Oscar Giannino, pollo da combattimento

E’ sempre penoso lo spettacolo dell’uomo intelligente che si lascia usare. Oscar Giannino non è il primo e non sarà l’ultimo a cadere nella trappola, e Lilli Gruber non è la prima e non sarà l’ultima a tenderla ai polli come lui. Metodo collaudato, usato sicuro. Si prende colui o colei che le alterne vicissitudini della politica hanno portato a essere preso di mira da Silvio Berlusconi, pur essendo politicamente “vicino” a lui. Lo si blandisce, gli si offre in cambio un quarto d’ora di celebrità e lo si butta nell’arena, con l’accortezza di mettergli davanti un altro galletto ruspante, in questo caso Alessandro Sallusti. Ed ecco che, come previsto dalla conduttrice, gli animi si scaldano e il pollo Oscar si imbizzarrisce e fa esattamente ciò che tutti si aspettano da lui: strepita forte e chiaro “Berlusconi non è più credibileee!” Lo spettatore annuisce soddisfatto, come quando il cattivo muore, la conduttrice gongola e si scambia sorrisetti di complicità con il furbacchione di turno, in questo caso il finto candido Fabio Volo, lì presente per la marchetta al suo film. Un attimo dopo, le luci si spengono, il messaggio è passato, mentre il pollo è già stato dimenticato e rispedito nell’oscuro pollaio dell’1%, con i suoi illustri predecessori, tipo Gianfranco Fini. A me non resta che consolarmi riguardando il dvd del trionfo dell’unico vero combattente, che riesce a non cadere in questi ovvi tranelli. Altra razza, altra classe (qui).