A proposito dei pidiellini davanti al tribunale di Milano

Faccio mia questa considerazione di un lettore del Foglio: “Temo le piazze in parlamento e non i parlamentari in piazza.”

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2 commenti su “A proposito dei pidiellini davanti al tribunale di Milano

  1. peppone ha detto:

    Le piazzate pidielline mi lasciano abbastanza indifferente, chi in una decina di anni di governo è stato assolutamente incapace di migliorare di una virgola lo stato penoso della giustizia dovrebbe cambiare lavoro.
    Il piagnisteo per cui qualsiasi legge è impotente di fronte alla magistratura cattiva è solo una conseguenza del fatto che il politico medio berlusconiano è un minchione incapace di prevedere le coseguenze delle leggi che scrive e vota.

    OT
    ricordando questo:
    https://vincenzillo.wordpress.com/2012/12/23/una-parola-ai-maro/

    le frasi di oggi di Zamax mi hanno fatto fare 4 risate:

    una mossa molto avventata, da disperati, che rischia di trascinarci dalla parte del torto, almeno agli occhi di quel mezzo mondo emergente di cui l’India è tanta parte. I marò in «permesso voto» in Italia restano dunque nel nostro paese. Quand’anche la cosa fosse stata contrattata sotto banco con le autorità indiane, è una soluzione che rischiamo di pagare salatissimo in termini d’immagine. Perché in questo momento ci sono centinaia di milioni di indiani che se sospettano e brontolano contro un governo, il loro, che su questo caso si è dimostrato inetto, debole e forse corrotto, non hanno invece il minimo dubbio, e lo gridano, che l’Italia si è confermata se stessa in tutto il suo splendore: il paese dei mafiosi e dei mancatori di parola. Lo dico ai cretini che oggi hanno ritrovato l’orgoglio nazionale.

    Insomma un politico ha fatto ciò che tu ingenuamente ritenevi giusto e necessario e Zamax dà esplicitamente del cretino a chiunque ne gioisca.

  2. vincenzillo ha detto:

    peppone, “Insomma un politico ha fatto ciò che tu ingenuamente ritenevi giusto e necessario e Zamax dà esplicitamente del cretino a chiunque ne gioisca.”

    Benché io sia in odore di nomina a capo del governo, nonché a un pugno di voti dal soglio pontificio, ti ricordo che ho ancora il privilegio di esprimere liberamente anche ciò che mi sgorga dal cuore, se mi va. Che è cosa ben diversa dal fare il ministro degli Esteri, o l’editorialista da grande stampa “responsabile”. Ti ricordo anche che non ho mai accennato all'”orgoglio nazionale”. Detto questo, tuttavia, se zamax dice che sono un cretino, vorrà dire che scatenerò una crisi internazionale tra il Ducato di Milano e la Serenissima, con conseguenze globali incalcolabili!

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