Un pensiero affettuoso per J. Ratzinger

Però la fama di lui si spandeva sempre più; e moltissima gente si radunava per udirlo ed essere guarita dalle sue infermità. Ma egli si ritirava nei luoghi deserti e pregava. (Luca 5, 15-16)

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Il topo e il giaguaro

Con il suo discorso di ieri, Bersani ha dimostrato non solo lo stato confusionale del Pd, ma anche la sua inconsistenza e la sua pavidità. Ha detto di no a Berlusconi, e sul Foglio di oggi si riporta la motivazione “sussurrata” da qualcuno nel Pd: “i nostri elettori non capirebbero”. Ovvio, sono stati educati all’odio settario e al moralismo, non alla politica. Esattamente come quelli di Grillo. Ma Berlusconi sa aspettare, e sa che il tempo lo rinforzerà. Invece, l’attendismo di Bersani è molto pericoloso, per lui. Non ha fatto nessuna proposta, ma solo un’apertura di credito a Grillo. Forse si illude di stanare il comico, di giocare al gatto col topo, ma il rischio è che diventi lui, il topo. E finora coi felini, vedi il giaguaro, non gli è andata benissimo.

La vittoria che brucia più di una sconfitta

Salire sul ring con 10 punti di vantaggio e poi ridursi a vincere con lo 0,4% è un colpo tremendo, anche per il pugile più scafato. Bersani, scafato lo è, ma lo sarà abbastanza? Intanto, si può capire lo smarrimento e lo sconcerto del partito, e la rabbia scomposta dei soliti esagitati su facebook. Comunque, il Pd ha già l’occasione di salvare il salvabile, stringendo la mano che Silvio Berlusconi gli ha già teso. A proposito della famosa “responsabilità”…

Maratona del nulla

Il voto, in Italia, è un fenomeno quasi mistico. Si va dall’odio viscerale per la politica alla retorica risorgimentale, dal complottismo all’esaltazione salvifica. Ma, per fortuna, a raffreddare il clima ci pensano i media. Con la solita “maratona”, che parte tra poche ore e che ci ammorberà, collegio dopo collegio, scheda dopo scheda, fino a notte fonda. Una gara massacrante tra gallinacci addestrati e dopati a dovere. Non è facile parlare del nulla, figurarsi confezionarci ore e ore di trasmissione. E’ per questo, suppongo, che si allenano tutto l’anno, quasi ogni sera. Chi sarà il primo a strepitare il nome fatale? Quale ospite illustre sarà il più vago nel predire le future sorti? Chi resisterà più di tutti, con domande e risposte vaneggianti? Una sola cosa è già certa: ci faranno addormentare, come sempre, dalla noia.

Comunque vada…

…l’analisi giusta è questa (qui). Spiega bene ciò che spacca ancora l’Italia in due, con quella che chiamerei una “perenne linea gotica”, spiega bene le sue cause storiche e, soprattutto, qual è l’unica, vera soluzione:

La sopramenzionata normalizzazione della vita politica italiana è la prima delle riforme e il presupposto di tutte le riforme. E’ la vera riforma morale, perché si fonda sulla verità, spegne gli odi, rafforza il sentimento morale della nazione, e perciò anche il senso civico.

E sottolineo la parola “verità”.

PS. Sì, lo so, quel post contiene anche un link a un mio post, e quindi non dovrei a mia volta linkarlo. Ma si sa, per noi “irriducibili” il conflitto di interessi è endemico e incurabile.