Sillabario delle politiche 2013

Poche cose al mondo sono volatili come il lessico della politica italiana, dove le parole sono totalmente disancorate da qualsiasi riferimento saldo. Ecco alcune di quelle che sentirete pronunciare fino a domenica 25, in ordine sparso, corredate del loro vero significato.

Credibilità. E’ una questione di vita o di morte. E’ la questione delle questioni. O dentro o fuori. O la va o la spacca. E chi più ne ha, più ne metta. Credibile fu Monti, e solo Monti, ma ora non più, perché è un politico, e ormai la politica nel suo insieme non lo è più. A certificarlo è la sinistra, pur essendo in palese conflitto di interessi. Ma anche i giornalisti. Quelli che la sera di lunedì 4 febbraio gridarono al disastro, spread alle stelle, la borsa crolla, e tutto per colpa del ritorno in politica di Berlusconi, lo dice il Financial Times!! La sera dopo, 5 febbraio, tutto torna a posto: borsa su, spread giù. Cosa è cambiato? Nulla di nulla. Nemmeno la faccia di bronzo dei giornalisti. Loro sì, che sono credibili.

Presentabilità. E’ una questione di vita o di morte. E’ la questione delle questioni. O dentro o fuori. O la va o la spacca. E chi più ne ha, più ne metta. Meglio nota per via del suo opposto: l’impresentabilità. Il ragionamento è questo: per essere votabile, devi essere perlomeno candidato, ma per essere candidato, devi essere perlomeno presentabile. Quindi, chi conferisce la patente di “impresentabile” si illude di avere in mano i giochi. Peccato che Silvio Berlusconi, l’”impresentabile” per eccellenza, abbia sempre preso voti a carrettate. Ma voti impresentabili, eh.

Questione morale. All’occorrenza, è stata una questione di vita o di morte. La questione delle questioni. O dentro o fuori. O la va o la spacca. E chi più ne ha, più ne metta. Da pochi giorni, invece, è diventato un argomento un po’ spuntato, a cui crede forse solo il 5% di Ingroia. Cosa è accaduto di tanto epocale? E’ bastato che le liste di quegli sporcaccioni del Pdl si dessero una ripulita. Ennesima prova che non c’entra tanto con la politica, quanto piuttosto con l’igiene. Non quella personale, ma quella pubblica.

Sistema paese. Non basta dire “sistema”, che fa un po’ anni 70. Non basta dire “paese”, che mantiene ancora un guizzo di vitalità. Molto meglio dire “sistema paese”. Espressione che succhia via ogni goccia di vita, di imprevedibilità, di genio, di cuore, e consegna l’Italia alla sterile fissità di un computer. Non è un caso, che questo “sistema paese” sia sempre bloccato, paralizzato, incriccato. E qual è la soluzione? Più politiche industriali, ovviamente. Cioè, più dirigismo. Più stato. Più tasse, più burocrazia. Sistema paese: un sistema infallibile, per far fallire il paese.

Populisti. Sono il vero cancro. Il peso morto. La palla al piede. Se non ci fossero loro, la politica sarebbe sana, buona, e potrebbe volare alto, altissimo. Come collocazione, sono tutti a destra. O, al massimo, all’estrema sinistra. A sinistra, invece, non ve n’è traccia. Al centro, men che meno. Nei giornali e in tv, zero totale. Ah, che bello sarebbe, se in Italia ci fosse solo la sinistra, solo editorialisti di Repubblica, solo pensieri di Gad Lerner!

Europeisti. Sono gli unici “credibili” (vedi sopra). Sono tutti “presentabili” (vedi sopra). Hanno tutti a cuore il “sistema paese” (vedi sopra). Tanto che ti viene il dubbio che, sotto sotto, sia la solita contrapposizione manichea tra italiani migliori e italiani peggiori, e che l’Europa, in realtà, non c’entri proprio un cazzo.

Moderati. Parola rifugio della destra, ma usata anche al centro e a sinistra. La destra assediata, sbeffeggiata, trasformata in caricatura, non ha ancora avuto la forza di fare tesoro delle proprie vittorie elettorali e della tradizione degli altri paesi europei. Non ha ancora trovato di meglio che definire se stessa e il proprio elettore “moderati”. Uno dei tanti falsi storici, a cui solo la storia, piano piano, potrà porre rimedio.

Serietà. Vedi credibilità.

Destra e sinistra. Schema classico della politica democratica, che in tutti gli altri paesi d’Europa funziona benissimo. Da noi, invece, probabilmente per via del sole e del mare, esso è dato per vecchio, superato, obsoleto, anacronistico. I più illuminati, da Monti a Grillo, lo hanno già abbandonato. Ci fosse un giornalista, in tutta Italia, a parte Giuliano Ferrara, disposto a giocarsi il posto dicendo la verità in proposito.

Centristi. Abbandonato il “bipolarismo muscolare”, non resta che un’unica opzione degna: buttarsi al centro. I più illuminati lo hanno già fatto. Fatelo anche voi, vi conviene. I voti scarseggeranno sempre, ma la compagnia è ottima e abbondante. Avrete più partiti che idee, più alleati che voti, ma vi sentirete taaanto nobili!

