, si trova davanti ad un ipotetico mondo in cui perderebbe completamente di importanza e di senso.
    Forse un giorno gli uomini verrano partoriti dalle macchine (esagero) e allora? Saranno sempre uomini. Se la teologia e la visione della vita cattoliche non si basassero tanto su tradizioni che poco hanno a che fare con l’anima umana, questo non sarebbe un problema.
    Io credo che si abbia paura di affrontare il fatto che l’uomo è, in fondo, un misero ammasso di cellule, e che la vita come la conosciamo e la visualizziamo nel nostro immaginario non sia fondamentale.
    E cosa che fa star molto male anche me, che in fondo le cose a cui diamo tanta importanza ora perderanno di senso perchè risulteranno inconsistenti.
    Già ora una donna può rimanere incinta senza fare sesso con uno spermatozoo di un uomo che non ha nemmeno mai visto, è una cosa bella? No, ma nemmeno il fatto che nasciamo per poi morire è tanto bello, a mio avviso.
    Io credo che sia naturale ed umano avere paura quando si pensa ad un futuro disumano, ma questo soltanto perchè dovremmo mettere in discussione l’umanità e la vita come la conosciamo.
    Non ci saranno più i buoni contadini (i maggiori esportatori dimais lo fanno coltivare da dei droni comandati via sattellite, mi riferisco a USA e Giappone). Nè la mamma e il papà della happy family cattolica, forse, che mi ricordano tanto, già ora, il mito della casalinga americana anni ’50, forse perchè vedo sparire delle famiglie che, col mio beggraund, sono quelle giuste (padre-madre-figlio, diobono ci vuole tanto a capire che così è meglio? bah!).
    Ne’ ci saranno un sacco di cose che oggi ci sembrano bellissime.
    Riguardo all’utilitarismo, è il mio aMMore, ma è sì incompleto senza morale, che non deve per forza essere giusta, imho, ma deve esserci.

    Il problema è che reagire secondo i dettami della paura e trincerarsi nella torre d’avorio pensando e sperando in un ipotetico mondo arcaico non gioverà a nessuno, e nemmeno alla causa della chiesa, se ne ha una.

    L’unica vera soluzione, a meno che il sistema sociale non vada a rotoli, come molti nella chiesa mi sembrano sperare dato che la carità è sempre un buon affare, è che la chiesa si dia da fare per rendere più lenti e umani i cambiamenti e che li spinga verso la direzione desiderata.
    La rivoluzione industriale fu un’agonia per intere generazioni nate per lavorare, soffrire e morire.
    Vogliamo che lo sia anche la continua rivoluzione tecnologica in cui viviamo? Io no, ma io tra settant’anni sarò morto e quindi per me personalmente la soluzione è fregarmene e vivere la mia vita.
    Per la chiesa, a mio avviso la soluzione è vivere nel _qui ed ora_. Ma vedo che lo fa con una paura assurda e bestiale di tutto ciò che è nuovo o che mette in discussione dogmi vecchi di millenni (la clonazione oggi è una minchiata totale, ma se tra vent’anni non sarà così e sarà valida?).
    Ad esempio le staminali ricavate dagli embrioni. Un embrione potrebbe benissimo essere considerato una creatura inferiore ad un cane adulto, per il sistema nervoso primitivo e per il numero di cellule.
    Eppure non c’è alcun dubbio da parte della chiesa su questo.
    Ma al tempo stesso si vuole tenere in vita persone con il solo tronco encefalico funzionante.
    Per fare che??? Boh, perchè lo dicono dei dogmi decisi da degli uomini per votazione.
    Ma vaff…
    Bisogna spiegarlo alle famiglie che spendono le loro vite a curare degli organismi senza coscienza di essere al mondo.

    Io credo che sia sacrosanto aiutare le madri che sono costrette ad abortire, e che sia giusto _essere_ un piano B quando qualcuno va sicuro a duecento all’ora sulla strada dissestata del progresso, ma ci sono cose contro cui combattere si rivela controproducente, ad esempio la ricerca con gli embrioni.

    La gente muore ogni giorno, gli animali pure, spendere quelle vite primordiali servirà a salvarne molte altre.
    Mentre cadere nelle trappole degli amanti del progresso, che fanno apparire la chiesa come un covo di vecchi che vogliono che l’infelicità permanga nel mondo (le cose stanno mooolto divversamente, in base alla mia esperienza), servirà a danneggiare la chiesa.

    Io credo che la chiesa dovrebbe volare alto e volare basso insieme.
    Fuori tutti i battezzati che non praticano, fuori gli affaristi e gli immobiliaristi dalla curia, basta con esenzioni fiscali e trattamenti di favore, e cominciamo a parlare di religione vera, senza tante preoccupazioni finanziarie.
    Ma è evidente che non vorrano mai pagare l’imu, che non vorrano mai ammettere che la religione è una cosa privata (non da nascondere, ma neanche obbligare per legge ad esporre il crocifisso, per dire un tema simbolico che fa sempre girare le palle per l’arroganza che fa chiedere “ma voi chi cazzo siete?”), che non vorrano mai passare dall’avere 54000000 di sostenitori a 5000000 al massimo (in Italia, a voler essere di manica estremamente larga, i “veri” praticanti sono quelli).
    Allora potrebbero avere una vera comunità di persone, in cui la sincerità e la coscienza del bene potrebbero crescere e prosperare fino a diffondersi alla società civile.

