Dimesso un Papa… si fa un sonetto

Non è proprio un sonetto, il mio, piuttosto due quartine zoppicanti nello spirito dissacratorio del Belli. Le ho scritte per gioco, raccogliendo lo stimolo di Giuliano Ferrara l’altra sera, a Porta a Porta, per fare da contraltare a qualche eccesso di retorica e di seriosità.

Già l’Urbe è orba de’r piccolo gigante:

er crucco c’ha mollato, s’è dimesso!

Ma il soglio non può star così vacante:

un altro ne verrà, subito appresso.

Da quale continente, e qual sembiante?

E quando fumerà il camin di gesso,

faranno il titolone sull’istante.

E poi diventerà carta da cesso.