Il topo e il giaguaro

Con il suo discorso di ieri, Bersani ha dimostrato non solo lo stato confusionale del Pd, ma anche la sua inconsistenza e la sua pavidità. Ha detto di no a Berlusconi, e sul Foglio di oggi si riporta la motivazione “sussurrata” da qualcuno nel Pd: “i nostri elettori non capirebbero”. Ovvio, sono stati educati all’odio settario e al moralismo, non alla politica. Esattamente come quelli di Grillo. Ma Berlusconi sa aspettare, e sa che il tempo lo rinforzerà. Invece, l’attendismo di Bersani è molto pericoloso, per lui. Non ha fatto nessuna proposta, ma solo un’apertura di credito a Grillo. Forse si illude di stanare il comico, di giocare al gatto col topo, ma il rischio è che diventi lui, il topo. E finora coi felini, vedi il giaguaro, non gli è andata benissimo.

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5 commenti su “Il topo e il giaguaro

  1. peppone ha detto:

    Sai, lo stato comatoso degli investimenti pubblicitari in Italia consiglia al Silvio una notevole disponibilità al compromesso, che qualcuno potrà definire “responsabilità”, la mia impressione è che Bersani cosciente che chi ha più da perdere è proprio Berlusconi stia tirando sul prezzo, e lasciando a Berlusconi tutto l’onere di cercare un accordo.
    Dico questo perchè sento nel 90% dei berlusconiani di mia conoscenza un irritazione crescente verso queste avances del SIlvio verso i Komunisti.
    Forse al momento Bersani pensa di aver perso tutto cio che poteva perdere, mentre sapendo benissimo la strada lastricata di decisioni difficili e impopolari che lo aspetta ha tutto l’interese a far si che la parola “responsabilità” valga nel senso di prendersi carico di cio che bisogna fare, cosa che il berlusconismo non ha MAI saputo fare con la sua idea di “ottimismo” che gli fa adire ancora oggi minchiate come:
    «Smettiamola con lo spread. Lasciamolo stare. I mercati vanno per la loro strada. Sono indipendenti e anche un po’ matti. Abbiamo vissuto felicemente per anni senza preoccuparci dello spread, che è una invenzione di due anni fa. Lasciamolo stare. Va bene calcolare gli interessi che il Tesoro paga, ma non confrontiamoci sempre comunque con la Germania. Non ha importanza. Ne abbiamo fatto sempre a meno. Continuiamo a farlo. Non esiste»
    Silvio Berlusconi, 26 febbraio 2013
    Abbiamo vissuto felicemente per anni portando il paese allo sfascio, ha ragione Mario Seminerio nel suo commeno a questi slogan dementi:
    “Ricordatevi di queste parole, quando i vostri figli vi malediranno.”

  2. vincenzillo ha detto:

    peppone, “Mario Seminerio nel suo commeno a questi slogan dementi:
    “Ricordatevi di queste parole, quando i vostri figli vi malediranno.””

    Non so chi sia costui, ma il suo è a sua volta uno slogan, e a me sembra molto millenarista, e molto demente. Al contrario delle giuste considerazioni di Silvio. Le quali, in realtà, sono contro la mania dello spread. La moda autodistruttiva del momento. Ma un millenarista è capace solo di vedere la fine del mondo e dell’italia in qualunque rialzo dello spread. Sono casi disperati.

  3. peppone ha detto:

    La frase demente è questa:
    “Abbiamo vissuto felicemente per anni senza preoccuparci dello spread, che è una invenzione di due anni fa”, cioè abbiamo vissuto bene quando nel 2010 c’è stato il picco dei suicidi di imprenditori,( di cui però non bisognava parlare ) quando nel 2009 la produzione industriale è crollata del 25%, quando per falsare i dati sulla disoccupazione e far finta di niente è stata inventata la cassa integrazione in deroga, in modo da mantenere un buon numero di disoccupati e da non farli apparire nelle statistiche, l’ho gia detto, lo spread è solo un sintomo, se leggi le cose che scrive da anni Seminerio potresti scoprire che le cose che sono successe erano ampiamente prevedibili e previste, compresa la caduta vergongnosa di Berlusconi in conseguenza della fuga degli investitori dall’Italia di cui lo spread era solo un riflesso.
    E se i soldi scappano dall’Italia le banche non hanno più soldi da prestare agli imprenditori, questi falliscono o non possono investire e innovare e TUTTI stanno peggio.
    Pretendere che questi duri fatti siano una moda autodistruttive è leggermente fuori dalla realtà, salvo poi quando la mazzata ti colpisce correre alla ricerca di un capro espiatorio, Monti, i giornali cattivi, le agenzie di rating. la sinistra che rubando le matite e le gomme dall’astuccio impedisce ai geni politici di lavorare, la cattiva Merkel che non vuole pagare i debiti fatti dal SIlvio per ingrassare amici e compari.
    Seminerio non parla di fine del mondo, parla di impoverimento progressivo e inevitabile se non si affronta la realtà, cioè quello che è successo in questi 20 anni.
    Non sarà la fine del mondo, ma i tuoi figli vivranno molto peggio di te, semplce.

  4. vincenzillo ha detto:

    peppone, ““Abbiamo vissuto felicemente per anni senza preoccuparci dello spread, che è una invenzione di due anni fa””

    Il fatto è che Berlusconi vuole farsi capire dalla gente comune, e perfino rincuorarla. Al contrario dei catastrofisti che popolano i giornali e i partiti del terrore, interessati a diffondere solo il terrore, appunto. L’ossessione dello spread, ripeto l’ossessione, è un sintomo di isteria, il contrario della buona politica.

  5. peppone ha detto:

    Negare la realtà e lascirla incancrenire non mi sembra un esempio di buona politica, visto dove ha portato l’Italia.
    Poi ho letto una spiegazione della grande disponibilità a qualsiasi compromesso di Berlusconi e dell’attendismo di Bresani.
    Tutti e due sanno benissmo che Napolitano non può sciogliere le camere, dato che è nell’ultimo semestre di presidenza, e che Monti+Bersani hanno i numeri per eleggere chiunque da soli.
    Se Bersani sta solo tirando sul prezzo l’appoggio di Berlusconi sapendo che una volta preso l’impegno di appoggiare un governo il prezzo che il SIlvio potrebbe pagare per farlo cadere nuovamente sarebbe alto, tutte i millantati proclami di responsabilità si rivelerebbero teatrino della politica di professione tirando acqua al mulino di Grillo.
    Insomma se il SIlvio appoggia un governo per avere un presidente della repubblica non sgradito potrebbe anche legarsi le mani.
    Sarà miope strategia di corto respiro, ma anche tenere in piedi il governo con i voti di scilipoti lo è stata altrettanto, se andava subito alle elezioni dopo la rottura con Fini, il SIlvio rischiava un piccolo calo, ma così ha perso il 50% dei voti, e tu lo chiami un grande stratega?
    A me sembra sia stato una mezza sega cagasotto.

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