    I tuoi, io credo, sono dei sogni, delle pie illusioni.
    Se ti fanno vivere meglio e ti fanno AGIRE meglio è un bene, ma io non posso proprio crederci, per questi e molti altri motivi.
    E su molte cose davvero non sono d’accordo con te, che però, e per questo ti continuo a leggere nonostante tu esponga spesso quelle che mi sembrano banalità di partito e di cattolico italiano, dimostri di essere una persona priva di arroganza e molto onesta nelle conversazione.
    Che poi è quello che cerco in un interlocutore.
    Altrimenti e più costruttivo parlare col muro, no?

  10. Vuk ha detto:

    Oh, non voglio “una chiesa povera”, che sarebbe una cagata pazzesca, parlo di veri e propri eccessi della chiesa sul (sacro) suolo italiano.

    Il problema (in questo caso “peccato”, magari) non sta nello spendere i soldi, ma negli effetti ottenuti con la spesa e con la ricchezza, e con quelli che si sarebbero potuti ottenere spendendoli diversamente.

    Credo, banalmente, che la chiesa sia rimasta impntanata, o stretta tra due fuochi, il desiderio di bene dettato dalle proprie credenze, e il fatto che quando si tratta di sopravvivere, del bene non frega un cazzo a nessuno.

    Se avesse, in giro per il mondo, promosso lo sviluppo di fabbriche in paesi poveri in cui i ricchi svendono le risorse nazionali, si sarebbe inimicati sia i potenti del posto che chi compra le risorse (paesi piuttosto potenti).

    E allora, diciamolo, può fare poco di più che portare un messaggio, a livello sociale, che, mi capirai, interessa poco o niente alla gente che nasce vive e muore senza alcun miglioramente nella propria miseria.
    Che poi i messaggi esistenziali siano validi è un altro discorso.
    Credo che chi la critica spesso non li tenga in considerazione, e preferirebbe che i soldi della chiesa raccolti sul suolo italiano, li preferirebbe vedere gestiti dallo stato per il miglioramente del proprio stile di vita.
    E, onestamente, non riesco a dargli molto torto.
    La bibbia me la leggo da me e in cambio ho un miglior sitema sanitario… mica male come scambio.

  11. Topenz ha detto:

    Cercano di ricondurre una realtà millenaria, e per certi versi soprannaturale, al loro piccolo piccolo piccolo orizzonte di canne sbattute dal vento. La vita (e la storia) sono un Mistero nel quale risplende e riverbera l’Amore che ci ha chiamati all’esistenza. Quanto a Francesco, aspettate e vedrete il Leone. Come è stato per GPII…

  12. vincenzillo ha detto:

    peppone, “Però l’impressione è che quando c’è da decidere tra la Chiesa e il Partito non hai nessun dubbio:
    https://vincenzillo.wordpress.com/2011/08/30/se-il-nuovo-nasce-gia-decrepito/
    In cui alla sovrana indifferenza per le miserabili gazzarre terrene rispondi ” nascondendosi dietro l’etica e i valori si illude di poter evitare la scelta di fondo tra essere conservatori o progressisti, tra essere liberali o socialisti, tra essere di destra o di sinistra”
    Come se per la Chiesa debba per forza sottomettersi a categorie ottocentesche come quelle di cui parli, mentre proprio il fatto che etica e valori siano per la Chiesa non negoziabili e incommensurabili con le idologie terrene è la sua forza.”

    Non ho mai detto che la Chiesa debba sottomettersi alle categorie politiche, ci mancherebbe altro. Casomai sono i cattolici che entrano in politica, che hanno quel dovere. Altrimenti, grazie anche a Bagnasco, si allontanano dalla loro posizione “naturale”, che è la destra, e finiscono per abbracciare il grande equivoco del “centro”, con i poderosi risultati elettorali che si sono visti.

  13. vincenzillo ha detto:

    Vuk, ammazza quanta roba.
    Non posso rispondere a tutto, quindi parto da un punto che mi sembra fondamentale e via via mi aggancio con altre cose:
    “Credo, banalmente, che la chiesa sia rimasta impntanata, o stretta tra due fuochi, il desiderio di bene dettato dalle proprie credenze, e il fatto che quando si tratta di sopravvivere, del bene non frega un cazzo a nessuno.”