Conservatori. Esistono, eccome, ma solo nella vita reale. Nel dibattito pubblico, invece, non pervenuti. Vale solo come insulto.

Liberali. Quelli laureati sono intorno al 4%, da decenni, e si tengono ben stretto il loro malloppo, affinché resti infruttuoso, vedi Oscar Giannino. Invece, quelli “veri” sono a sinistra. Come tutti i “veri”: i “veri” democratici, i “veri” patrioti, i “veri” europeisti etc. E come la “vera” destra.

Socialdemocratici. Anch’essi esistono, ma se ne stanno ben nascosti, nel Pd. La parola, invece, è totalmente assente dal dibattito. Forse perché rimanda alla tradizione e alla normale prassi europea. E a noi, che ci frega di come vanno davvero le cose in Europa? Tanto, siamo già “europeisti”! (vedi sopra)

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9 commenti su “Sillabario delle politiche 2013

  1. ilsolito ha detto:

    Liberali. Quelli laureati sono intorno al 4%, da decenni, e si tengono ben stretto il loro malloppo, affinché resti infruttuoso, vedi Oscar Giannino. Invece, quelli “veri” sono a sinistra. Come tutti i “veri”: i “veri” democratici, i “veri” patrioti, i “veri” europeisti etc. E come la “vera” destra.

    Troppo “vero”. (A parte su giannino che è solo un pazzo, nella migliore delle ipotesi, ed è incompatibile con un partito che pur con tutti i suoi giganteschi difetti non ha mai svenduto i tesori dello stato italiano, in quanto non composto da pazzi, o forse non composto da malvagi bastardi che manderebbero l’universo in merda in nome dell’ideologia libertarian).

    —-

    Conservatori. Esistono, eccome, _ma solo nella vita reale_. Nel dibattito pubblico, invece, non pervenuti. Vale solo come insulto.

    Populisti. Sono il vero cancro. Il peso morto. La palla al piede. Se non ci fossero loro, la politica sarebbe sana, buona, e potrebbe volare alto, altissimo. Come collocazione, sono tutti a destra. O, al massimo, all’estrema sinistra. A sinistra, invece, non ve n’è traccia. Al centro, men che meno. Nei giornali e in tv, zero totale. Ah, che bello sarebbe, se in Italia ci fosse solo la sinistra, solo editorialisti di Repubblica, solo pensieri di Gad Lerner!

    —-

    Idem come sopra, verissimo.

  2. ilsolito ha detto:

    Europeisti. Sono gli unici “credibili” (vedi sopra). Sono tutti “presentabili” (vedi sopra). Hanno tutti a cuore il “sistema paese” (vedi sopra). Tanto che ti viene il dubbio che, sotto sotto, sia la solita contrapposizione manichea tra italiani migliori e italiani peggiori, e che l’Europa, in realtà, non c’entri proprio un cazzo.

    Dimenticavo, verissimo pure questo, che fa il paio con la parte sui “veri” liberali.

    E’ incredibile come i “veri” amanti della tradizione adorino l’immigrazione, come i “veri” italiani (gli altri sono tutti alieni che vengono da marte, per dirla con craxi) si farebbero volentieri governare da istituzioni straniere, come i “veri” federalisiti non abbiano mai voluto alcun meccanismo dei controlli di spesa.
    Devo rivedere tutte le mie convinzioni basate, ahimè, su una totale incapacità di leggere la realtà anche quando quest’ultima sembra evidente e cristallina.

  3. vincenzillo ha detto:

    ilsolito, “Devo rivedere tutte le mie convinzioni basate, ahimè, su una totale incapacità di leggere la realtà anche quando quest’ultima sembra evidente e cristallina.”

    E’ inutile che ci provi, tanto la verità, quella vera, e la realtà, quella reale, la conoscono sempre e soltanto loro. Finora sono stati capaci di trasformare i loro avversari, Dc, Psi, Fi etc, in altrettanti alibi per la loro inettitudine. Ma ormai siamo agli sgoccioli di questa infame pagliacciata. Si tratta solo di tenere duro, specie nelle urne. Poi, chi vivrà, vedrà.

  4. ilsolito ha detto:

    Ma ormai siamo agli sgoccioli di questa infame pagliacciata. Si tratta solo di tenere duro, specie nelle urne. Poi, chi vivrà, vedrà.

    Sì, beh, se Atene piange, Sparta non ride.

    E nel PDL -te lo dico da simpatizzante ed elettore di un alleato- si è fatto davvero l’impossibile per dare modo agli avversari di sostenere la presenza di raccomandazioni. Vedi certe ma non tutte le varie vallette.

    E poi, se anche si “tiene duro”, cosa cambia per l’Italia?
    Perchè la politica è un mezzo, mica un fine.
    Credi che, per fare un esempio a freddo, la polizia e i carabinieri vedrebbero di buon grado un’eventuale riforma delle forze dell’ordine che accorpi in modo chiaro chi risponde all’Interno e chi alla Difesa? O magari che stabilisca un organo esterno per verificare gli abusi di potere?

    E sto parlando di un organismo con poteri limitati.

