“Solo un uovo di Pasqua”

Donna intervistata dal tg: “Quest’anno c’è la crisi, quindi solo un uovo di Pasqua.” E io mi chiedo: ma vuoi vedere che dove non è arrivato Mario Monti – che fu trasformato dalla propaganda di regime dei giornaloni in apostolo della sobrietà -; dove non arriverebbe mai nemmeno Papa Francesco – perché bello è bello, avere un Papa che dorme nell’ostello, ma signora mia, il bambino chiede l’uovo, non vede che piange, che sarà mai un uovo in più, ne abbiamo già presi nove!! -; insomma, vuoi vedere che quella sobrietà che ai nostri padri aveva dato un po’ l’indigenza millenaria, un po’ il cristianesimo vecchio stampo, un po’ la guerra, un po’ i sani schiaffoni di papà, a noi ce la farà riscoprire questa infausta e provvidenziale crisi?

Quegli zingari con abbonamento deluxe

Venerdì scorso avevo un appuntamento con il tecnico del frigorifero. Sempre che si possa definire appuntamento una fascia di 5 ore, dalle 14 alle 19. E già qui… ma lasciamo perdere. Sempre venerdì, era in corso l’okkupazione dell’Azienda Trasporti Milanese, da parte di sindacati che a me sembrano sempre più simili ai kollettivi studenteski del liceo, che scioperavano per la fame nel mondo, la quale evidentemente si aggravava sempre il sabato mattina. Insomma, per tornare a casa prima delle 14, non avevo che da sperare in un provvidenziale krumiro. Per sicurezza, mi sono avviato a piedi. A una fermata, però, il tram veniva dato in arrivo. Ho atteso, e infatti è arrivato. Strapieno. Purtroppo non ho avuto la prontezza di fiondarmi dentro. 5 zingari mi hanno preceduto e hanno riempito l’ultimo buco dell’ultima porta. Ho tentato un timido “non potete stringervi di più?”, ma ho ricevuto in risposta solo 5 brutti sorrisi sdentati. La mia mente ha riassunto la situazione così: ecco 5 persone senza biglietto – o forse hanno l’abbonamento deluxe, zero limiti zero euro? – 5 persone che, quindi, mi hanno rubato il posto, 5 persone che con ogni probabilità sono salite proprio per approfittare della calca, e rubare ben altro che i posti. Poi ho sentito attivarsi il meccanismo di chiusura e mi sono ricordato che ero attaccato con le mani al palo, ma il resto del corpo era fuori dal tram. Non avevo scelta, mi sono buttato giù. Manco il tempo di atterrare e mi squilla il cellulare. Notare che mancavano ancora dieci minuti all’inizio della fascia oraria del tecnico. Era lui: “Io sono qui sotto.” E io: “Tra dieci-minuti-un-quarto-d’ora sono lì.” E lui, con l’elasticità di un Mario Monti: “No, allora finisce in fondo alla lista.” Click. Grazie, tecnico. Grazie, scioperanti. Grazie, zingari.

Lettera di Franco Battiato alla sinistra

Cari adepti della sinistra,

non vi nascondo la mia profonda delusione, che stanotte mi ha strappato alla mia abituale atarassia mistica. Se mi abbasso a scrivervi dal mio isolamento tantrico, è solo per darvi un’ultima occasione di redimervi, prima di scatenare su di voi la sacra ira della dea Kalì. Cioè, io lo sapevo benissimo che la politica è una cosa schifosa, volgare, ributtante, ma non mi aspettavo certo da voi tanta incoerenza. Io, nella mia umile funzione di megafono della Verità, mi sono limitato a dire ciò che la mia parte politica e intellettuale, cioè voi, non fate che ripetere da anni, come dervisci posseduti, e io con voi, nel nostro sforzo immane per distruggere la destra. Quella destra subumana. Quell’aborto morale e intellettuale che merita solo di tornare nel nulla cosmico! Ce lo siamo detti tra noi ogni giorno per anni, sfruttando tutte le tv, le piazze, il corpo delle donne, le chiappe mosce delle attrici impegnate, le chiappe sode delle direttrici di giornale, gli appelli su Repubblica; ne abbiamo fatto uno dei simboli della nostra superiorità morale, che poi è l’unico collante politico della nostra gloriosa setta!! Come dite? Non dovevo dirlo in una sede istituzionale? Ma scusate, ma cosa volete che siano le istituzioni, in confronto alla nostra battaglia??? Ma scusate, ma non vedete che come presidente del Senato abbiamo un eroe dell’antimafia, uno dei nostri, che va in tv a dire che lo stato è colluso con la mafia? E il nostro figlioccio Grillo, oggi terzo partito, dà tranquillamente dei puttanieri ai leader dei due maggiori partiti. Orsù, adepti, compagni, fratelli mistici, non fatemi incazzare la dea Kalì! Fatemi, invece, ciò che davvero mi merito: un monumento!!

Con degnazione sufica,

Maestro Franco Battiato

PS. Per il monumento, ho già pronto il progetto di un mio amico archistar, una gigantesca Paloma – cuccuruccuccùùù! – con la testa grande almeno il doppio della cupola di San Pietro: che si veda dal raccordo anulare!

