Ancora sull’arroganza di dire “impresentabile”

Se parlo ancora dell'”impresentabilità”, dopo (qui) e (qui), è perché ritengo che l’uso di quel concetto orribile costituisca un grande ostacolo a un dibattito civile sulla politica. Non solo in tv, ma anche tra persone comuni, e sui social network. Uno dei tanti modi per intimidire chi non la pensa come i sedicenti “migliori”. Un po’ di verità in proposito può sempre essere utile.

Vediamo un caso concreto che si trova su youtube: il duro scontro verbale tra Angelino Alfano, segretario del Pdl, e Lucia Annunziata, giornalista del gruppo editoriale L’Espresso e della Rai. Ho già sottolineato la bontà e il limite della risposta di Alfano (qui), ma ora vorrei parlare di un altro aspetto. Anzi, due. Mi sono chiesto: ma perché l’Annunziata ha reagito così? E poi: come può una giornalista mostrare tanta arroganza, e tanto a cuor leggero?

La risposta alla seconda domanda è semplice: si sente il culo perfettamente al riparo. Perché? Perché, al di là di tutta la retorica ridicola sul Caimano, sa benissimo di avere un grande potere dietro le spalle. Sì, potere, altro che l’intellettuale come “contropotere”, falso mito della sinistra. La verità è che Rai 3 e il gruppo L’Espresso fanno parte di un potente circuito mediatico, che cavalca da lungo tempo, e impunemente, un altro falso mito, quello che sta alla base dell'”impresentabilità”: la “differenza antropologica” tra destra e sinistra. Mito falso quanto il “contropotere”, e per di più infame.

Sul perché l’Annunziata abbia reagito così, quando Alfano ha ribattuto con fermezza, è presto detto: primo, lo aveva fatto apposta per provocarlo e alzare i toni; secondo, non è abituata a essere contraddetta; e terzo, soprattutto, non si può infrangere il mito fondativo. Toccatemi tutto, ma non il mito fondativo! Ma come, Angelino, io ti provoco, sì, ma solo per l’audience, dai, lo sai che il gioco è questo. Non è che ti puoi impuntare: lo sanno tutti, anche su fèisbuk, che siete impresentabili, e ora mi ti metti di traverso? Perfino i miei conoscenti di destra lo hanno ampiamente accettato, e si vergognano di voi. Come dici? I più deboli li abbiamo già intimiditi tutti, mentre i più forti preferiscono tacere per quieto vivere, per non entrare in discussioni inutili, in cui sarebbero sempre in fortissima minoranza, nell’ambiente intellettuale, diciamo pure da soli contro tutti? Ma nooo, noi siamo mooolto democratici e mooolto tolleranti! Certo, nella misura in cui voi accettate di essere “impresentabili”.

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5 commenti su “Ancora sull’arroganza di dire “impresentabile”

  1. leftheleft ha detto:

    il comunista perde il pelo ma non il vizio (del gulag)

  2. vincenzillo ha detto:

    leftheleft, “il comunista perde il pelo ma non il vizio (del gulag)”

    Già.
    Cito a braccio zamax: “il settarismo è la continuazione del comunismo con altri mezzi”.

  3. Vuk ha detto:

    Vedere certi video e relativi commenti, e pensare a come questa gente abbia imbibito il cervello della stragrande maggioranza degli umanisti italiani mi fa male al fegato più dei bagordi al banchetto nunziale di due giorni fa.
    Le sette/otto (dieci?) fette di lardo,i salumi, le pizzette, i crostini, non li ho nanche sentiti.
    Tutte le stronzate dell’annunziata invece le ho sentite, le ho _GIA’_ sentite per essere preciso, da quando avevo dodici anni, campagna elettorale 2001, per tutti gli anni a venire.
    Ho sentito fino alla nausea quella subdola e vigliacca retorica propagandistica che vuole che tutto il centrodestra siano i difetti del centrodestra, e che tutti gli elettori di centrodestra siano come il peggior elettore di centrodestra.

    Sinceramente i lottatori subdoli e quelli vigliacchi assieme a chi distrugge il prato del vicino per vedere il proprio più verde (=delegittimazione morale dell’avversario), mi risultano insopportabili a prescindere dal mio credo politico, e credo che sia così per diverse centinaia di migliaia di elettori, tipo quelli della lombardia “Rossa” nella bassa padana.
    Mi sembra, pur nei suoi limiti, una spiegazione più convincente di TUTTE quelle degli intellettualoni sentite da 19 anni a questa parte.

