Oscar Giannino, pollo da combattimento

E’ sempre penoso lo spettacolo dell’uomo intelligente che si lascia usare. Oscar Giannino non è il primo e non sarà l’ultimo a cadere nella trappola, e Lilli Gruber non è la prima e non sarà l’ultima a tenderla ai polli come lui. Metodo collaudato, usato sicuro. Si prende colui o colei che le alterne vicissitudini della politica hanno portato a essere preso di mira da Silvio Berlusconi, pur essendo politicamente “vicino” a lui. Lo si blandisce, gli si offre in cambio un quarto d’ora di celebrità e lo si butta nell’arena, con l’accortezza di mettergli davanti un altro galletto ruspante, in questo caso Alessandro Sallusti. Ed ecco che, come previsto dalla conduttrice, gli animi si scaldano e il pollo Oscar si imbizzarrisce e fa esattamente ciò che tutti si aspettano da lui: strepita forte e chiaro “Berlusconi non è più credibileee!” Lo spettatore annuisce soddisfatto, come quando il cattivo muore, la conduttrice gongola e si scambia sorrisetti di complicità con il furbacchione di turno, in questo caso il finto candido Fabio Volo, lì presente per la marchetta al suo film. Un attimo dopo, le luci si spengono, il messaggio è passato, mentre il pollo è già stato dimenticato e rispedito nell’oscuro pollaio dell’1%, con i suoi illustri predecessori, tipo Gianfranco Fini. A me non resta che consolarmi riguardando il dvd del trionfo dell’unico vero combattente, che riesce a non cadere in questi ovvi tranelli. Altra razza, altra classe (qui).

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4 commenti su “Oscar Giannino, pollo da combattimento

  1. peppone ha detto:

    Come Volevasi DImostrare
    Tra il militante berlusconiano che usa i tuoi argomenti e il militante di sinsitra che ti considera un pecorone imbecille non c’è nessuna sostanziale differenza.
    Chi ha creduto alle bugie della “RIVOLUZIONE LIBERALE” non mi sembra abbia granchè di cui vantarsi e di credersi particolarmente più furbo della media.
    Sono curioso di veder come va a finire, personalmente spero che Giannino riesca ad avere una sia pur minima rappresentaza parlamentare, almeno quando i Brunetta e i Berlusconi dicono qualche stupidaggine senza senso c’è qualcuno che è in grado di farlo notare e portarlo a conoscenza dei cittadini.
    Chi vince poi sinceramente non fa la benchè minima diferenza, la realtà di 20 anni di governo in laternanza ha dimostrato che non c’è nessuna differenza reale, e tutto il resto sono masturbazioni ideologiche inutili.

  2. peppone ha detto:

    Giannino è stato fortunato che la macchina della propaganda di partito gli ha mandato contro a LA7 una mezza calzetta come la Santanchè, che ha sbracato , ha ammesso di non avere nessuna psibilità di fare critiche sensate a Giannino ed è passata agli insulti personali quindi è stata demolita facilmente.
    Ma si sa il livello medio della corte berlusconiana è quello ormai avete cacciato tutti quelli dotati di un proprio cervello e vi siete tenuti i La Russa , i Brunetta , le Santanchè, e da lì a scendere.
    Mi sa che Giannino fa paura al SIlvio perchè il confronto con la classe dirigente che dovrebbe governare il paese al suo seguito è particolarmente impietoso, gente che come la Minetti dice che non serve nessuna competenza e nessuna capacità per governare un paese, poi ci si lamenta del fatto che avete combinato solo cazzate, e il SIlvio cerca ridicolmente di scaricare la colpa sugli altri.
    Vedremo come va a finire, ma se l’unica possibilità di avere un governo dopo le elezioni fosse un alleanza Berlusconi-Monti me la riderei di grosso nel vedere le contorsioni verbali delle armate berlusconiane….

  3. vincenzillo ha detto:

    peppone, “Tra il militante berlusconiano che usa i tuoi argomenti e il militante di sinsitra che ti considera un pecorone imbecille non c’è nessuna sostanziale differenza.”

    No, una differenza c’è: il militante di sinistra è facilitato. Infatti, nel fare le porcate, la destra è molto più grezza, mentre la sinistra è molto più raffinata. Per esempio, la Gruber non ha chiamato nessuno di sinistra, a dar man forte a Giannino. Invece, ha chiamato solo uno di destra, per farli scannare tra di loro. Massimo risultato col minimo sforzo. In questo senso, il militante di destra ha un compito più difficile, e quindi più stimolante, oltre che molto meno praticato. Sarà per quello, che mi diverte tanto.

  4. […] (Quanto ai suoi veri errori – se proprio dobbiamo parlarne – sono due: non essere entrato nel Pdl ed essersi lasciato usare come un pollo dalla propaganda de sinistra (qui).) […]

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