    Non so se è “impantanata”, ma sicuramente è “stretta tra due fuochi”. Ma è il concetto stesso di “bene”, a esserlo. Si potrebbe dire che, nella sua infinita lungimiranza, qualcuno ci aveva già pensato, e infatti aveva già messo l’albero della conoscenza del bene e del male a uno snodo fondamentale del suo racconto, dopo la creazione e prima della croce.
    Per me la Chiesa rappresenta un baluardo, forse l’unico oggi, contro il “relativismo”, che io non vedo semplicemente come un giochetto tra intellettuali, un intrattenimento filosofico tipo dialogo platonico (dove già c’erano i relativisti). Mi sembra, invece, uno sfaldamento, spesso un’aggressione, alle basi stesse della vita. Il “bene” e il “vero”, qualunque cosa siano, sono queste basi. Naturalmente sono perfettamente consapevole che un discorso del genere poteva suonare accettabile fino agli anni 50, ma oggi suona tremendamente demodè, ridicolo. Pazienza.
    Tu la chiami “paura” e di certo c’è anche quella, almeno per me. Ma c’è anche un bisogno di “senso”. E c’è la consapevolezza che non si può “costruire sulla sabbia”, come direbbe la bibbia.
    A me pare che la forza propulsiva del “progresso” sia in via di esaurimento, ma non viene sostituita da nient’altro. L’umanitarismo, per me, è solo una grande illusione: l’uomo da solo è destinato a perdersi. E l’uomo è davvero “da solo” quando perde il suo aggancio alla trascendenza, al metafisico. Questo aggancio è ciò che ci risolleva dalla semplice sopravvivenza. Per me è falso che prima viene la sopravvivenza e poi tutto il resto. E’ un inganno di prospettiva, che nasce quando si tende a guardare esclusivamente il lato materiale delle cose. Quell’aggancio si chiama “dogma”. Ne bastano pochi, ma chiari. E ci deve essere un’istituzione a difenderli, non basta il livello intimo, privato. E serve anche la bellezza, qualunque cosa sia, ma non voglio farla lunga.
    Chiudo dicendo che a te suoneranno come cose arcaiche, sogni di una perduta età dell’oro, ma non lo sono. Milioni di persone hanno fede in questo, e questa persistenza deve avere un significato.

    (Ah, ti ringrazio per la mancanza di arroganza e per l’onestà che mi riconosci. E ricambio)

  14. vincenzillo ha detto:

    topenz, “Cercano di ricondurre una realtà millenaria, e per certi versi soprannaturale, al loro piccolo piccolo piccolo orizzonte di canne sbattute dal vento. La vita (e la storia) sono un Mistero nel quale risplende e riverbera l’Amore che ci ha chiamati all’esistenza. Quanto a Francesco, aspettate e vedrete il Leone. Come è stato per GPII…”

    Condivido, e aspetto fiducioso.

  15. Vuk ha detto:

    Un paio di precisazioni, per evitare fraintendimenti.

    “Ne bastano pochi, ma chiari. E ci deve essere un’istituzione a difenderli, non basta il livello intimo, privato.”

    Sebbene io non creda più in alcunchè, più o meno (e non è bello), riconosco la necessità di un’istituzione come la Chiesa attuale, per i cattolici e per il Cattolicesimo, per motivi che non starò qui a spiegare. Non vorrei aver dato una falsa impressione con la frase finale del mio commento, che era più o meno quello che passa nella mia mente agnostica/atea e utilitarista quando ci penso.
    Quando parlavo di “privato” intendevo in realtà che la religione secondo me NON deve essere istituzionalizzata dallo Stato Italiano, ma qui è _anche_ un problema dell’Italia che si piega a richieste assurde di gente che spesso è solo formalmente cattolica, a mio parere.

    Inoltre, riguardo al costruire sulla sabbia, sono d’accordo con Chesterton, quando fornisce la sua risposta ad una filosofo intelligente ma dalla vita molto triste (vado a memoria).

    “I martelli non servono a distruggere, ma a piantare chiodi, mettere dei punti fissi”

    Sta al filosofo e alla persona decidere che uso fare, del proprio martello/intelligenza (e io purtroppo non riesco ad usarlo che per distruggere, ma vabè).
    Puoi decidere se costruirti il tuo inferno preventivo già da vivo o se goderti i limitati piaceri dell’esistenza, quelli veri.
    Consiglio a tutti di non fare come me.
    E credo che la religione del progresso sia come una bolla speculativa, non costruisce sulla sabbia del deserto, ma sulla quantità di sabbia che sta in una mano. Praticamente sul niente.

    Riguardo alle mie presunte mancanza di arroganza e onestà, credo proprio che sulla prima tu abbia toppato. Purtroppo per me.
    Ma vai tranquillo che va bene così. 🙂

  16. vincenzillo ha detto:

    Vuk, “Riguardo alle mie presunte mancanza di arroganza e onestà, credo proprio che sulla prima tu abbia toppato. Purtroppo per me. Ma vai tranquillo che va bene così. :)”

    Ah beh, come disse quel tale, chi è senza peccato… e anche io non posso scagliare di sicuro. 🙂

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