    Se si pensa alla magistratura, che fa riferimento solo a se stessa e che si basa su una legislazione ridicola, viene da piangere.

    E pensiamo al “bicameralismo perfetto”. A che cazzo serve? A che cazzo è mai servito?
    Eppure è lì da sessant’anni, immutato, elefantiaco e obeso.
    Per non parlare del fatto che il parlamento, nei fatti, metta semplicemente il veto a proposte di legge scritte da altri, nel novanta per cento dei casi, mandando in merda settimane di lavoro pur di non scontentare l’elettorato di riferimento o i propri finanziatori.

    C’è tanto di quel marcio che se non si riesce a isolarlo e ripulirlo poco per volta o esploderà da sotto al tappeto, o, come sta succedendo da anni, soffocherà la vita civile rendendo le azioni più comuni un inferno immotivato.

    Non capisco come tu possa riporre tanta fiducia in un politico vecchio e nei suoi colleghi che gira e rigira sono sempre le stesse persone o amici dei soliti.

    Cosa cambia se anche si crea un grande partito conservatore (notare che è più socialdemocratico il pdl del pd)?

    Cosa succede? Il fatto che ci sia il bipolarismo rende forse più efficiente la politica nel promulgare leggi adatte alla situazione italiana?

    Io non credo minimamente, perchè davvero non vedo la correlazione tra il bipolarismo in stile franco-tedesco (in molti paesi ci sono anche 5-6 grossi partiti e governano ugualmente), e cambiamento della società.

    Credo che sia una soluzione cosmetica, tutta forma e niente sostanza, in linea con lo stile, che pure ha i suoi vantaggi, di Silvio Berlusconi, del PD (come si fa a considerare quel partito di sinistra è per me un vero mistero), delle sinistre alla Clinton-Blair & Co., e del perbenismo tanto caro, in diversa declinazione a Repubblica.

    I mitici “Paesi Normali” in realtà sono simili, nella politica solo in apparenza, apparenza che mi sembra abbastanza inutile.

    Ecco, scusa ma ora te lo ho detto.

  5. vincenzillo ha detto:

    ilsolito, “E poi, se anche si “tiene duro”, cosa cambia per l’Italia?

    Apprezzo la franchezza e ti rispondo.
    Per me, si continua sulla buona strada, di ciò che è già cominciato a cambiare grazie alle vittorie della destra di questi venti anni. E cioè, per usare una formula che prendo da zamax, finisce definitivamente il dopoguerra.
    E cioè finisce quella prassi del potere politico che è nello stesso tempo onnipervasivo e inefficace. Prassi che è nata come conseguenza della situazione di stallo indotta in Italia dalla guerra fredda. Prassi che si appoggia su interessi consolidati, establishment e burocrazie, e non sulle forze vive della società, che si coagulano intorno ai due poli “normali”, destra e sinistra. Prassi che, se fosse stato per la sinistra, per i sindacati, per le corporazioni, per gli intellettuali, per quei magistrati militanti, e per alcuni anche di Fi e Pdl, sarebbe andata avanti all’infinito.
    E, aspetto fondamentale, questa fine avverrà DENTRO la politica stessa, per via ELETTORALE. Senza teorie inutili, senza moralismi fuorvianti, senza magistrati invadenti.
    E’ questo, per me, il vero punto di fondo. Tutto il resto, le istituzioni, la fine del bicameralismo maledetto, le leggi elettorali, le liste, l’idea che la politica sia un mezzo e non un fine etc, verrà di conseguenza.

  6. peppone ha detto:

    Purtroppo alla fine le vittorie della destra di questi ultimi venti anni non hanno cambiato NIENTE.
    E se domani al SIlvio viene un ischemia come al suo amico Umberto cosa fate?
    La colpa e l’errore principale di Berlusconi è il fatto che per narcisismo megalomania e paranoia abbia impedito la crescita di una classe politica di destra.
    Mi si deve poi spiegare DOVE IN PRATICA “finisce quella prassi del potere politico che è nello stesso tempo onnipervasivo e inefficace”
    Forse far pagare 4 miliardi al contribuente per regalare Alitalia ad una banda di “amici” che l’hanno portata nuovamente al fallimento non è un esempio di potere politico omnipervasivo e inefficace?

  7. vincenzillo ha detto:

    peppone, “Mi si deve poi spiegare DOVE IN PRATICA “finisce quella prassi del potere politico che è nello stesso tempo onnipervasivo e inefficace””

    Certo che se ti aspetti l’annuncio al tg delle 20, campa cavallo. Si tratta di processi lenti, e sempre esposti a passi indietro. Poi, all’improvviso, eccoti magari una grande riforma, e tutti a cadere dal pero. Tranne quelli che hanno avuto pazienza e sguardo ampio. Le doti che tu disprezzi e chiami “seghe mentali”.

  8. […] P.S. Se avete resistito fin qui, come lettura complementare vi consiglio questo ameno Sillabario. […]

  9. […] parlo ancora dell’”impresentabilità”, dopo (qui) e (qui), è perché ritengo che l’uso di quel concetto orribile costituisca un grande […]

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