Bersani. Come regalare una vittoria

Si tramanda che nella Grecia antica, quando erano gli dèi a fare da giudici, chi vinceva vinceva, e chi perdeva perdeva. Per esempio, quando Paride vinse la famosa gara, lui si tenne la mela d’oro, e tutti gli altri ciccia. Poi, nella penisola dove un tempo era allocata l’ex Magna Grecia, venne l’era della democrazia. E con la democrazia nacque la prassi di negare la sconfitta in guerra, e poi di spacciare tutte le sconfitte elettorali per “vittorie morali”, nella metà della penisola dove era allocata l’ex Unione Sovietica. Poi arrivò l’era delle elezioni 2013, dove il vincitore Bersani apparve fin da subito come il vero e unico sconfitto. E così si credette di avere raggiunto il massimo possibile del rovesciamento. Invece, poi, arrivò l’era del post-elezioni 2013, dove il vincitore Bersani non si accontentò più di essere il vero sconfitto, ma finì per trovarsi molto vicino a regalare involontariamente, ma realmente, la vittoria all’avversario. Lo dice questo bel sondaggio, che se si andasse a votare oggi… (qui).

Sempre il solito Grasso / 3

Concludo la mia trilogia su Pietro Grasso, primi due capitoli (qui) e (qui), con un’ultima considerazione per i pochi amatori che hanno avuto il fegato di seguirmi fino al terzo episodio. Oggi Grasso mostra dello stupore, per gli attacchi che riceve dai giustizialisti. Ma chiunque si trovi a scontrarsi con i fanatici dell'”antimafia” e della “società civile” dovrebbe sempre ricordarsi delle accuse infamanti che tali fanatici lanciarono anche contro Giovanni Falcone, sì, proprio Falcone, quando il giudice era ancora vivo ma non era ancora un santino come oggi, e decise di lavorare a stretto contatto con l’allora ministro della giustizia Claudio Martelli, il politico Martelli, il socialista Martelli. Falcone venduto! Falcone inciucio! Certo, se Grasso le avesse già rinfacciate ai fanatici, forse non avrebbe fatto molta carriera, ma almeno oggi non si meraviglierebbe troppo di ciò che sta accadendo a lui.

Sempre il solito Grasso / 2

Dopo la sintesi (qui), voglio fare anche l’analisi. Di cosa? Dello stile di Pietro Grasso. Quell’ambiguo dire e non dire, che lo accomuna ad Antonio Ingroia e ad altri figuri altrettanto “riveriti”. A proposito, dove sono i fanatici del “senso nobile delle istituzioni”, pronti ad appellarsi all’Onu se Berlusconi scorreggia nel suo giardino di casa? Come possono accettare che la seconda carica dello stato metta in discussione lo stato stesso? Sentite cosa ha detto ieri sera sulla grande bufala della trattativa stato-mafia a Piazzapulita, (fonte: Repubblica (qui)). Con mio commentino sapido.

Io valuto i fatti”.

Ci mancherebbe, era un magistrato.

La cosa peggiore è avere delle intuizioni e non poterle provare.”

Eh no, già qui non ci siamo. Sta forse dicendo che la verità è che trattativa ci fu, anche se non si può provarlo?

Ma sino a quando non ho le prove, io non parlo e non ne parlerò neanche stasera.”

Ah, beh, allora è una persona seria, non accusa a vanvera, lei, magari approfittando della sua enorme autorità, o della sua grande autorevolezza presso una grossa fetta della società.

La trattativa comporta una conclusione con un accordo. Questo forse deve essere ancora pienamente dimostrato.

Come, forse?

Sono convinto che bisogna cercare la verità, che dobbiamo fare di tutto per trovare la verità.

Giusto, giustissimo!

Però forse ci sono ancora cose da scoprire più grosse che non una trattativa che ponga al centro il 41 bis.”

Come, scusi, non aveva appena detto che non parlava?

Forse ci sono ancora cose più gravi da scoprire“.

Certo, certo, come no. Tipo come mai, a questo punto, mi venga da citare Beppe Grillo, quando apostrofava i politici nei suoi raduni. Aiutino: inizia con la “V”, e finisce con una parte del corpo poco nobile.

Sempre il solito Grasso / 1

L’unica cosa veramente degna di essere letta sull’orrenda cagnara in corso tra i giustizialisti sono le poche righe dell’Andrea’s version di oggi (qui). Tuttavia, tanto per essere coerente, vi segnalo anche una mia letterina al Foglio, pubblicata online (qui):

Scusate, ma non è il presidente del Senato?

Quando Pietro Grasso era procuratore antimafia, si poteva capire – non accettare, ma capire – che facesse certe dichiarazioni allo scopo di sostenere le sue tesi accusatorie. Ma oggi, che è il presidente del Senato, come fa ad andare in tv e dire ancora cose come questa, che leggo su Repubblica: “Forse ci sono ancora cose da scoprire più grosse che non una trattativa che ponga al centro il 41 bis. Forse ci sono ancora cose più gravi da scoprire”. Il solito stile, dire e non dire. Ma oggi riveste una carica ancora più alta.

E, per continuare con la coerenza, a brevissimo posterò un altro paio di cosette.