  4. vincenzillo ha detto:

    Vuk, “Sinceramente i lottatori subdoli e quelli vigliacchi assieme a chi distrugge il prato del vicino per vedere il proprio più verde (=delegittimazione morale dell’avversario), mi risultano insopportabili a prescindere dal mio credo politico, e credo che sia così per diverse centinaia di migliaia di elettori, tipo quelli della lombardia “Rossa” nella bassa padana.”

    Eh, lo so, lo so, ne conosco anch’io, di “rossi della bassa”.
    Sai, io qualche voce tollerante, seppure isolata, la sento. Il problema che spesso riscontro io è la grande “fragilità” delle posizioni più tolleranti. L’idea della “differenza antropologica” è ormai talmente radicata che basta un niente per farla tornare fuori, come la recrudescenza di un virus che si credeva debellato. Concetti come “impresentabilità”, o la sua declinazione nella prassi parlamentare, il terrificante “inciucio”, non sono più nemmeno vissuti come giudizi denigratori, che delegittimano la normale prassi politica nel suo insieme. Bensì sono ritenuti ovvi, neutri, “oggettivi”. E’ pazzesco, ma è così. Ho cari amici di sinistra che sono talmente colonizzati dal virus da non capire che l’uomo colto e raffinato che ripete per anni “inciucio” sulle colonne di Repubblica è praticamente il padre, o quantomeno il gemello, di Beppe Grillo, che ulula “INCIUCIO!!” in piazza con la bava alla bocca. Non lo capiscono, si rifiutano di accettarlo, eppure non sono stupidi, sul resto. Io voglio perdonarli, ma solo perché so che c’hanno il virus.

  5. Vuk ha detto:

    Voglio crederti, e anche io qualche voce tollerante, seppure isolata, la sento.

    Non è questione di credermi, basta vedere i risultati elettorali della circoscrizione numero 3 della Lombardia.

    La sinistra ha raccolto la maggior parte dei voti a Milano (dove ci sono molte più persone in numero assoluto rispetto allo stesso territorio nelle circoscrizioni 2 e 3), mentre ha preso meno voti (in percentuale) nella bassa che nella fascia prealpina (e hai presente come votano a Sondrio e a Varese?).

    Se invece parli del mondo intellettuale, è da sempre controllato dall’alto, basta vedere come gente tipo Girogio Bocca, Dario Fo o Napolitano si è spostata agevolmente tra un partito e l’altro.
    Non volevo darti false speranze, perchè non ne vedo per gli intellettuali.
    Ci sarà un lunghissimo ricambio generazionale già in atto da due decenni e anche le nuove leve non fedeli alla linea (grillini e compani) spariranno dalle nuove generazioni, che saranno composte da persone senza alcun orientamento.

    Noi stiamo pagando lo scotto dei quarantacinque anni di guerra fredda spietatamente combattuta in italia coi soldi americani e russi.
    Gli americani hanno (seguendo la loro strategia geopolitica da centocinquant’anni) finanziato i più trafficoni e gli hanno lasciato fare, senza sporcarsi le mani, hanno solo tirato i fili.

    I russi hanno raccolto la loro parte di trafficoni e li hanno irregimentati, poi hanno finanziato circoli culturali, centri sociali, case editrici, industrie controllate dalle amministrazioni (coop), creato cricoli di base.
    QUesto ha consentito di rimarginare le ferite del corpo moribondo del PCI, continuando a tirare fuori risorse umane, finanziarie e “culturali” accumulate nei governi locali da sessantacinque (ormai) anni.
    Il fenomeno di grillo in Emilia dimostra però come ci sia una vera insofferenza per il tradimento dei valori (che spesso sarebbero discutibili, ma con il qualunquismo di sinistra puoi fare poco, sono convinti di essere sempre nel giusto) della sinistra, e, seppure hanno continuato a vedere la destra come il male, ora la realtà spinge anche alle loro civilissime porte sotto forma di povertà.

    La lotta sarà lunghissima, non si cancella la storia con una legge nè con una riforma come insegna la storia russa.
    Non sono riusciti a cancellare settant’anni di ricerca scientifica nè la povertà nè gli americani (i russi hanno un capitale umano-scientifico e un arsenale di tecnologia da fare paura) e a ben guardare non sono riusciti a cancellare il ricordo dello zar neanche decenni di povertà seguiti da settant’anni di povertà e propaganda serratissima.

    Non sarà, credo, una battaglia violenta, se non da parte di chi ha la coda di paglia (Annunziata docet) ma come tutte le lotte combattute capillarmente sul territorio sarà lunghissima.

    E forse avremo un’italia finalmente libera dalla divisione in “cafoni a destra – arroganti a sinistra” (anche vera in parte, soprattuto sull’arroganza di sinistra, ma non si può accettare di piegarsi a questa visione).

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